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Parto Terza — Italia Centrale
Agapito, e ricusarono di ammettere una guarnigione papale in tutte le loro fortezze patrimoniali.
Il papa li scomunicò immediatamente e mise fuori una bolla piena degli anatemi più violenti contro i Colonna, accordando indulgenza plenaria a chi dava di piglio alle armi contro di essi. Egli ebbe rinforzi da Firenze, Orvieto, Matelica e nel 1498 spedì truppe contro tutti i feudi e i castelli dei Colonnesi.
I due cardinali difesero strenuamente Palestrina per qualche tempo, ma furono costretti da ultimo ad arrendersi e a recarsi, coi suddetti due loro congiunti, a Iiìcti, ove fecero in pieno concistoro la loro sottomissione.
Bonifacio chiamò in questa occasione presso dì sè il celebre Guido da Montefeltro, uomo sagacissimo e valoroso in guerra, il quale veggendosi invecchiare, per far penitenza delle sue colpe erasi reso frate in Assisi. Richiesto da Bonifacio di consiglio come dovesse toglier Palestrina ai Colonna, risposegli che dovea molto promettere e nulla attendere, ovvero, come canta Dante che lo mette nell'ottava bolgia dell'Inferno, ove punisconsi i consiglieri malvagi :
Lunga promessa coll'atlender corto Ti farà trionfar nell'alto seggio.
Bonifacio, accogliendo il perfido consiglio, sciolse i Colonna dalla scomunica e perdonò loro lasciando intravveder la speranza nell'istesso tempo di rimetterli in possesso di Palestrina, ma ordinando segretamente a Teodorico Ranieri, vescovo di Pisa, d'impadronirsi della città, dì smantellarne le fortificazioni e di agguagliare al suolo tutti gli edilizi, eccet to la cattedrale. L'ordine fu eseguito con tale una precisione, elio fu praticata persino l'usanza antica di passar coll'aratro sulle rovine e spargervi il sale.
Furono confiscate tutte le proprietà degli abitanti, i quali vennero costretti a scendere nella pianura al basso ed a costruirsi una città nuova presso la suddetta chiesa della Madonna dell'Aquila.
Dopo questi disastri i Colonna fnron cacciati fuori d'Italia. Stefano Colonna, descritto dal Petrarca qual fenice risorta dalle ceneri degli antichi Romani, fuggendo da Roma dopo la perdita delle sue possessioni, fu interrogato da uno de' suoi seguaci: « Quale fortezza avete ora? i Eccola! rispose sorridendo e mettendosi la mano sul cuore. 1 cardinali ripararono in Francia; Sciarra Colonna fuggendo por mare, fu preso dai pirati, e, dopo una serie di romanzesche avventure, tornò a Roma quando il papa era alle prese con Filippo il Bello re di Francia. Egli si arruolò subito nell'esercito francese e vendicò le ingiurie fatte alla sua casa, con la cattura memorabile di Bonifacio, in Anagni, rammentata dall'Alighieri:
Veggio in Àlagna entrar lo fiordaliso, E nel vicario suo Cristo esser catto.
Alla morte di Bonifacio, in seguito ai barbari trattamenti, il suo successore, Benedetto XI. prosciolse i Colonna dalla scomunica, ma vietò loro di riedificar Palestrina. Questo divieto fu rimosso da Clemente V e nel 11307 la città incominciò a rialzarsi sotto Stefano Colonna, il quale si affrettò a tal segno che, quando l'imperatore Arrigo dì Lus-semborgo venne nel 1311 a Roma per farsi incoronare, Palestrina era pronta ad accoglierlo con gli altri capi Ghibellini, se la parte Guelfa, capitanata dagli Orsini, avesse frapposto ostacoli.
Fu anche considerata quale quartier generale di Ludovico il Bavaro nella sua incoronazione nel 1328. Stefano Colonna ultimò il castello nel 1332 come abbiali! visto dalla iscrizione surriferita. Nel 1350 quest'illustre capitano difese vittoriosamente Palestrina contro ('ola di Rienzo, il quale fece, nel 1351, un nuovo tentativo per impadronirsene. Per quasi un secolo la fortezza resistè a tutti gli assalti, ma, essendosi i Colonna