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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   .Mandamenti e Comuni del Circondario di Hoina 483
   rivoli. Sopra il collo sorgeva infatti il Sicclion, oppido primario elio ricorda gli antichi Siculi che occuparono, conto abbinili visto sotto Tivoli, questa parte d'Italia o particolarmente Tivoli. Qnest'oppido fu poi baluardo dei Tiburtini. Nel medio-evo proso poi il nonio di Sicilictimm, Boalianinn, cambiati poi in CiciUamim. Il paese odierno si formò dopo la devastazione s araceli ics del secolo IX ed appartenne, sino al secolo XV, al monastero ili Subiaco, dal quale passò poi ai Teodoli.
   L'abitato sorge in bell'orizzonte, sopra un colle intermedio fra i dorsi di Guadagnolo o del Costasole. In vario parli del colle e ad altezze varianti, veggonsi avanzi di mura poligonali, dette ciclopiche, costruite rozzamente. Dei bassi tempi veggonvisi varii ruderi di torri riquadrate e tonde e mura castellane. Nell'estate del 1874 vi furono scoperte le rovine di un tempio e di una gran villa (probabilmente di uno dei Cecilii) con parecchio antichità. Grano, frutta, ortaglie, bestiame, olio e vino.
   Coli, elett. Tivoli — Dioc. Tivoli — P2 T. a Tivoli.
   Monte Celio (2517 ah.). — Cenni dorici. Secondo il Nìbbv (Dintorni di Roma, voi. n, pp. 327, 3G7) Monto Celio occupa il posto dell'antico Cornicuhmi, città del Lazio che sorgeva sopra una delle sommità dei monti Corniculani. Cornicolo non figura nell'istoria romana che durante la guerra di Tarquinio Prisco coi Latini in cui è mentovata fra le città sottomesse da questo monarca con la forza delle armi (Liv., ì, 38; Dioxis., ut, 30). Fu iti quell'occasione che, secondo la tradizione ammessa, Ocrisia, madre di Servio Tullio, cadde prigioniera in poter dei Romani (Ovm., Fast., vi, 628). A quel tempo Livio l'annovera fra le città dei Frisci Latini. Riferisce Dionisio ch'essa era saldamente fortificata e resistè ad un lungo assedio, ma, dopo la sua presa, fu saccheggiata ed arsa da Tarquinio. Non dice distrutta ed è probabile non cessasse d'esister sì tosto. Infatti nella lista delle trenta città della Lega Latina data da Dionisio trovatisi i Corni (Kopvoi) ch'erano certamente, come suggerisce il ifiebhur (voi. ir, p. 17), gli abitanti di Cornicolo. Ma in tempi posteriori non se ne trova più menzione.
   Ricomparisce nel secolo XI col nome di Monticelli, che serbò, come dicemmo, sino al 1870 in cui prese quello di Monte Celio, dicesi da un tal Celio che vi aveva una villa. Appartenne al monastero di San Paolo e quindi ai Conti; nel secolo XIII Napoleone e Matteo Orsini furono rinchiusi nella rocca, allora assai forte. Nel secolo XV fu venduto agli Orsini, ai quali fu tosto tolto a forza, da Paolo II a cagione della lor tirannia. Passò quindi ai Cesi che nel 1678 lo venderono ai Borghese.
   I monti Corniculani formano un gruppo assai ristretto dei più interessanti e caratteristici nella Campagna romana, per antichità, formazione geologica e il vasto panorama che offre codesto gruppo, isolato e staccato intieramente dalla catena principale del-l'Apennino, si compone dei tre picchi rocciosi di Sant'Angelo Romano, di poggio Cesi e di monte Celio, (li un'altezza ragguardevole, ripidi e di accesso malagevole. Furon chiamati Conikìdani dalla forma acuminata e simile a coma delle loro tre creste, sopra la più meridionale delle quali sorge Monte Celio.
   Monte Celio, già Monticelli sino al 1870, sorge in amena situazione con esteso panorama sulla Sabina, sul Terminillo, sul Gennaro, sui vulcani Laziali e sull'Agro romano. Le case presentano generalmente la costruzione saracenica dei secoli XIII e XIV. Non vi si veggono avanzi di antichità remotissima, ma frammenti numerosi di edilizi ed un tempietto, o sacellum, costruito in opera laterizia, con pilastri corinzi che risale evidentemente a' tempi dell'Impero. La chiesa principale di San Giovanni Evangelista, sulla piazza, ove sorge anche il palazzo baronale, ora Borghese, fu riedificata nel 1710. La rocca, assai interessante, è del secolo XIII.
   II territorio comunale produce grano, olio e vino. Molto estesa è la fabbricazione della calce.
   Coli, elett. Tivoli — Dioc. Tivoli — P2 T. e Str. ferr.
   61 — I.a Patria, voi. Ili,