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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Cagliari
   -101
   Giustino e Fede, le cui ossa furono trovate, dicono, sotto le rovine di un'antica chiesuola nel luogo, detto dì San Marco, ov'era un'antica popolazione. Un'altra chiesa dedicata a Santa Barbara trovasi all'estremità del paese, ed una terza, la chiesa campestre di San Pietro in Olirì, a circa 2 chilometri dal paese. Abbondanza di cereali e di vino di buona qualità, bestiame, calce, ecc.
   Cenni storici. — Poco lontano dall'abitato un solo Nurago, ora in rovina. Dentro 1 limiti del Comune furono altri due luoghi abitati, come attestano le rovine : uno in Oli,ri, a nord presso la suddetta chiesa campestre di San Pietro, l'altro verso scirocco nella regione detta Tradori, non lungi dal luogo, ove sorgeva l'antica chiesa di Sant'Adi. Le rovine delle case di Oliri servirono in parte a chiudere una gran tanca e le rimanenti trovatisi sparse a mucchi. Per mancanza d'ogni tradizione ignorasi quando e come fosse distrutto questo paese. Se la predetta chiesa di San Pietro non ne fu la parrocchiale, fu fabbricata certamente quando il luogo era popolato.
   Coli, elett. Serramanna — Dioc. Cagliari — P2 a Nuraminis, T. a Serramanna.
   Serrenti (2257 ab.), — È situato ad 80 ni. sul pendìo verso ovest di una piccola eminenza, a 6 chilometri da Nuraminis, con chiesa principale della Concezione e sei altre chiese liliali, tutte fuori dell'abitato ed alcune un po' distanti. Suolo assai fertile in generale, in cui si raccoglie molto grano, orzo, fave e legumi. Vigne estese e producenti vino di buona qualità, di cui si fa commercio, con altre derrate, a Cagliari. Pochi e sterili i pascoli per la scarsezza del bestiame. Colline diboscate improvvidamente. Presso i confini col Comune suddetto di Satmazai erano piantagioni di quercie, ma venduti dal Demanio, furon poi abbattuti. Bestiame porcino e pecorino, e cacio che smerciasi a Cagliari. Cave di trac.hite.
   Cenni storici. — Due soli Nuraghi disfatti, uno vicino all'abitato, l'altro lontano un'ora, e vestigia di antiche popolazioni in due siti. Serrenti era compreso nel marchesato di Samassi ed ebbe per ultimo feudatario D. Giuseppe Simon.
   Coli, elett. Serramanna — Dioc. Cagliari — Pa T. a Samassi.
   Mandamento dì PULA (comprende 4 Comuni, popol. 4646 ab.). —Territoriosten-dentesi dalla spiaggia del mare alle radici della punta Severa, parte in monte, parte in colle e parte in pianura, bagnato da tre rivi, di cui il maggiore è il Pula. Grande fertilità in granaglie, alberi da frutta, viti, gelsi. Numeroso bestiame grosso e minuto, Selvaggiume; vene di piombo solfurato argentifero.
   11 capo di Pula è uu promontorio, che segna, col capo Carbonara, le due estremità dell'arco della gran rada di Cagliari. È formato da una lingua di terra che termina in una rupe, detta di Coltellazzo, la quale si addentra in mare verso est per quasi due chilometri e costituisce due seni, uno a levante, detto di SanVEfisio, l'altro di Nora, a scirocco. Presso al seno di Sant'Elìsio sorge un grosso scoglio denominato Isola di San Macario, e a nord del capo Pula un altro scoglio minore.
   Pula (1668 ab.). — Giace poco lungi dalla spiaggia del mare, fra due fiumi, a 30 chilometri da Cagliari, e in non buona fama pel clima, con chiesa principale di San Giovanni Battista e tre altre chiese minori. La chiesetta rurale di Pula, esistente tuttora, fu costruita in tempi antichi, forse nel secolo XI, vicino al colle della penisoletta di Nora sopra la tomba di Sant'Efisio e fu conservata e restaurata dalla pietà dei Campidanesi e dei Cagliaritani.
   Le reliquie dei Santi Elisio e Potilo rimasero intatte sotto il dominio saraceno, non furonvi più lasciate quando la Sardegna ricuperò la libertà coll'aiuto dei Pisani. I quali, pretestando potesser esser profanate dai Barbareschi le trasportarono a Pisa, nonostante le proteste dei Cagliaritani. La vuota tomba dei due santi martiri sta nell'ipogeo sottostante alla chiesuola ed ha per coperchio la mensa dell'altarino ivi eretto. Però le reliquie sono state traslate da Pisa a Cagliari nella ricorrenza delle