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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arte Terza — Italia Centrale
   lince, l'orso, la tigre, ecc. 11 musaico fu restaurato e collocato dal principe Barberini nella gran sala al primo piano, ove si può ammirare.
   Le rovine del Tempio della Fortuna, restaurato da Siila, sono molto interessanti; la porzione meglio conservata è in piazza Tonda, presso la cattedrale, e consiste esternamente di 4 semi-colonne corinzie e internamente di un salone convertito già nel celliere e nella cucina del seminario; è fiancheggiato da pilastri corinzii e terminato da una tribuna che aveva per pavimento il celebre sudescritto musaico. 11 Canina considera quest'edilizio come l'orientale delle due navate che stavano sul secondo ripiano conducente al tempio. 11 portico semicircolare, che formava l'ultimo ripiano e precedeva il Sacrario della Fortuna l'renestina, si può rintracciare facilmente sul fronte del palazzo Barberini, sopra il quale ergeva si il tempio, ed in un punto più alto, l'antro delle Sortes Praenestinae. La forma di questo santuario è ben nota dalla descrizione di Cicerone (De Vivili., u) che reca una curiosa relazione dell'istituzione delle Sortes.
   Al .sommo della collina sorgeva VArxo la cittadella, sopra la città, e chiamasi ora Castel San Pietro, da una tradizione che vi dimorò per qualche tempo il principe degli Apostoli : contiene poche e povere case surte dalle rovine della città eretta dai Colonna. L'antica fortezza della famiglia, quantunque dilapidata, conserva sempre molte memorie del medio evo. Sopra la porta principale vedesi il ben noto stemma (la Colonna) della famiglia con le iniziali (S. C.) di Stefano Colonna che riedificò la città e il castello, coinè rilevasi dalla seguente iscrizione in caratteri gotici : Magnifious Ite Stephan De Columna ued.ficavit civìtatem Preneste cu monte et arce. Anno 1332.
   La chiesa, dedicata a San Pietro, fu eretta nel secolo XVII sul luogo di un'altra preesistente al tempo di Gregorio Magno e ristaurata nel 1730. Contiene un dipinto di (J. C. che consegna le chiavi a San Pietro, di Pietro da Cortona; una statua dell'apostolo, della scuola del Bernini, ed un cippo che serve ora di piletta dell'acqua santa, su cui è un'iscrizione a Publio Elio Pirone, comandante della cavalleria teutonica, sotto Coni modo.
   Il panorama da quell'altura (776 m.) è veramente niaraviglioso e comprende scene memorabili dell istoria romana. Verso ovest, in lontananza, scorgesi Roma con la cupola di San Pietro e la punta di Collazia (la città di Bruto e dì Lucrezia, l'antica Gahii), indi l'ampia pianura Latina, in tutta la sua estensione, sino al mare, ove si scerne chiaramente Astura, Nettuno, Porto d'Anzio e Fiumicino.
   Dinnanzi (verso sud-ovest e sud), Tusculo, Frascati, Monte Porzio, Monte Compatri, Labico (ora Colonna), Rocca Priora (già Corina), Velletri, la Valle del Sacco; a sinistra, Monte Fortino, Valmontone, Signia dalle mura ciclopiche, Anagni, l'aliano, Genazzano, Cave. A est e nord-est, Rocca di Cave, Capranica, in vetta alle roccie, Poli e Tivoli. \ ale a dire il reame medioevale dei Colonna e in pari tempo Vantico mondo romano. Arrogi il Tevere, l'Amene e le regioni alpestri dei Volsci, degli Albani, degli Ernici, degli Equi e dei Sabini; dirimpetto l'Etruria e l'Umbria.
   Fra le antichità trovate a Palestrina si possono citare i frammenti dei Fastidì Verrio Fiacco, mentovati da Svetonio, scoperti nel 1773 dal card. Stoppa ni e ben noti agli eruditi per la dotta dissertazione del X'ibby. Si conservano ora nel palazzo Vidoni, in Roma.
   A breve distanza sotto la città, presso la cappella della Madonna dell'Aquila, gli antiquari pongono il sito del Foro eretto da Tiberio e il municipìum romano; un po'più di un chilometro più oltre, son le rovine dell'ampia villa edificata da Adriano ed ingrandita da Antonino Pio : esse diedero il nome alla chiesa Santa Maria della Villa e coprono la superfìcie per un chilometro quadrato. Lo stile della loro costruzione offre una grande somiglianza a quello della villa d'Adriano che troveremo a Tivoli : qui fu scoperta la statua colossale &&1l'Antinoo Bruschi, ora nel Museo Vaticano.
   Sulla strada a Cave, a circa due chilometri da Porta del Sole, si traversa il Fosso di Palestrina, a Ponte dello Spedaletto, presso il quale vedesi una rovina ettagona che