Mandamenti e Comuni del Circondario di Cagliari
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L'acquedotto è di costruzione romana dei migliori tempi; ma essendo stato distrutto nelle aggressioni de' Vandali per 500 metri sino alla porta della città murata dell'istmo si supplì con opera barbarica. Pare sia questo il restauro rammentato in una lapide latina de' tempi di Valentiniano.
I primi disastri di Nora nella decadenza dell'Impero romano avvennero forse, quando fu distrutta la suddetta porzione dell'acquedotto per costringere con la sete 1 Noresi alla resa. Furono al fermo i Vandali, che effettuarono tanto guasto sotto l'impero di Valentiniano III fra il 425 quando questo salì sul trono e il 455 quando egli fu ucciso.
Porremo fine a questa rapida elucubrazione dell'antichissima città di Nora con una seconda e più estesa citazione dal Gasalis:
L'anonimo Ravennate, nominando le città principali della Sardegna, fa menzione di Nora in questo modo: — Inoltre non molto lungi dalla suddetta città di Cagliari trovasi Nora, presidio, vale a dire, luogo dov'era presidio o stazione di soldati, o guarnigione, o fortezza. — l)a questo deducesi che al tempo dell'anonimo Ravennate, Nora non solo sussisteva, ma era una città fortificata e l'Anonimo visse nel secolo IX o nel X.
Nora adunque, guastata dai Vandali, fu poi occupata dai Saraceni, perchè, essendo quei barbari navigatori, dovean molto pregiare questa situazione marittima e pertanto avranno conservata la città e vi si saranno bene stabiliti. Potrebbe esser vero che, nell'ultima loro fuga quando, disperati di poter ripigliare questo dominio, fecero partendo tanti guasti, abbiano fatto provare anche a Nora gli effetli del loro furore; ma se quei guasti vennero fatti, non furono lina distruzione, perchè mancò loro il tempo per operarla, essendo fuggiti in fretta, quando seppero che navigava sulla Sardegna la flotta Pisana.
Nelle divisioni elio furono fatte delle provincie per l'amministrazione dai principi, Nora, metropoli dei popoli Noresi, che furono dei più celebri nell'isola, fu fatta capoluogo di dipartimento e sottoposta al governo di un curatore „.
Capoterra (1429 ab.). Giace sulla falda dei monti, a 6 chilometri dal mare, incontro a Cagliari, da cui dista 15 chilometri. Una sola chiesa di Sant'Efisio nell'abitato e due altre nella campagna di cui una, sacra a Santa Barbara, in situazione deliziosa a mezzo il monte, gode di un'estesa e vaghissima prospettiva, Cagliari inclusiva. L'altra di San Gerolamo sta nella parte inferiore del monte in una valle pittoresca, ove scorre il Giaffa. Alcune ville di signori cagliaritani. La Tanca di Eissa, titolo di marchesato di un cadetto della nobil casa Villahermosa, è un vasto podere fertilissimo come La Tuerra, regione anch'essa feracissima per l'umidore. Moltissime fonti, selve ghiandifere, bestiame, cacio, giunchi, fieno, saline abbandonate, acqua minerale ferruginosa.
Cenni storici. — Sorgono sparsi noi territorio 8 Nuraghi, e nella Maddalena scor-gonsi vestigia di alcune sontuose fabbriche antiche di stile romano, in un con quelle dell'antica strada da Cagliari alla suddescritta Nora. Vuoisi che non lungi dalla Giaffa sul bivio a Capoterra e a Santa Barbara fosse in addietro una vetriera.
Coli, elett. Cagliari — Dioc. Cagliari — P1 T. a Cagliari.
San Pietro Pula (407 ab.). — Costituito in Comune da tempo immemorabile, forse fin dalla dominazione romana, faceva parte della curatoria dell'antica Nora. Siede nella sponda sinistra del rio, che mette foce nel Mediterraneo presso Pula, da cui dista 3 chilometri È posto in clima tnìtissimo nell'inverno e temperato nell'estate dai venti marini periodici. Parrocchiale di San Pietro Pula, di stile pisano. Nel territorio esistono dei Nuraghi, sepolture di giganti e ruderi di fabbricati antichi di stile