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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   .Mandamenti e Comuni del Circondario di Hoina 483
   dnosa di Sant'Ilario, col Martìrio dì Santo Stefano, attribuito al Mantegna, è un'ara sepolcrale, con suvvi un loculo per le ceneri ili Caccia (Iinsto.
   Magnifico il palazzo baronale del principe di Piombino^ fabbricato dagli Orsini, dei «piali scorgcsi lo stemma in più luoghi, insieme a quello dei loro successori, i precitati liarheiini, che lo abbellirono. Non manca di bei dipinti e l'alta torre, da cui si gode una \cduta estesissima, servì alla triangolazione. Nella chiesa, presso Santa Maria delle Ciazio, veggonsi le tombe del generale Giordano e del duca l\ E. Orsini, Un modesto ossario, inaugurato il 18 marzo 1877 lungo d pubblico passeggio Umberto I, accoglie le ossa dei caduti nei combattimenti del 25 ottobre 18G7. Uve, cereali e frutta; cave di travertino e pietra calcare; fabbriche di laterizi e di calce.
   Coli, elett. Tivoli — Dioc. Mariano (Sabina) — P2 T. e Str. ferr.
   Grotta Marezza.
   A 1 chilometri da Monterotondo incontratisi i ruderi di un antico castello detto Grotta Ma rozza, che vuoisi derivi da una grotta scavata nel tufo, ovvero dalla famosa Marozia, figlia di Teodoro, moglie di Alberigo conte Tusculano. Il luogo merita menzione perchè qui sorgeva l'Ir cium, antichissima città dei Sabini, sulla via Salaria, alla sua congiunzione con via Noinentana, poco lungi dal Tevere e a circa 29 chilometri da Roma. Secondo Virgilio si unì alle città sabine nella guerra contro Enea e fu il teatro di reiterati conflitti fra Sabini e Romani, sotto Tulio Ostilio, sotto il suo successore Tarquinia Prisco, che vi sconfisse gli Etruschi, e sotto Tarquinia Superbo che vi riportò una vittoria decisiva contro i Sabini. Anche sotto la repubblica i Sabini vi furono debellati nel 503 av. C. dai consoli Postuinio e Menenio e nel 458 av. C. dal console C. Nauzio. Nella seconda guerra Punica, Annibale vi stette a campo. In seguito decadde si che Strabene dice clic Erctum era un po'più di un villaggio.
   A breve distanza dal colle ove sorgeva, sgorgano alcune sorgenti solfuree dette Bagni di Grotta Marozza, probabilmente gli antichi bagni detti Aquae Labanae di Strabene, che li descrive come situati in vicinanza di Erctum.
   Mentana (929 ab.). — Cenni storici. E l'antica Nomentum compresa nel territorio dei Sabini ed annoverata fra le città sabine. Virgilio l'enumera fra le colonie d'Alba e Dionisio (v, GÌ) fra le città che, nel 493, strinsero lega contro Roma. Non v'ha dubbio perciò che, Nomento, come osserva il Niebuhr, era in quel periodo una delle trenta città della Lega latina e non pare sia inai caduta nelle mani dei Sabini. Essa si unì alle altre città del Lazio nella gran guerra latina del 338 av. C. e nella pace successiva ottenne la cittadinanza romana.
   Da quel tempo nulla più leggesi di Mmn&itum nell'istoria; ma pare continuasse a fiorire discretamente e continuasse a godere sino ad un tardo periodo de' suoi diritti municipali. 11 suo territorio era fertile e produceva ottimo vino, celebrato da parecchi scrittori per la sua squisitezza come per la sua abbondanza. Seneca, Marziale e i suoi amici Q. Ovidio e Nepote vi avevano ville e masserie, cotalchè par fosse un luogo di amena e tranquilla villeggiatura. Marziale la paragona a Baia e Cornelio Nepote chiama rusticum praedium la villa d'Attico a Nomentum.
   Poche memorie abbiamo di essa nei bassi tempi quando il suo nome incominciò a trasformarsi in quello di Civita Nomentana, donde l'odierno di Mentana. Fin dal secolo III fu sede vescovile che durò sino al X, e quando Carlo Magno andò a Roma a farsi incoronare, Leone III gli andò incontro col Senato, il clero e tutte le Corporazioni di Roma sino a Mentana, ove papa e imperatore banchettarono insieme.
   Col famoso Crescenzio di Mentana, che resse i destini di Roma, finche fu ucciso nel 996 dall'imperatore Ottone III, la città decadde e divenne un semplice Castrimi o Castello, che passò in potere dei monaci di San Paolo. Sotto Innocenzo III divenne un