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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   1 UH
   l'aite Quinta — Italia Insulare
   chiesa dipendente dalla parrocchia di Maracalagonis. Nel suo litorale sono alcuni seni poco sicuri e due isolette, una detta dei Cavoli, vicina al promontorio o penisoletta di Carbonara, con faro di 11 classe, l'altra denominata Serpentara, pure con faro. Cereali, vino, ortaglie, patate, frutta.
   Cenni storiai. — Era un deserto in addietro con residui di antichità. Nel 1821-22 il marchese di Ghirra, o Quirra, fece alcune concessioni a varii signori cagliaritani, ed uno di essi, il cav. Jucani, sotto gli auspMi del conte Roero, presidente della Sardegna, fabbricatavi una chiesetta, vi chiamava alcuni coloni, che vi costruirono case e masserie, sì clic in capo a 12 anni vi si annoveravano già 130 famiglie con 550 anime.
   Coli, elett. Cagliari — Dioc. Cagliari — P9 T. a Quarto Sant'IJeria.
   Mandamento di SAN GAVINO MONREALE (comprende 1 Comuni, popol. 7005 ab.).
   Territorio acquitrinoso e malsano, tutto in piano, con poggerelli vignati, che danno molto vino comune dalle uve nere e vini gentili e molto stimati dalle uve bianche, come malvasìa, vernaccia e moscato. Ulivi, agrumi, alberi da frutta, zafferano; bestiame e pollame
   San Gavino Monreale (2841 ab.). — Siede nella parte superiore del piano che dal bacino di Sabaztt, o stagno di Bellori, scende alle maremme dì Terralba, protetto dai venti aquilonari dall'alto Monreale ed esposto agli altri, segnatamente al maestrale, che vi soffia senza ostacoli dal golfo di Oristano. Tre sono le vie principali e la prima divide l'abitato quasi in due parti uguali; le case sono a un sol piano di mattoni crudi con solai per riporvi granaglie e legumi.
   La chiesa maggiore di Santa Chiara sufficientemente capace, con nove fra cappelloni e cappelle, contiene sette statue di Giuseppe Antonio Lonis di Senorbi e quattro dell'altro scultore sardo, Fra Antonio Cano. Nella chiesa di San Gavino è la statua del santo, di Francesco de Nardo, napoletano, e, nella chiesa di Santa Lucia, la Madonna delle Maraviglie, consistente in un gruppo di molte figure rappresentanti la Vergine, i Quattro Evangelisti, parecchi Angeli e il Diavolo incatenato pel collo. Dei dipinti è commendevole quello dello Scaleta, pittore di merito rispettivamente al tempo.
   Cereali, orzo, legumi, olio, vino, zafferano, legna, bestiame, lana, cuoio, cacio, il tutto con notevole esportazione, corn'anco dei seguenti prodotti industriali: mattoni, tegole, quadrelle, brocche, pentole, tegami, e altre grosse stoviglie; fabbricansi anche figuline, tele, coperte da letto, ecc. Nel territorio non sorge ora alcun Nurago, ma è certissimo che ve n'erano molti, di cui i materiali in parte furono adoperati in nuove costruzioni e in parte veggonsi sparsi pel territorio.
   Cenni storici. — San Gavino era compreso anticamente nel dipartimento dì Colostroi del regno di Arborea, e, dopo l'abolizione di quel celebre Giudicato (quando il governo di Aragona ne distribuì per vendite o donazioni le terre a' suoi baroni), nella baronia di Monreale, nome sostituito all'antico suddetto di Colostro! San Gavino non ebbe in principio questo nome, ma quello di Nurazzeddu, il quale essendo rimasto rovinato e deserto probabilmente, più per le pestilenze, per le molte guerre fra i giudici di Cagliari e i re d'Arborea, o fra questi e i re d'Aragona, ed essendosi poi restaurate le abitazioni non più nel luogo antico, ma intorno alla chiesa di San Gavino, il nuovo paese prese nome da questo santo martire.
   Coli, elett. Serramanna — Dioc. Ales — Ps T. e Str. ferr.
   Pabillonis (1563 ab.). — Giace in mezzo al Campidano di San Gavino, alla sinistra e poco lungi dal fiume Sacro, a 8 chilometri da San Gavino e a 60 da Cagliari, con due chiese, la maggiore della Madonna della Neve e la minore di San Giovanni Battista, ambedue di antica o pisana architettura. Cereali, vino, frutta, ortaggi, bestiame, ecc. Come a San Gavino e a Guspini fabbricansi tegole, mattoni, quadrelli,