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Fig. 315. — Civitavecchia: Veduta del porto, presa dal Faro (da fotografia;.
Dopo 8 chilometri si arriva alla stazione di Maccarese, una delle più belle e ricche tenute, di 1000 ettari, con pascoli e selve, nell'Agro romano, alla foce dell'Arrone, che esce dal lago di Bracciano e mette in mare a Torre di Maccarese. Nel 1683 la tenuta fu venduta per 27,000 scudi ai Pallavicini e pervenne poi, nel 1820, per eredità, ai Rospigliosi.
A destra era sino a pochi anni fa lo Stagno di Maccarese, col quale incomincia la Maremma romana e che, riunito allo Stagno di ponte Salino, stendevasi sin presso all'Airone. Nella stagione delle pioggie tutta la bassura diveniva un lago. Questi stagni però furono ora quasi totalmente soppressi cogli importanti lavori di bonifica eseguiti dal Governo e mediante i quali le acque basse raccolte in apposito serbatoio vengono elevate di qualche metro mediante tre macchine a vapore della potenza complessiva di 170 cavalli e per processo di apposito canale condotte al mare.
Alla stazione di Ponte, Galera, a 12 chilometri da quella di Maccarese, la ferrata manda un tronco per Porto e Fiumicino al mare e piega ad est, sulla destra del Tevere, per raggiungere Roma.
L'ultima stazione ferroviaria, prima di arrivare a Roma, è la Magliana, vicino all'ex-castello papale da caccia nella valle omonima, ove abitarono Giulio II e Leone X. Dopo una bella veduta sulla campagna di Roma, ricca di ruderi e di acquedotti, lo sguardo spazia sui colli Albani e Sabini, con a destra San Paolo fuori le Mura e a sinistra l'Aventino, il Palatino e il Campidoglio. Passato il Tevere sul ponte di ferro attiguo al nuovo
— La Patria, voi III.