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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Firenze
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 400

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Firenze
   m
   nella catena che congiunge 1 una all'altra scuola e mostra «I come fu compiuta la loro filiazione. Le eittadette di Borgo San Sepolcro e Città di Castello si possono ben qualificare città dei pittori. Borgo San Sepolcro fu la culla di Pietro della Francesca, uno di quei pittori che formano un'era nell'arte. Quest'uomo insigne, qualificato come uno dei migliori pittori de'tempi suoi, nacque circa il 1398, e fu uno de' primi che trattò con buon esito gli effetti della luce ed assoggettò i suoi disegni ai pnncipii della prospettiva. Pietro fu ospite, nel 1469, di Giovanni Santi in Urbino, I suoi ritratti del duca (allora conte Federigo) e della sua consorte Battista Sforza formano un dittico ora nella galleria di Firenze. Ili Urbino 11011 rimane che 1111 suo dipinto, ma parccelii se ne conservano nella sua città natia, Borgo San Sepolcro. Più di tutti i suoi contemporanei, Pietro della Francesca fu valente nella prospettiva e nella geometria, e molti di questi contemporanei della Romagna e dell'Umbria vuoisi studiassero sotto di lui; fra costoro Melozzo da Forlì e Luca Signoroni confermano questa tradizione più di Pietro Perugino.
   Dai dipinti di Pietro della Francesca, in Arezzo, Raffaello derivò la sua idea pel disegno della l'isione e della vittoria di C'osi cintino, in Vaticano; e probabilmente gli andò anche debitore di quelli effetti di luce e d'ombra onde va sì celebrata la Liberazione, di San Pietro, nella stanza d'Eliodoro.
   Città di Castello possiede sempre alcune opere interessanti di Luca Signorelli e di altri maestri il cui stile esercitò un'influenza importante sul genio di Raffaello. In quella città ei trovò 1 suoi pruni protettori e quattro de' suoi più celebri quadri primitivi furon dipinti per le sue chiese.
   Vnclie Siena e Perugia furono centro di due scuole pittoriche la cui influenza sui grandi maestri del secolo XV ò confermata dalle loro opere. La Scuola di Siena è uguale almeno per antichità a quella di Firenze. Sue caratteristiche prevalenti sono un profondo sentimento religioso ed una bellezza particolare e tenerezza d'espressione ispirate dall'entusiasmo religioso diverso al tutto da quello stile introdotto dallo studio classico nelle scuole più settentrionali d'Italia. Non v'ha dubbio ch'esso esercitò una influenza importante sui grandi maestri del secolo XV.
   Il patronato della Repubblica sin dal secolo XIII incoraggiò, se non creò, una società di artisti; ina, osserva il Burchkardt nel suo Cicerone: < L'importanza della partecipazione di Siena nello sviluppo primissimo dell'arte è divenuta più dubbia dopo che la data del 1221 nella grande Madonna di Guido da Siena in San Domenico fu considerata quale una falsificazione di una data posteriore di una cinquantina d'anni >.
   Al principio del secolo XIV fiorirono Ugolino da Siena e Duccio Buoninsegna, contemporanei di Giotto. Il più notabile dei successivi maestri primitivi fu Simone Martini, amico del Petrarca che gli dedicò due sonetti come pittore del ritratto di madonna Laura. Egli inori nel 1341 e fra i suoi contemporanei annoverami suo cognato Cippo Memmi, Pietro ed Ambrogio Lorenzetti e Berna da Siena.
   In un periodo posteriore Andrea di Vanni. Taddeo di Bartolo e Jacopo Pacchiarono furono gli artisti principali. La scuola di Siena declinò in seguito sino al tempo del Sodoma, seguace di Leonardo da Vinci, i cui ineriti furono sì grandi che fu adoperato nelle decorazioni del Vaticano e della Farnesina a Roma. Furon de' suoi allievi Barto-loinnieo Xeroni e il Beccafurni. L'ultimo nome di grido nella scuola sanese, è quello di Baldassare Peruzzi. quantunque quelli di Salinibeni e Francesco Vanni occorrano durante l'ultima metà del secolo XVI.
   La Scuola dell' Umbria, di cui Perugia era il centro, si può considerare qual transizione dallo stile classico, prevalente in Firenze, a quel profondo sentimento religioso ed a quella ispirazione spirituale nell'arte che raggiunsero la loro maturità sotto Raffaello. 1 pittori più antichi di codesta scuola sono Pahnerucci, Martino e Ottaviano Nelli, Gritto e Gentile da Fabriano, Matteo da Gualdo e Pietro da Foligno.