.Mandamenti e Comuni del Circondario di Hoina
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alleati, nel 1434, col Fortebraccio e il l'iceiiniio, il feroce cardinal Vitellosclii, legato (l'Fugeuio IV, l'assediò e la preso nel IMO. L'anno seguente la spianò sin quasi a terra e per 10 giorni «ontinnì pose la città a ferro e a fuoco, non risparmiando nò le chiese, nò i conventi.
Nel 1438 i Romani compirono l'opera di distruzione atterrando la cittadella. Nel 1448 i Colonna riedificarono la città, cingendola di mura e di torri che veggonsi ancora. L'ultimo fatto storico, degno di nota, è la vendita della città fatta da Francesco Colonna a Carlo Barberini, fratello d'Urbano VIII, nel 1G30, perla somma dì 775,000 scudi. Essa appartiene sempre ai Barberini e conferisce loro il titolo di principi di Palestrina.
Balestrimi è tuia della sei sedi vescovili snburbicarie; siede sopra un ripido sprone calcare, del monte Glicestro ed è fondata intieramente sulle rovine dell'antico magnifico Tempio della Fortuna Trenestina, e la sua pianta perciò si approssima assai al rettangolare ed ergesi in vani ripiani a ino' di piramide, come ergevasi anticamente il tempio, quali sono Cortina, in semicircolo, Strada Nuova, Via del Borgo, Corso, Giardino di sopra e Giardino di sotto dei Barberini.
Poche città in vicinanza di Roma offrono tanti esempli dei varii stili architettonici prevalenti in Italia nei primi tempi della sua storia. Le rovine delle mura e degli altri edifizi, per cui andava famosa la città antica, ci mettono innanzi quattro epoche distinte : nelle enormi masse poligonali delle mura abbiamo un bell'esempio dell'architettura pelasgica; nelle costruzioni poligonali più piccole, ravvisiamo un periodo posteriore, quando lo stile pelasgico era imitato generalmente in quei distretti ove i materiali locali componevansi di calcare; nelle massiccie sostruzioni quadrilatera!! vediamo lo stile del tempo di Siila e degli ultimi tempi della repubblica; e finalmente nell'ohm* laterizia abbiamo alcuni buoni modelli de' tempi quando Preneste (l'odierna Palestrina) era un municipio romano.
Verso sud, alle due estremità della città, sono le porte detto di San Martino e del Sole; verso est quella delle Monache, porta Pdf tetta e quella dei Cappuccini ; verso nord, porta San Francesco, in tutto sei porte, oltre due antiche, chiuse. La città moderna non offre alcun edifizio degno di nota; la cattedrale è una chiesa ordinaria edificata siigli avanzi dell'antica basilica pagana ; e solo le case della parte inferiore della città sono anzi che no ben fabbricate.
Notabile invece il palazzo baronale dei Barberini, del secolo XVII, ora quasi deserto, avendo la famiglia una nuova residenza, sotto la chiesa di Santa Rosalia, contenente un gruppo non ultimato della Pietà, attribuito al Buonarroti (?) ed alcune tombe delle famiglie Colonna e Barberini,
Il suddetto tempio della Fortuna doveva avere un'immensa estensione, a fare argomento dalle rovine esistenti tuttora e dai ripiani o terrazzi su cui sorgeva. Uno di questi, il Ripiano della Cortina, è occupato dal precitato palazzo Barberini, edificato sui fondamenti dell'emiciclo che stava davanti il sacrario della dea, di cui non sopravvanza un frammento.
Gli oggetti più notevoli preservati in questo palazzo sono alcuni frammenti d'iscrizioni e statue rinvenute nelle rovine; una gran sala con freschi attribuiti agli Zuccari e particolarmente il celebre pavimento in mosaico, noto col nome di Musaico di Palestrina. Fu tanto ammirato quando fu scoperto, che il cardinale Francesco Barberini lo fece, nel 1010, collocar dove è ora, da Pietro da Cortona. Non v'ha reliquia dell'arte antica che abbia suscitato tante controversie fra gli archeologi. 11 padre Kircher, il cardinale Polignac, Cecconi, Volpi, Montfaucon, Winckelmanii, Chapuy, l'abate Barthélemy e l'abate Fea lo interpretarono tutti in un modo diverso; ma non v'ha dubbio che il musaico rappresenta un argomento egiziano e credesi ora generalmente una festa popolare in occasione di un'inondazione del Nilo. I nomi degli animali sono in caratteri greci ; fra essi riconoscesi il rinoceronte, il coccodrillo, la sfinge, la leonessa, la