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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   436 Parto Terza — Italia Centrale
   portano ancora nomi d'origino araba, come Astorre, Argante, Morgante, Marocco, Marcasse, Margutte, ecc., e recansi a lìonia, nei loro abiti pittoreschi, per servir di modelli e di modelle agli artisti. Poco frumento, frumentone e bestiame.
   Coli, elett. Tivoli — Dioc. Tivoli — P2 T. a Tivoli.
   Vicovaro (15S3 ab.). — Cenni storici. Vicovaro sorge sulle rovine dell'antica città di 11triti che Strabene (v, p. 237) chiama città latina, come Carseoli ed Alba, ambedue le quali orali per ferino città Eque, incluse in seguito nel Lazio. Mi Orazio (Kp., 1, 14, 3) ne parla come la città a cui costumavan recarsi i contadini della sua villa Sabina e dei villaggi vicini in un modo che certamente par implichi ch'essa era il centro municipale dì quel distretto e se è così, doveva esser tenuta allora per città Sabina. Non è mentovata da Plinio, ma, secondo la sua limitazione, era certamente compresa fra i Sabini e non nel Lazio. Non fu mai probabilmente una grande città quantunque gli avanzi suddetti esistenti tuttora delle antiche mura dimostrino che la dovette essere una città fortificata, ma essa divenne di buon'ora un semplice villaggio e l'antico commentatore d'Orazio la chiama Oppidum in Subinis oliin, mine vicus, di che nel medioevo fu chiamata Ficus \ruria, donde il nome moderno di Vicovaro.
   Nel 1191 Celestino HI diede codesta terra in pegno agli Orsini, i quali l'ampliarono, \ i costruirono una rocca e la fortificarono, cotalchè nel secolo XIII e lino al XVI era considerata quale un Castrimi assai munito, il quale, nel 1533, resistè all'assalto datogli dall'esercito dì Clemente X IL Gli Orsini lo tennero sino al secolo XVII e lo venderono poi ai Bolognetti che ancor lo posseggono.
   Siede sopra mi ripiano di depositi e di incrostazioni rinviali dell'Amene che scorre sotto la falda meridionale del monte Follietoso (1004 in.), che fa parte del gruppo del Gennaro ed è creduta da alcuni la storica Lncretile di Orazio. Era difeso anticamente da due cinte di mura, verso sud: una inferiore presso la sponda dell'Aniene, e l'altra superiore che l'ormava la sua acropoli alla quale è ristretto il paese odierno (fig. 212). fra questi due recinti passava la via Valeria.
   Esistono ancora avanzi del recinto che chiudeva la città bassa formato da massi parallelepipedi irregolari di una specie di travertino locale, principalmente verso il ponte che accavalcia il rio Itonci dal lato che va verso Tivoli, ponte moderno, ma vicino al quale veggonsi ancora gli avanzi dell'antico. Nella parte bassa del paese, a destra della strada, sta la chiesa di Sant'Antonio, con piccolo portico sorretto da quattro antiche colonne, con capitelli d'ordine dorico, che possono dirsi, per lo stile, dei tempi di Claudio
   0 di Nerone.
   Oltre codesta chiesa, volgendo a sinistra per salire al paese, veggonsi altri avanzi del recinto primitivo della cittadella dell'antica Varia, di cui diremo pili sotto. Dopo la chiesa del Salvatore si trova una casa del secolo XVI, già residenza del governatore, quindi si perviene sulla piazza del Duomo ov'è una fontana formata da un antico sarcofago, con le figure dei coniugi, a cui servì, divise dal Genio dell'Imene.
   11 duomo, sacro a San Pietro e con quadri del Muccini, è succeduto all'antica basilica eretta da papa Simmaco a San Pietro, nel secolo VI, un miglio più verso Tivoli. Per
   1 ampia strada che apresi ad ovest della chiesa si arriva nell'alto del paese ad un grazioso tempietto ottagono, isolato, tutto in marmo, dedicato a San Giacomo, nello stile gotico italiano del secolo XV; fu costruito per cura dì Giacomo Orsini del ramo dei conti di Tagliacozzo, su disegno di Simone, allievo del Brunellesco, il quale morì, al dir del Vasari, mentre vi stava lavorando. La facciata rivolta ad est è ornata di statuette di santi; l'interno fu rimodernato, eccetto i pilastri gotici negli angoli e le due finestre gotiche ai lati (fig. 213).
   Sulla piazza sorge l'antico palazzo baronale, già Orsini, ora Bolognetti, presso del quale vedonsi gli avanzi del lastricato, in basalto, di una delle vie dell'antica Varia. Da