.Mandamenti e Comuni del Circondario di Hoina
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Mandamento di PALFSTRINA (comprende 5 Comuni, popol. 15,606 ab.). — Torri-torio iti colle e in piano percorso dall'antica via Labtcana incavata Ira le rupi, ombrata da alberi fronzuti.
Palestrina (6158 ab.). — Cenni storici. Una delle più antiche ed anche dello più important i città del Lazio, l'reneste ebbe origine favolosa :
Xrc Waeuesthiae fandalor deficit urbis (Cedilo di Prenesto il fondatore Cntcnlu». Comparve anch'egli).
Viro , J£«,, vii, 678. Trad. dei Caro.
Ora codesto Coculo era figliuolo di Vulcano. Un'altra tradizione, evidentemente d'origine greca, attribuì il uomo e la fondazione di Prenesto a Prenesto, figlio di Latino, figliuolo egli stesso d'Ulisse e di Circe.
La prima menzione di Prenesto nell'istoria trovasi nella lista delle città della Lega Latina, recata da Dionisio (v, 61) e non può cader dubbio ch'essa formava una parte importante di questa confederazione. Ma fin dal 199 av. C. essa si staccò, secondo Livio (11, 19), dai confederati per unirsi ai Romani coi quali poi si guastò e venne alle prese. La lotta di Prenesto con Roma e la sua conquista per Cincinnato e Camillo, son troppo note da dilungarvisi sopra. Pirro ed Annibale fecero dalla sua cittadella la ricognizione di Roma; e il giovine Caio Mario, dopo la sua sconfitta per le armi di Siila, si uccise nelle sue mura.
Al suo ritorno dalla guerra contro Mitridate, Siila si vendicò di Preneste per l'aiuto prestato al suo rivale, distruggendo la città e mettendone a fil di spada gli abitanti ; ma no rialzò in seguito le mura, e per espiare le sue crudeltà abbellì il Tempio della Fortuna, la magnificenza del quale fece dire al filosofo ateniese Cameade : ch'egli non aveva mai veduto una Fortuna così fortunata come quella di Preneste.
Sotto gli imperatori Preneste divenne frequentemente la dimora di Augusto, di Tiberio, di Nerone, di Domiziano, ed Adriano edificò nelle sue vicinanze la magnifica villa suaccennata.
È nota la predilezione d'Orazio per Preneste: nella sua Epistola a Lollio (u, 1) ei gli dice di aver letto VIliade durante la sua residenza nella città; ed in una delle sue odi più belle ne fa menzione fra i suoi soggiorni favoriti mettendola a pari di Tivoli, Baia e della sua villa nella Sabina (Od., in, 4):
Il nome moderno di Palestrina occorre nei documenti ecclesiastici sin dall'873 di C. L'intiera sua storia, durante l'evo medio, è associata con quella della grande famiglia Colonna che l'ebbe nel 1043, per maritaggio con la contessa Emilia di Palestrina, discendente dei conti di Tnsculo a cui era stata infeudata da Innocenzo IV. L'antica cittadella e le sue fortificazioni pelasgiche erano probabilmente perfette a quel tempo e contribuirono a render celebre Palestrina quale alpestre fortezza dei Colonna ed uno dei propugnacoli dei Ghibellini.
La seconda distruzione di Palestrina, ne' tempi moderni, è così associata al regno di Bonifacio VIII che è necessario riandar brevemente gli eventi che segnalarono il pontificato turbolento di questo papa.
L'elezione del cardinal Caetani (Bonifacio VIII) fu contrastata dai due cardinali Giacomo e Pietro Colonna, i quali ritiraronsi a Palestrina coi loro congiunti, Scinta ed
Vester, Camoenae, vesta- in arduos Tollor Sabinos ; seti mihi frigidum Praeneste, sai Tibur supinum, Seu lìquidae placuere Baiae.
(Quindi, o musiche Dive, Vostro son io, dovunque il piè rivolga: O le Sabine rive,
0 il frigido Preneste in seri m'accolga, 0 Tivoli selvoso, o Baie amene Goda abitar : son vostro, alme Camene).
57 — l.a Pntria, voi. Ili.