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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Cagliari
   -103
   filiali dell'Angelo Custode e di San Saturnino. Altre tre chiese antiche sono 01 cadute e intorno a ciascuna di esse veggonsi vestigia di antiche abitazioni e trovaronsi, scavando, oggetli di remota antichità. Ignoratisi i nomi di questi antichi abitatori. Vigne, alberi da frutta, sopralutto ortaggi e bestiame.
   Coli, elett. Serramauna — Dioc. Cagliari — P'J a Monastir, T. a Viliasor.
   Viliasor (2548 ab.). — Giace a 10 chilometri da Monastir, in territorio quasi tutto bagnato dal rio Manna e dal rio Forada, che gittasi poco lungi nel Caralita. I Minori Osservanti della provincia di Cagliari furono introdotti, nel 1010, in Viliasor e ne ebbero la chiesa dell'arcangelo San Michele. Fertile il territorio e producenle in copia cereali, civaie, uve e frutta d'ogni specie.
   Sorgente minerale detta Acqua cotta, la quale scaturisco presso un'eminenza in cui termina la catena delle colline di Guttar-e-Torra. È limpida e copiosa e dopo un breve tratto va a mescolarsi coll'acqua di un rivo vicino. Ha una temperatura di 40, è mineralizzata dai cloruri di sodio e di calcio, dal iodio e dai solfati di soda, di magnesia e di calce. I bagni e i fanghi si adoperano nelle malattie reumatiche; ma non vi ha per gli infermi che una capanna e una piscina. Vi si veggono però ancora i ruderi di antichi fabbricati. In vicinanza, miniera di piombo di monte Zippiri.
   Cenni storici. — In Viliasor sorgeva un castello fabbricato nel 1415 e se ne trova fatta menzione in una pergamena nell'archivio vescovile di Cagliari, in cui si legge che Pietro, arcivescovo di quella città, concedeva col suo capitolo a Giovanni Sinel-leris, signore della villa spopolata di Sorres, la facoltà di fabbricare, sui ruderi dell'antica chiesa parrocchiale, un castello in difesa dei nuovi abitanti, che questi voleva stabilirvi. Dallo stesso documento rilevasi che il luogo (li Sorres, sulle cui rovine sorse poi Viliasor, era stato ridotto a deserto dalla guerra accanita, che ardeva da oltre 50 anni fra gli xYragonesi e gli Arboresi.
   Viliasor fu poi eretto in marchesato composto di sedici ville.
   Coli, elett. Serramauna — Dioc. Cagliari — Pa T. e Str. ferr.
   Mandamento di MURAVERA (comprende 3 Comuni, popol. 87® ab.). — Territorio fertilissimo bagnato dal Flumendosa (il Soeprus dei Romani), che presso al suo sbocco sul mare impaluda ampii terreni. Molti boschi ghiandiferi e molta selvaggina e caccia abbondante. Cedri, palme, pinete rigogliose, mandorli, ulivi, apicoltura, carbonaie e pesca.
   Muravera (2798 ab.). — È situato presso al mare, alla falda settentrionale di una serie di colline, che sono una dipendenza del monte dei Sette Fratelli e terminano nella maremma, chiudendo ad ostro il vallone fertilissimo detto Sa Forada de Sarrabus. La chiesa maggiore ha per titolare e patrono San Nicolò di Bari ; e sonvi inoltre 5 altre chiese e diverse chiesette fuori paese. Spiaggia aperta con piccolo porto, ove approda due volte la settimana il piroscafo, che gira la costa orientale e il diretto per Genova. Cereali, vino, frutta, mandorle, patate, agrumi in abbondanza e squisiti, canapa, lino, gelsi, legna, carbone, bestiame grosso e minuto, caccia e pesca.
   Miniera argentiferi di Bacca Arrodas, il cui prodotto s'imbarca a Porto Corallo. Nella regione del Sarrabus son molti Nuraghi, ma quasi tutti distrutti, tranne uno nella regione detta \ illamaggiore.
   Cenni storici. — In Sant'Orriu, presso la chiesa di San Giorgio, scorgonsi indizi di abitazioni e furono scoperte molte sepolture. Di questo antico paese fa menzione il Fara e lo chiama Sorruvi.
   Pedredu, ch'ei pone fra i paesi spopolati, è una frazione di Muravera. Se si ha a prestar fede alla tradizione, Pedredu sarebbe stata la parte più antica del paese: poi, quando crebbe la popolazione del rione di Muravera, prevalse il suo nome e quello di Pedredu rimase negletto.