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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e domimi del Circondario ili Civitavecchia
   MANDAMENTI E COMUNI DEL CIRCONDARIO DI CIVITAVECCHIA
   Ari'AHfENEM'n AL DISTItETTO SIILI [ AltE 1)1 ROMA
   Mandamento di CIVITAVECCHIA (comprende 2 Comuni, con una popolazione residente di 12,598 abitanti, censita al 31 dicembre 1881).
   Civitavecchia (11,821 ab.). — Cenni storici. Sorge sulle rovine di Centina Cellae, così dette, secondo alcuni, da un palazzo che l'imperatore Trajano aveva fatto innalzare, nella sua villa, pei giù dici che faceva venir da Roma a render giustizia al suo cospetto, o, secondo altri, da un quartiere militare, con cento celle, o camere poi suoi militi. Cento Celle pare andasse intieramente debitore della sua origine alla costruzione del magnifico porto costruito da Traiano, e non vi ha traccia dell'esistenza anteriore di una città in quel luogo.
   Di questo porto di Trajano, oltre la descrizione di Plinio, ne abbiamo ima posteriore, poetica, ma accurata, di Rutilio (Itin., i, 237-48), la quale coincide perfettamente col suo stato presente. Una città si andò formando a poco a poco intorno al porto, il quale andò acquistando del continuo importanza per la ragione che quello costruito dallo stesso Trajano, alla foce del Tevere, era talmente insabbiato da renderlo inservibile.
   Al tempo di Procopio Centnm Cellae era una città grande, popolosa e rinomata come fortezza (Procop., B. C., ir, 7), per la qual cosa i generali Goti e Bizantini se ne contesero aspramente il possesso : fu presa da Belisario, assediata quindi e presa da Narsete (Procop., Ih., 111, 36, 37, 39; ìv, 34). Continuò a fiorire sino all'812, in cui fu distrutta intieramente dai Saraceni clic avevano invase le coste del Mediterraneo.
   Gli abitanti ripararono allora sui monti vicini e vi rimasero finché scesero ad abitare in una borgata detta Lcopoli, da Leone IV che la fece fabbricare apposta per essi, alla distanza di dirca 11 chilometri dalla città distrutta. Cessato il pericolo dei Saraceni, debellati dallo stesso papa Leone, gli abitanti fecero ritorno al luogo della città vecchia, la riedificarono e le diedero il nome (li Civitavecchia, che le è rimasto poi sempre.
   Nel secolo XV essendo occupata da Giovanni De Vico, prefetto di Roma e fautore dell'antipapa Benedetto XII, cessato appena lo scisma, Eugenio IV inviò contro Civitavecchia un Vìtelleschi, con Fortebraccio, Ranuccio Farnese ed altri, i quali l'assediarono e la ricondussero sotto il dominio dei papi. Sino all'occupazione francese del 1809 fu retta da un governatore prelato; nel 1814, alla caduta di Napoleone, fu fatta da Pio VII capoluogo della delegazione omonima, indi aggregata da Leone XII a quella di Viterbo, come centro del suo distretto, finché, in capo a pochi anni, ridivenne, per decreto di Gregorio XVI, capoluogo di delegazione.
   Nel 1849 il porto e la città di Civitavecchia furono occupati dalle truppe della seconda Repubblica francese, inviate all'assedio di Roma per riporre sul trono il papa, e vi rimasero lungo tempo sotto il secondo Impero. Ritirate in seguito, vi tornarono nel 18G7 quando lo Stato pontificio fu invaso da Garibaldi, sconfitto da esse coi celebri chassepots a Mentana. Le truppe francesi lasciarono poi definitivamente Civitavecchia per accorrere a prender parte alla guerra memorabile del 1870 contro la Germania, e Civitavecchia fu aggregata, con Roma e il rimanente dello Stato pontificio, all'Italia.
   Lungo l'antica via Aurelia sorge un ponte di costruzione romana detto ponte del Diavolo, considerato monumento nazionale. La porta Marina, dalla quale s'accede alla Darsena dal lato nord, è di architettura pregevolissima.
   Civitavecchia fu creata sede episcopale nel 1825 da Leone XII; ma poi fu riunita all'antica diocesi di Porto e Santa Rntina. È Sotto-prefettura, con Ufficio centrale del