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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Firenze
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 400

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   190 Parte Terza — Italia Centrate
   Ik'stj f. Stati f.. — Li serie di busti degli imperatori romani da Cesare a Costantino non ha uguale, trattone nel Museo Capitolino in Roma. I busti dogli imperatori sono schierati lungo il muro sinistro e quelli delle imperatrici lungo il destro della galleria.
   Di Giulio Cesare, solivi due busti in marmo ed uno iu bronzo, qnest ultimo bellissimo e simile al rinomato della galleria Ludovisi in Roma. Au-giista e sua figlia Giulia; Marco Agrippa, perfetto e solo con la punta del naso restaurata; Caligola, caratteristico; Messalina ; Nerone, come fanciullo e come uomo; Satiro in marmo pàtio, bellissimo; Galim; Ottone, giudicato da Wmkel-inann il più bello di qu®Ì'imperatore; .1 Atleti; Giulia, figliuola di 1 ito ; Vi felli evidentemente ritratto, grosso e pingue; statua i\' Urania, cosi creduta almeno, dacché gli emblemi, il globo ed il compasso clic tiene sono aggiunte o restauri moderni; bel panneggiamento; Vespasiano; Domiziano; Tito; Nervo; Trajano, tre busti di cui uno colossale; Dlntìna, moglie di Trajano, condotto con finitezza; Adriano, di bel magistero; Pertinace ; Peseennio Ni grò; Massimo ; il giovine Satollino; Giulia Mammea; Pupieno; Gordiano Pio ; Probo; Gallieno; FilippoU maggiore ; Elio Vero; Marco Aurelio, quattro busti che lo rappresentano ni vaiii periodi della sua vita; Faustina, moglie di Antonino Pio, due busti; statua di Apollo, con allato un serpente, belle le porzioni antiche; un Cupido, una Baccante e Venere. Anadiomène, il torso e porzione di una gamba antichi e bellissimi; due busti di ragazzi, uno dei quali Annio Vero, figliuolo, di Marco Aurelio; altare circolare, con bassorilievo del Sacrifizio d'Ifigenia; copia in marmo del ben noto Spinarlo, o giovinetto che si estrae dal piede una spina: la testa moderna è imitata dall'esemplare in bronzo del Museo Capitolino; Lucio Vero; Commodo; Settimio Severo, due busti e belli ambedue; Caraculla, di bel magistero; Geta, tre busti; Clodio Albino, competitore di Severo all'impero, ili alabastro; Alessandro Severo, due busti; Gordiano seniore; Costantino, con molli sintomi di decadenza dell'arte; Mania, manchevole anzi che no nella espressione, restaurato da Ronatello(?); lo stesso, di un marmo rossigno, resianiato dal Yerroc-chio(??); Igicia, con bel panneggiamento; Discobolo, che cretlcsi una copia di quelli min meno celebre ili Minute, greco; Minerva, nello stile della scuola I giuda ; statua iVEscnhqiio, Marco Aurelio, in buono stile di scultura d'antica scuola romana; Melpomene o Clio; altare dedicato ai Dei Lari di Augusto, e presso ad esso una buona copia del I,mennnte. in Vaticano, di Raceio Ran-dinolli: e finalmente una figura d'arte antica in pietra dì paragone ili ìlarfeo rappresentato iu atteggiamento di fanciullo dormente con un mazzo di papaveri in mano ed espi unente un sonno perfetto.
   SAiinoiwniu. — Sui sarcofaghi romani nei corridoi sìmo vari bassorilievi mitologici. Alla estremità meridionale del corridore orientale, uno, che ha davanti la caduta di Fetonte, olfrc nella parte, opposta una rappresentazione curiosa in bassorilievo di una corsa al cocchio nel circo mostrante la posizione della meta; l'esistenza di un obelisco nel centro indicherebbe il Circo Massimo di Roma. Ugni cocchio è tirato da quattro cavalli coi loro nomi rispettivi.
   Presso di esso è un altro sarcofago dei primitivi tempi cristiani con rilievi dell Istoria del profeta Giona gittata alla balena, di fattura grossolana. La balena è un mostro non più veduto. Lo scudo con lo stemma è più recente.
   Sonvi ancora parecchi altri sarcofaghi. Uno ha un buon bassorilievo del Batto di Febea e d'Ilaria, figliuole di Leucippo, per Castore e Polluce; altri le Fatiche d'Ercole, la Caccia di Meleagro, Ninfe marine o Nereidi ed un buon altorilie\o rappresentante una madre co' figli imploranti un guerriero vittorioso.
   Nel primo corridoio sono disposti molti quadri di antica scuola toscana, assai pregevoli per la storia dell'arte. Ma i migliori di questo ciclo sono collocati in tre apposite stanze di fianco al corridoio. Per ora le tre stanze della scuola toscana precedono la
   Tribuna. — Piccola sala ettagona contenente preziosissimi capolavori della scoltura (antica) e delia pittura ; fu compiuta nel 1010 da Cosimo 11 e fatta costruire in origine da Francesco I per un gabinetto di curiosità miscellanee. La cupola e incrostata di madreperla e il pavimento è di varii marmi colorati. Il centro é occupato da cinque statue antiche in marmo, la Venere Medicea, i MttatamL il Satiro o Fauno Danzante, VApol-lino e \'Arrotino.
   La Venere Meimea è un'opira originale di Cleonicnc, figliuolo ili Apollodoro ateniese,, artista greco del 111 secolo av. C. L'iscrizione sul plinto in ristaurata fedelmente dall'originale. \ uolsi rinvenuta a lìoina nel portico d'Ottavia (o nella villa Adriana) e fu trasferita, nel 1078, dalla villa Medici in Roma a Firenze. Nel trasporlo, s'infranse e fu mestieri ricomporla con undici pezzi; sono moderiti il braccio destro e il sinistro dal gomito, ambedue, mal restaurati, troppo discosti dal corpo, eppcrriò in posizione non naturale e affettata. Le dita sottili, restaurate da Ercole Ferrata nel 1077, contribuiscono a dare un'aria di affettazione all'attitudine generale e contrastano sfavorevolmente col plé leggiadro. Le orecchie sono perforate pei pendenti e ia capigliatura era indorata in origine.
   Codesta Venere verginale sorgente dalla spuma del mare {Anadiomène), nella pienezza della gioventù e, con la più perfetta bellezza del volto e delle ignudo forme, corporee, appartiene, alle, più belle, produzioni dell'arte scultoria, ma già sul