Pagina (539/750)
Pagina

Pagina (539/750)
|
La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679 |
Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli
Aderisci al progetto!
[Home Page]
[ Testo della pagina elaborato con OCR ]
Mandamenti o Comuni del llirromlario di I Ionia
Nel i:ì07 l'imperatore Arrigo VII poso stanza a Tivoli come in città saluberrima e fresca, por evitare i calori estivi e far poi ritorno a Roma nel verno. Nella sua spedizione contro i Colonna in l'alestnua, il tribuno Cola di Rienzo pose a Tivoli il suo quarti »r generalo o recitò mi gran discorso al popolo, sulla piazza di San Lorenzo, l'io II, por porre 1111 freno durevole ai Tivolesi, fece costruire il castello che ancora vi esiste.
Gli ultimi eventi politici, meritevoli di menzione, furon quelli del I486, in cui Tivoli ebbe assai a soffrire nella guerra contro gli Orsini c quelli della seconda meta del secolo successivo, nella guerra dei Caraffa contro il duca d'Alba da cui venne occupata. Sgombrata poi dagli stranieri, fu inoccupata dalle truppe spaginici© e dalle tedesche, scese in Italia por contendersi il reame di Napoli.
Nelle vicende dell'invasione repubblicana francese del 1779 ed in quelle dell'impero napoleonico (1809-14) divenne sottoprefettura di Roma» Nel 1810, aboliti da l'io VII tutti gli statuti municipali, fu, come tutti gli altri Comuni, assoggettata ad una legge generale, e sino al 1870 durò come governo distrettuale.
Tivoli è una delle più autiste città della Comare» di Roma, nella cui storia occupa un [tosto importante, sede, neiraiiticliità, dei patrizi romani che vi avevano splendide ville, celebrata dai poeti e principalmente da Orazio che l'esaltò nelle sue Odi (ì, 7):
A me il suolo sparlali tanto non piace E d'Anlene il precipizio ondoso, Nò il fertil piano di Larissa opima, 0 di Tilmrno il saero liosco ombroso,
Quanto d'Albulnea risonanti i monti, E i rigati gìardin da chiari fonti.
E nell'Ode vi del lib. 11, a Settimio :
Posar io bramo in mia vecchiezza il fianco 1 Là dal mar, da' viaggi e da la dura Dove innalzò Tiburno auliche mura. I .Milizia io vo' raccorrai afflitto e stanco.
Tivoli (l'antica Tibur) giace 111 una situazione veramente incantevole, sopra un ripiano delle pendici settentrionali di monte Ripoli (522 111.). A ovest gode della veduta della campagna eli Roma, del territorio Laziale e del mare; a nord della catena di monte Oennaro, da cui lo separa la valle profonda dell'Anione; a est il castello; a sud il suddetto Ripoli, l'Afflano e i Prenestini. Tanto dalle passeggiate della villetta Gregoriana, quanto da quella di Cardano e dall'altra delle Cascame, i punti divista son pittoreschi in sommo grado. Dolce e buono il clima, quantunque gli impazienti dell'incostanza del tempo abbiano foggiato il dettato:
Tivoli di mal conforto, O piove, 0 tira vento, 0 suona a morto.
Tivoli è ora illuminata a luce elettrica (sistema Edison); le sue vie però sono anguste e poco attraenti e le case di 11011 grande apparenza; ma la si va abbellendo ogni di più ed arricchendo di nuovi fabbricati.
Alcune fra le chiese sono interessanti. La cattedrale, sacra a San Lorenzo, e riedificata, nel 1635, sull'antica basilica, occupa parte del tempio d'Ercole, mentovato da Giovenale come dovizioso di marmi e con 30 colonne. La cappella della Concezione e la stat ua della Madonna son del Bernini. 11 campanile, a quattro piani, è un bell'esemplare dei campanili medi evi ci.
La cliiesa di San Pietro fu eretta da. San Simplicio papa, nel V secolo, sulle rovine della villa di Metello Scipione, in piazza Cainpitelli (Campus Metelli). In ciascun lato della navata centrale vi si ammirano cinque colonne di cipollino e il pavimento è, in parte, di opus Alexandrinum,
Lo stesso papa, oriundo di Tivoli, edificò la chiesa di Santa Maria Maggiore, presso il palazzo d'Este. La Vergine, nella terza cappella, a sinistra, e i dipinti, sul tabernacolo in legno, che formano l'altare di Sant'Antonio, sono attribuiti al Perugino.
La chiesa di Sant'Andrea fu costruita 1111 secolo dopo da Santa Silvia Anicia, madre di San Gregorio, sul distrutto tempio di Diana. Le colonne sono dì granito e di cipollino.

|