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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parto Terza — Italia Centrale
   L'altro monastero, il Sacro Speco (figg. 201-205), dista circa 5 chilometri da quello di Santa Scolastica e da Subiaco e vi si accede per una salita scoscesa in mezzo ad una scena grandiosa e quasi selvaggia. San Benedetto, nato a Norcia nel 480, inviato a studio ni Roma, ne fuggì a 15 anni la corruttela e visse 3 anni solitario in codesta grotta, fondando sulla montagna i predetti dodici monasteri; ma gli intrighi di un
   indegno sacerdote
   -----------—------- —.—--—...................... - - lo costrinsero a lasciar Subiaco e ad andare a fondare, nel 520, Montecas-sino, proto-badia del suo Ordine, ove morì. S. Gregorio Magno lo definì: se leti ! er n escien a et sapìenter indoctus.
   Di questo celeberrimo S. Speco rechiamo qui una bella e minuta descrizione desunta dalla recente ed ottima G uida della provincia di Roma di Enrico Abbate: « 11 Sacro Speco si deve riguardare
   come la culla del monachismo occidentale. A guisa di un nido di colombi, talmente addossato al monte che in qualche parte dovè essere eretto con sostruzioui arcuate enormi, ed in altra si dovè tagliare la rupe, facendola servire di parete ai corridoi, il monastero è detto del Sacro Speco, perchè qui è la speluuca naturale, dove si ritirò dapprima S. Benedetto. Ber l'asprezza del luogo, non si fece sul principio alcuna fabbrica, contentandosi i monaci di pervenire alla spelunca, per mi viottolo; anzi molte erano le spelunehe, delle quali ima, piii vicina allo speco di San Benedetto, fu dedicata a San Silvestro, verso il 1052.
   Ma, nel 1000, uu monaco, di nome Palombo, costrusse, presso allo speco, ima celletta; per accedere, poi, allo speco si scavò la rupe e si fecero dei gradini; a poco a poco sorsero le costruzioni, con grandi sostruzioui che ancor rimangono, sebbene più volte restaurate.
   Nel primo ingresso si vede un'aquila dei bassi tempi. 11 corridoio che segue è ornato di pitture del secolo XV; la parete sinistra è la rupe stessa del monte: l'autore delle pitture è ignoto. Dal corridoio si entra in ima prima piccola chiesa, della migliore architettura gotica, tutta istoriata, dal tetto alle pareti con pitture a fresco. L'impressione che si prova entrando in questo tempio dell'arte, ravvolto in una mistica semioscurità, è veramente grande. E difficile dare mia descrizione di questo monastero: le piccole chiese e cappelle sono molte e formano un vero laberinto, essendosi dovute adattare alle accidentalità della rupe. Sono in parte costrutte nelle caverne stesse, di cui si scorgono, in molti punti, le costruzioni granitiche, addossate spesso alle pareti dellarupe, salendosi dall'una all'altra per mezzo di scala, in modo che par di trovarsi in catacombe tutte
   Fig. 201. — Subiaco: Ritratto ili Innocenzo 111, affresco nella chiesa del S. Speco (da fotogr.).