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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parto Terza — Italia Centrale
   Per mezzo di una serie di piccole cappelle si penetra sempre più nell'interno: esse formano una breve ed angusta galleria, eguale alla navata della chiesa. Le pitture che rivestono le pareti di questa sono state barbaramente restaurate. Una scalinata conduce alla chiesa sotterranea, o Sacro Speco, dipinta da un tal Consolo, che il Lanzi fa rimontare al 1219. Meritano particolar menzione la Strage degli Innocenti, pel modo con cui è rappresentata, e la pittura rappresentante l'antico lago sublacense. Vi sono anche pitture del secolo XI, del peggiore stile bizantino.
   Nella cappella propria del Sacro Speco, ossia nella grotta, è una statua del Bernini rappresentante Ito* Benedetto in età giovanile, il cui effetto e molto favorito dalla luce dubbia della caverna. Da questa scappella si discende in quella di San Silvestro, ove è la statua in terracotta del santo pontefice. Si entra da essa in un piccolo giardino., dove si conserva un roseto che dicesi fosse un vepraio su cui San Benedetto si rotolava per resistere al fuoco della concupiscenza, cangiato in roseto per miracolo di San Francesco d'Assisi, quando questi venne a visitare il santuario nel 1223. Nella sagrestia si conservano alcuni buoni quadri moderni >.
   11 Sacro Speco è oltre ogni dire notevole per l'impressione che desta 111 qualunque visitatore, pel luogo ove sorge e per le opere d'arte che vi racchiude. Tutto ha 1111 carattere singolare, originale. la piccolezza ed eleganza di quelle chiesuole, cappelletto, grotte, tutto pare un giuoco della fantasia.
   Termineremo accennando al colossale lavoro, fatto a furia di scalpello, pochi anni or sono, per togliere un'enorme roccia dal monte soprastante al monastero, la quale sporgendo 111 fuori, per le fessure fattevi dall'acqua, minacciava rovina.
   Il Comune di Subiaco produce uva, grano, frutta, erbaggi, fragole, funghi, lamponi, cortesie, piante ed erbe tintorie. Vi si trovano anche pozzolane, argille, arenarie, ocre e. pietre da costruzione di qualità eccellente. Le industrie più notevoli sono: cartiere, ferriere, frantoi da olive e mulini messi in moto dalle acque dell'Amene.
   Uomini illustri. — Ebbero i natali in Subiaco: G. B. Bagnoni, autore di eleganti istituzioni rettoriclie; G. Camillo Contestabile, buon poeta; G. Cristoferi Amaduzzi, filologo ; Francesco Gai, pittore che ottenne la medaglia d'oro all'esposizione romana del 187(1.
   Molto fu scritto intorno a Subiaco e i suoi monasteri e a 1101 basterà citare la Dissertazione sopra Subiaco di G. Pujati (Iìonia 1816).
   Coli, elett. Subiaco — Di'oc. Subiaco — P2 T.
   Affile (1610 ab.). — Comi storici. Conserva il nome antico di Affilae, Affilanus, città del Lazio nel senso più esteso del termine, ma che in tempi anteriori apparteneva probabilmente agli Ernia. Apprendiamo dal trattato attribuito a Frontino {De Colon., pag. 230) che il suo territorio fu colonizzato al tempo dei Gracchi, ma 11011 ebbe mai il grado di colonia e Plinio (II. N., 111, 5, § 9) l'annovera soltanto fra le Oppida del Lazio. La sua antichità è attestata da molte iscrizioni e frammenti marmorei scoperti nelle vicinanze e che veggonsi nelle mura delle chiese e di altri edilizi Nel 1799 gli abitanti opposero lunga resistenza per mantenersi repubblicani; ma furono sopraffatti dai conservatori che saccheggiarono il paese.
   Sorge il villaggio nell'antico territorio degli Ernici, sulla sinistra dell'Amene, sopra una balza del monte Faggete che puossi considerare quale 1111 contrafforte dell'Arci-nazzo. La chiesa di Santa Felicita è ricca di bei marini. Merita una visita il monte detto lo l'ertuso, per un tunnel naturale, lungo mezzo miglio, attraversato dal torrente Carpena che forma dalla parte opposta una cascata pittoresca. Cereali, pascoli e soprattutto vino prelibato detto Cesanese.
   Coli, elett. Subiaco — I)ìoc. Subiaco — P2 T. a Subiaco.
   Agosta (1215 ab.). — Borgo pittoresco alle falde occidentali dei monti Simbruini, sotto l'alto paese di Cervara, che ergesi a circa 700 metri sul livello del mare; domina