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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   436 Parto Terza — Italia Centrale
   feudo dei Capocci e poi degli Orsini che lo tennero per ben tre secoli e lo venderono, nel 1504, a Michele Peretti, principe di Venafro; poco appresso passò ai Borghese.
   La porta Pia, per l'antica via Nomenteuia, si arriva, in capo a 20 chilometri, a Mentana, situata sul ripiano di un colle che la signoreggia a est e probabilmente sul luogo dell'antica città sabina.. La via da Roma a Nomentum usciva anticamente da porta Collina, dove separavasi dalla via Salaria, traversava l'Aniene sopra il Pons Nomentanus (detto anche al dì d'oggi ponte Lamentano) immediatamente sotto il celebre Mons sacer e di là procedeva (piasi in lìnea retta a Nomentum, traversando il luogo di Ficulea, donde derivò il nome primitivo di via Ficulensis. Ila Nomentum proseguiva in linea retta al predetto Eretnm, ove raggiungeva la via Salaria.
   L'odierna Mentana si può distinguere in vecchia e nuova. La prima copre la fimbria che dilungasi verso ovest, ove gli Orsini innalzarono il loro castello e presenta generalmente, nelle case, il modo di edificare del secolo XIII e comprende il palazzo baronale di tre epoche diverse (X1II-XVI secolo) vale a dire, l'originale o primitivo, del secolo XIII e molti accessorii del XV e XVI secolo al primitivo. Attigua al palazzo è la chiesa costruita, sullo scorcio del secolo XVIII, ove sorgeva un ospedale fondato, nel 1550, dal duca di Mentana, Camillo Orsini, e in cui riposano le ceneri ili papa Felice I. Davanti stendesi la piazza e per tutto il paese veggonsi sparsi frammenti di marmo, colonne, bassorilievi, avanzi dell'antica Nomentum.
   Mentana nuova consiste in un'ampia strada retta, l'antica Nomentana suddetta, fiancheggiata ai due lati da case, fabbricate la più parte nel secolo scorso. Lungo codesta via, sn cinque massi marmorei, veggonsi alcune iscrizioni appartenenti a qualche sepolcro. Presso il paese ergesi maestoso il monumento artistico, in forma di ara antica, innalzato ai caduti nel combattimento del 1867, di cui toccheremo due parole in fine; ogni anno vi si fa la commemorazione e nell'interno si può visitare l'ossario.
   L'agricoltura è l'industria principale del paese ; vi si fa un commercio attivo di grano, foraggi e vini squisiti. Sorgenti minerali ed acque eccellenti. Dintorni deserti, ma vedute stupende sui monti della Sabina.
   Coli, elett. Tivoli — Dioc. Magliano (Sabina) — P2 T.
   Combattimento di Mentana,
   A' dì nostri Mentana divenne celebre per la sconfitta di Garibaldi del 3 novembre 18G7. Il combattimento, di circa quattr'ore, fu iniziato dopo la vittoria di Monterotondo del 25 ottobre contro i Papalini, dalle schiere di Garibaldi in marcia sulla strada da Mentana a Tivoli.
   I 3000 circa antiboini e zuavi papali, sotto il comando del generale Kanzler e del colonnello Charette, non riuscivano dopo due ore e mezza di zuffa disperata, a sgominare i Garibaldini che combattevano valorosamente, quando accorse in loro aiuto la riserva francese, sbarcata a Civitavecchia (una, divisione di fanteria cou cacciatori a piedi e a cavallo) sotto il comando del generale Polhès. I Francesi rimasero vincitori in grazia principalmente dei loro nuovi fucili Chassepot (tes Chassepot ont fuit i/es mcrveilles, scrisse infatti il generale francese nel suo rapporto a Napoleone III); le schiere garibaldine conservarono però la posizione al sopraggiungere della notte. Il mattino seguente alle 5 inalberarono bandiera bianca e si arresero.
   Fra morti, feriti e prigionieri Garibaldi perdi circa 3000 uomini, fra i quali il prode Cairoli, ed egli stesso fu il dì seguente arrestato alla stazione di Figline, fra Arezzo e Firenze, da un utfiziale dei carabinieri e trasportato nel forte di Varignano alla Spezia.
   Pio IX fece coniare, con un suo breve in data del 14 novembre 1867, la medaglia di Mentana (croce ettagona d'argento col motto Fidei et virtuti sul dritto e llinc Victoria sul rovescio) e la fece distribuire a tutti i soldati papali e francesi che avevano preso parte al combattimento.