Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia', Gustavo Strafforello

   

Pagina (109/471)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (109/471)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Mandamenti e Comuni del Circondario di Cagliari
   151
   L'agro quartese è piuttosto arido e non ha corsi d'acqua importanti: ha solo cinque torrenti, cioè quello detto Foxi, che nasce nel monte Olla, presso Sinnai, ed entra nel territorio di Quarto, in una località detta Gannì; l'altro detto Piumini, che scaturisce dal monte Serpeddi, alimenta il serbatoio, che raccoglie le acque per l'acquedotto di Cagliari, ed entra nei terreni di Quarto nella località detta Bingia Cresia. Il terzo è detto Ria de sa Pispisa, nasce dalle montagne dei Sette Fratelli, passa nella località San Gregorio, la più splendida campagna posta nei dintorni di Cagliari, seminata di ville signorili, con vasti agrumeti, ed entra nell'agro di Quarto gettandosi nel Flamini. Il quarto è il Flu-mini Cuba, che scaturisce nelle foreste di Grommai, territorio di Maracalagonis. Il quinto è il fiume di Geremeas, che nasce dai boschi di Sinnai, detti Scala Manna, e percorre il territorio di Quarto per un piccolo tratto. I primi due, d'estate sono asciutti, mentre gli altri sono perenni e hanno, nell'inverno^. un grosso volume di acqua dell'altezza di oltre i 3 metri e di larghezza anche maggiore.
   Quarto ha 37 vie interne, selciate, ampie; le case a piani alti e con cortili rustici per le bestie, essendo quivi, come in tutti i villaggi della Sardegna, radicata l'abitudine di condurre alla sera i buoi a dormire in paese, e ciò per la mancanza di masserie, come Fig. 27. — Quarto tiantElena: Chiesa parrocchiale
   nel continente. Questo cortile, (schizzo dal vero),
   parte del quale è spesso tenuto
   a giardino, con frutteto e pergolati, ha, nella parte opposta a quella, in cui s'apre la porta, che dà sulla strada, un loggiato, che serve di corridoio alle stanze d'abitazione od ai magazzini per il vino e per le granaglie. La popolazione, la cui principale occupazione è la coltivazione della terra, è di carattere mite e pacifico.
   Il Comune annovera ben dieci chiese, cioè cinque dentro il villaggio ed altre cinque nei dintorni. Tra le prime è da ricordare la chiesa parrocchiale, dedicata a Sant'Elena (fig. 27), con un campanile alto oltre i 10 metri, abbastanza vasta, lunga m, 51.80 e larga, comprese le cappelle, m. 28.22. La sua forma è a croce latina, con otto cappelle. Vi si ammirano due belle statue in legno, l'una di Sant'Eletta e l'altra della Vergine del Rosario. La chiesa è completamente isolata, in una piazza vastissima ed alberata. Altra chiesa è quella di Sant'Elìsio, riedificata nel 1803. Viene
   100 — Iji» Patria, voi. V.