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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Circondario ili Civitavecchia
   appartenesse a Gneo Douiizio Annio Ulpiano, celebro giureconsulto e prefetto del Pretorio, ucciso nel .228 dell'era volgare.
   Il castello di Sanla Marinella è fondato su grandiosi avanzi ili antiche costruzioni, la maggior parte in opera reticolata, In prossimità del castello sono ora stati fabbricati graziosi villini di villeggianti che vi passano i mesi dei bagni 11 castello è di forma quadrati, con robuste torri ai lati ed mi torrione, o mischio, nel centro del quadrato, al quale ginnge-vasi passando per un ponte levatoio, ancor oggi in parte conservato. Ma i restauri hanno oggi alterata l'antica fortezza, cli'è stata ridotta a palazzo, ora di proprietà del principe Odoscakhi, e prima dell'arcispedale di Santo Spirito.
   Oltrepassato il castello e seguendo l'odierna via Aurelia, osservausi a sinistra due gramli archi composti con grandi blocchi, posti a contrasto senza calce. Su questi passava l'antica via Aurelia, e sono gli avanzi di due ponti romani, forse del tempo di Trajano.
   Otto chilometri dopo Santa Marinella è Santa Severa, il cui nome vuoisi derivi da Severa figlia di Massimo, tribuno romano, quivi martirizzata. Sorse qui nell'antichità Pyrgi, vetustissimo porto degli Etruschi, circondato e protetto da enormi mura ciclopiche, o poligonali, parte delle quali ancora rimangono dal lato nord del castello. Pyrgi, di cui è menzione in Livio (3G, 3, 6), in Strabene, Plinio e Tolomeo, fu porto di Caere (Cerveteri), città situata sulla collina a poche miglia di distanza, e che descriveremo a suo luogo. Famoso fu, ili Pyrgi, il tempio di Lucina Leucotea. Nell'età di mezzo i conti di Tuscia vi costruirono un castello, sulle rovine dell'antico porto. 11 castello passò successivamente in potere dei Frangipani e degli Orsini e quindi dello ospedale di Santo Spirito, cui tuttora appartiene. Il castello e difeso da tre giri di mura merlate, di guisa che al primo riguardarlo si presenta come imponente e grande fortilizio. Il giro interno è protetto da torri quadrate. Sopra l'ingresso sono le armi di Urbano Vili (Barberini), il quale restaurò il castello. E questo di forma quadrilatera, al cui centro spicca una colossale torre circolare che domina tutta la rocca. Vi si entra per uno stretto ponte lavatoio di legno, sospeso tra il mare e il cielo, da far impaurire chi lo traversa ; e nei tempi andati doveva essere impossibile ai nemici l'occuparlo. Nella torre sono ancora da vedersi le prigioni e le camere per le munizioni. Bello è il panorama che godesi dalla sommità di essa, e guardando bene dentro al mare, se questo è calmo, scorgonsi, per lungo tratto, antiche fondazioni, a blocchi colossali, spettanti certamente al vetusto porto Ceretany.
   Trovasi ricordato il castello, nell'anno 1356, nel testamento di Bnzio di Romano di Bonaventura, del rione Trastevere, in cui istituisce erede suo tiglio Cola di varii fondi, fra questi è il Castrimi S. Severae, donato a Buzio da Francesco di Gio. Bonaventura.
   A sinistra della via ferrata, e procedendo sempre a sud-est, poco dopo oltrepassata Santa Severa, vedesi una elevata collina, alle cui falde trovatisi i bagni del Sasso, le antiche Aqitae C'aeritanae, che toglievano nome dalla prossima Caere. La stazione di Furbara, che incontrasi poco dopo, non ha alcunché di notevole. Segue, sul littorale, la torre Flavia, costruita da Flavio Orsini nel XVI secolo, allorché questa potente famiglia possedeva tutto il territorio compreso tra Bracciano, Civitavecchia e l'Agro romano.
   A 33 chilometri da Civitavecchia è Palo (l'antica Alsium, o colonia Alsiensis), che Silio Italico memora tra le città vetuste abitate dai I'elasgi ed Aborigeni. Fu luogo prescelto dai patrizi romani per edificarvi ville e luoghi di delizie, ed oltre a Cesare, anche gli amici di Cicerone, quali Murena, Sallustio, Silio, Dida, ebbero ville in questo tnaritimus et voluptuarius locus, come Frontone appella Alsio. Di Alsio è fatta pur menzione negli antichi itinerari e nel geografo ravennate. Anche l'imperatore Marco Aurelio vi ebbe una villa.
   È incerta l'epoca nella quale il nome di Palo sostituì quello di Alsium. E indubitato però, che sino dal secolo XIII il castello era in mano degli Orsini, e di questo stesso secolo si conserva un sigillo con la veduta del torrito castello. Nel 1560 Palo fu