436
Parto Terza — Italia Centrale
mattatoio la ferrovia, seguendole Mura Aureliano ed accostandosi a porta San Giovanni e porta Maggiore e al così detto Tempio della Minerva Medica, va a metter capo nella stazione centrale di Roma, detta comunemente di Termini
Prodotti agrari. — I principali prodotti agrari consistono in pascoli, frutta, legna e cereali. Le maremme sono sterili e mal coltivate, principalmente perchè non troppo sano è l'aere che vi si respira nell'estiva stagione. Ma i dintorni di Civitavecchia sono abbastanza ridenti in primavera e vi trovano pascolo ubertoso gli armenti. Gli abitanti di Canale Monterano vi attendono particolarmente al commercio del grosso bestiame. Feraci sarebbero i colli di Corneto Tarquinia, ina sono pochissimo coltivati e l'aria vi è quasi insalubre, in ispecie nelle parti depresse.
Prodotti minerali. — Vi abbondano invece i prodotti minerali, fra cui l'allumite o pietra d'allume e il caolino. La miniera d'allumile fu scoperta nel 1461 da Giovanni da Castro, il quale ebbe per tale titolo ricompense ed onori da Pio lì che era stato suo padrino. Si dice anzi che gli decretasse anche una statua coli'iscrizione Johanni De Castro aluminU inventore, ma non consta se e dove tale statua sia stata posta. Antonio Chigi, senese, ampliò e uiiglioròl'estrazione e la fabbricazione dell'allume aprendo altre cave e costruendo un grande opificio, intorno al quale si venne poi agglomerando l'abitato che prese il nome di Allumiere e che descriveremo in fine al circondario.
Il caolino, di qualità bianca e perciò riputato dei migliori, serve per la fabbricazione delle porcellane, ed anche, in polvere impalpabile, per la sofisticazione dei saponi e della carta, le qualità più granulari miste a tradii te si impiegano per la fabbricazione dei mattoni refrattari.
Nei monti della Tolfa sono anche da ricordare una miniera di ferro ed una di piombo. La scoperta della prima si fa rimontare al secolo XV e quella della seconda è dovuta al chimico Alessio Mattioli, nel 1739. Queste due miniere furono esercitate a varie, riprese e da varii intraprenditori, e quella del ferro da una Società romana che vi stabilì un forno fusorio, con due macchine a vapore. Intorno al ferro della Tolfa scrissero l'illustre Scipione Brasisi e più dì recente il prof. Giuseppe Ponzi,il barone Klitsche de la Grange ed altri.
Trovansi pure nei monti della Tolfa, ed in copia, un travertino eccellente per costruzioni, una specie di alabastro ed un travertino candido attissimo a lavori decorativi. Vi si rinvengono anche zolfo, vetriolo, manganese, gesso ed altre sostanze minerali.
Acque minerali. —Nei dintorni di Civitavecchia sgorgano varie acque minerali: i Bagni del Palazzo (le antiche Acjuuc Taurinae); una assai calda, detta Sferracavalli, a 6 chilometri di là delle Terme di Trajano, le cui rovine occupano lo spazio di circa 140 metri; una a 4 chilometri e mezzo dalla città mila valle in cui principia la Fin-maretta, nasce sullo scoglio presso alberi di fico selvaggio che vi vegetano ed è dotta della Ficoncella, le sue acque sono portate ad uno stabilimento che sorge in Civitavecchia fra il porto e la ferrovia di fronte al mare e precisamente nel locale dell'albergo Trajano. Queste acque contengono cloruro di calce e di sodio, silicato di feri a, solfato di soda, carbonato di calce e magnesia.
I Bagni di Stigliano, a mezza via fra Bracciano e la Tolfa, sono assai frequentati dai Romani nei mesi di maggio e giugno. 11 nome deriva dal Vicus Stìjgianum, che era sulla yia Claudia. Ritengono alcuni erroneamente che queste fossero le Aquae Apo'li-nares, le quali, come dicemmo] erano invece a Vicarello. Cinque sono le sorgenti, due per bagni, tre per bibita. La temperatura del Bagno Grande è di 35 a 40 cent.ig., del Bagnarello di CO a 70. Le acque contengono calce, magnesia, soda, ferro allo stato di solfati, carbonati o ciurm i e gas idrogeno solforoso. Sono efficaci nelle malattie nervose, scrofolose, reumatiche e nelle paralisi. Esiste, oltre a un vetusto locale, mi fabbricato
eretto dal principe Altieri Dopo la metà di luglio però vi dominano le febbri malariche.
----