.Mandamenti e Comuni del Circondario di Hoina
483
con dipinti pregiati ed un arazzo in cui è figurato l'incontro di Dante con la lontra nel T ddV Inferno. Sulla porta, verso Roma, vedesi esternamente una statua di Giove seduto, col fulmine e l'aquila, ed internamento, mi busto di Minerva. Sulla piazza son due statue togate e nella seconda piazza, che snol chiamarsi piazza di Corte, sorgono due colonne granitiche, sopra basi cariche di ornati. Sonvi pure duo antichi sarcofaghi e sotto quello a sinistra sta un'ara sepolcrale, con iscrizione. Anche presso una fontana, all'ingresso del paese, son molti tronchi di antiche colonne.
11 prodotto principale è il vino, abbondante e rinomato. I vigneti sono difesi da un congegno detto Paragrandine.
Coli, elett. Albano Laziale — Dioc. Palestrina — P3 '1'.
Mandamento di PALOMBARA SABINA (comprende G Comuni, popol. 9G79 ab.). — Territorio in colle e assai l'ertile; i prodotti principali consistono in grano, frutta, vino e olio, questi due ultimi assai pregiati in Roma; pascoli assai abbondanti.
Palombaro Sabina (4227 ab.). — Cenni storici. Gredesi sorga sul sito di Cameria
0 Camerinm, antica città del Lazio, mentovata da Livio (ì, 38) fra le città dei Prisci Latini, prese da Tarquinio Prisco. Conseguentemente noi la troviamo enumerata fra le colonie d'Alba Longa o le città fondate da Latino Silvio (Origo Gentis lium., 17). Anche Dionisio riferisce che ricevè una colonia d'Alba, ma ch'era stata previamente una città degli Aborigeni. Dopo la cacciata dei re da Roma, Cameria fu delle prime a sposar la causa degli espulsi Tarquinii, di che fu punita aspramente, presa e distrutta all'atto dal console Virginio nel 502 av. C. (I)ionis.. v, 21, 40, 49). D'allora in poi non comparisce più nell'istoria.
?La prima memoria dell'odierna Palombaro è del secolo XII, in cui era signoreggiata da una famiglia che aveva preso il nome di Palombaro e che vi si mantenne per tre secoli. Nel XIII secolo i Savelli avevano molte possessioni nel territorio e nel XIV ne divennero feudatarii, formando la linea detta di Palombaro che fu l'ultima ad estinguersi di questa famiglia.
Nel 1482, dopo la morte di Iacopo Savelli, fu occupata dai soldati di Ferdinando re di Napoli, quindi assalita dagli Orsini e da alcuni dei Savelli che seguivano la parte Orsina, fu incendiata da Troilo che la difendeva. Cacciati gli Orsini, pei- la discordia fra gli stessi Savelli, il papa, insieme alle altre lor terre, occupò anche Palombaro, la quale riconobbe, sino al 1503, il dominio diretto ed indiretto della Santa Sede, per esser poi restituita agli antichi signori. Il 7 gennaio 1637 fu venduta, col castello ili Stazzano, a Marcantonio Borghese per la somma di 385,000 scudi e
1 Borghese l'ebbero sempre di poi.
Sorge Palombaro in vetta ad un colle isolato, a foggia di cono, dominato dal castello dei Savelli costruito nel secolo XV, in cui trovansi ora il Municipio e gli Uffici governativi ed a cui sovrasta una torre assai alta, del secolo XIII. Sul palazzo veggonsi in ogni lato gli stemmi dei Savelli, con belle modanature nelle porte e nelle finestre, costruite iu pietra arenaria compatta, locale, che ha tutta l'apparenza del marmo. La chiesa di San Biagio fu edificata da Onorio III Savelli. Sopra una delle punte del monte Gennaro, a 1 chilometro dal paese, a nord, è un castello diruto, detto volgarmente Castiglione. Molte frutta, segnatamente ciliegie e lauro ceraso; olio, grano, vino; alabastro calcare detto alabastro di Palombara. Acqua minerale magnesiaca, in una tenuta dei Borghese, a 7 chilometri dal paese.
Coli, elett. Tivoli — Dioc. Magliano (Sabina) — P3 T. e Str. ferr.
Monte Flavio (804 ab.). — Cenni storici. Fu fondato nel 1444 dal cardinale Flavio Orsini, di cui ritenne il nome; passò quindi ai Barberini e poscia agli Sciarra Colonna.
Trovasi alla base settentrionale di monte Mozzone (991 in.) e sulle falde di una cresta del monte Pelleccliia (1368 m.) in situazione saluberrima e ridente come quella di tutti