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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   102 l'arte Quinta — Italia Insulare
   (Jenni * Lo ri fi. - E il villaggio più antico dell'antica curatoria, o dipartimento
   ili Seurgus, che ne comprendeva un gran numero, parte dei quali ora distrutti, e
   ne fu il capoluogo, corno fn capoluogo dì mandamento sino al 1838. Nel secolo XIII
   vi dimorava l'antica, potente e nobil famiglia degli Atzori, di cui si e perduta ora
   persino la memoria. . ,. T ... IV ,, .. . „, ,r „ .. 1 Coli, elett. IsjIi Dioc. Cagliari — P2 T. a Senorm.
   Mandamento di MONASTIR (comprende 1 Comuni, popol. 68C8 ah.). Territorio, già da tempi antichi rinomato, per la sua meravigliosa fertilità, piano generalmente, tranne a est, ove ergesi il monte 'Aura, da cui .spiccasi verso sud, una piccola catena di colline, formate di roccie vulcaniche. Cereali, legumi, viti, gelsi, albei, da frutta e pascoli.
   Monastir (1274 ab.). — (iiace in un pendio esposto al vento d'austro-libeccio, protetto dal levante-scirocco dal suddetto monte Zara e dal greco dal colle Bau-ladri; è traversato da due rivi, il FUtmineddu e il Mannu, che vanno ambedue a metter foce nel Caralitn presso Deeìmomannu. Parrocchiale di San Pietro apostolo, e tre altre chiese minori. Cereali, legumi, vini, frutta, gelsi, pascoli, molti bovini e ovini. Commercio attivo per la situazione sulla grande strada di Cagliari e la prossimità alla capitale.
   Cenni, storici. — Nel territorio vissero già altre popolazioni, come attestano le sparse rovine di molte abitazioni e quelle del suddetto castello o fortezza di Bau-ladri, nell'eminenza sulla sponda sinistra del Ftumineddu. Prese il nome di Monastir da un monastero di Camaldolesi, che sorgeva nelle sue vicinanze ed ebbe anche origine probabilmente dalla colonia agricola fondata da que' monaci nelle lor terre.
   Coli, elett. Serramanna — Dioc. Cagliari — P2 T
   San Spei'ate (18(50 ab.). — Siede nella gran pianura di Cagliari, a 5 chilometri da Monastir e. a 20 da Cagliari, fra i due rivi suindicati, aperto a tutti i venti e difeso appena da quelli d'est, dai monti o colli di Oladri. Parrocchiale di San Sperate martire, il cui corpo vuoisi rinvenuto verso il 1620, sul luogo, quantunque sia più verosimile, che fosse ritrovato quando fu fabbricata la chiesa del suo nome. Tre chiese minori, di cui quella di San Giovanni dicosi fosse l'antica parrocchiale. Dentro e fuori dell'abitato si rinvennero molte vestigia di antichi abitatori e molle camere sepolcrali in mattoni con ossa, lucerne, anforette. scodelle e grandi truogoli in pietra lunghi più di in. 3 e larghi m. 0.70 e assai profondi, che voglionsi ritenero avelli, in cui trovaronsi ossa gigantesche. Eranvi anche monete, che furono disporse. Cereali, vino, albori da frutta, ulivi, gelsi, agrumi, bestiame ecc.
   Cenni storici. — Dove sorge ora San Sperate vivevano antiehissimamente ignoti abitatori e il Casalis opina che al tempo dei Romani fosse una villeggiatura di cui per altro non ci pervenne l'antico nome romano. Quando ì Saraceni posero stanza in Sardegna, codesto luogo, che era compreso nella curatoria di Decimo, prese il nome di Orticedro, dai cedri che vi piantarono. San Sperate passò quindi in feudo di varii signori, finché il Fisco lo avocò a sè, in un con la baronia a cui era stato aggregato nell'anno 1746. Due anni appresso però, trovandosi iì Pi. Demanio in bisogno di danaro, mise in vendita l'antico feudo di San Sperate, che fu poi aggiudicato a Don Giuseppe Cadello, giudice della R. Udienza, per 17,000 scudi, a condizione. che i feudatari! avessero il titolo di marchesi di San Sperate. L'ultimo feudatario fu Don Efisio Cadello Asquer, dal quale il R. Fisco ricomprò il feudo il 12 giugno 1839 assegnandogli la rendita annua di lire 4200.
   Coli, elett. Serramanna — Dioc. Cagliari — P2 a Monastir, T. a Villasor.
   Ussana (1175 ab.). — Siede in territorio bagnato dalla Trexenta, esposto a quasi tutti i venti e in aria poco salubre, con parrocchiale di San Sebastiano e due chiese