Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincia di Roma', Gustavo Strafforello

   

Pagina (514/750)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (514/750)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   436
   Parto Terza — Italia Centrale
   Casa i Romani derivarono l'origine del loro proprio fondatore Romolo; ma Roma stessa non fu una colonia d'Alba, nello stretto senso della parola.
   Infatti, non occorre nell'istoria romana alcuna menzione d'Alba, dalla fondazione di Roma sino al regno di Tulio Ostilio, quando scoppiò la guerra ch'ebbe fine con la sconfitta e la sottomissione d'Alba e la sua compiuta distruzione pochi anni appresso, qnal castigo pel tradimento del suo generale Mezio Fufezio. I particolari di codesta guerra sono indubbiamente poetici, ma la distruzione d'Alba si può probabilmente accogliere (piai fatto storico, quantunque abbiavi ragione di supporre che la fu opera delle forze combinate dei Latini e che Roma vi ebbe relativamente poca parte (Liv., 1,29; Sthab., v, pag. 231; Nibbdw®, voi. ì, pag. 350-351).
   La città non fu più riedificata; solo i suoi tempii furono risparmiati e pare esistessero ancora al tempo di Augusto. 11 nome però rimase non solo al monte ed al lago, ma anche alla valle sottostante, detta Valli* Albana. L'intiero territorio circostante fu denominato Ager Albamts e il nome d'Albano fu dato, come già abbinili visto, alla città che sorse ili tempi assai posteriori, sulla sponda opposta del lago.
   La tradizione romana derivò da Alba l'origine di parecchie delle più illustri famiglie patrizio - JiiUi, Tallii, Serrila, Quinta — trapiantatesi in Roma dopo la caduta della loro città natia (Liv., ì, 30; Tac., Ann., xi, 24).
   Ma per (pianto sieno scarsi i fatti risguardanti Alba, tutte le autorità concorrono nel rappresentarla qnal centro, un tempo, della Lega composta dalle trenta città latine e come esercitante sopra di esse quella supremazia ch'ebbe poi Roma. V'ha persino chi crede che tutte quelle città altro 11011 fossero che colonie d'Alba (Liv., 1, 52; Di on. Alic., 111, 34).
   Mandamento dì MONTEROTONDO (comprende 2 Comuni, popol. 4839 ab.). Territorio parte in pianura e parte in collina, ferace principalmente di grano, grano turco, vino, pascoli e fieno. Nei dintorni allume assai puro e zolfo sublimato.
   Monterotondo (3910 ab.).— Cenni storici. La memoria più antica di Monterotondo (che il Oliverio fa sorgere erroneamente sul luogo dell antico Ereinm, ora Grotta Marozza, come vedremo) risale al 1074, quando Gregorio VII lo diede ai monaci di San Paolo fuori le mura. Nel secolo XIII venne in potere degli Orsini che lo tennero sino alla fine del secolo XVII, durante il qnal periodo soggiacque a varie vicende. Nel 1432, fu preso, coll'aiuto dei Colonna, da Niccolò Fortebraccio e nel 1405 incendiato dagli Orsini stessi. Occupato poco appresso dai soldati del papa, fu presa, nel 1486, dal duca di Calabria. Tornato in potere degli Orsini, Monterotondo fu ceduto da essi, nel 1640, ai Barberini dai quali passò, nel secolo XVIII, ai Del Grillo, che lo venderono, nel 1825, al principe; di Piombino. Il 25 ottobre del 1867 fu occupato dal generale Garibaldi che vi rimase a. campo sino al 3 novembre in cui avvenne la celebre battaglia di Mentana, dopo la quale, ritiratosi verso Correse, Monterotondo fu rioccupato, il 4 novembre, dai Francesi e dai Papalini.
   Il paese sorge sopra 1111 colle di altezza mediocre, in territorio vignato in gran parte e producente ottimi vini. Clima mite in ogni stagione, e panorama dei più pittoreschi suH'Apennino, sul monte Soratte e sull'Agro romano. Le mura con le porte attuali furono costruite (lai Barberini. Le porte hanno nome: porta Romana (detta anclie di San Rocco), porta Canov'nta e porta Palazzo. Fuori della prima fu edificato il borgo in cui sorgono le case, di costruzione recente; mentre nell'interno sono di costruzione saracenica del secolo XIII.
   La cattedrale di Santa Maria Maddalena, edificata anch'essa dai Barberini, ha dipinti nella vòlta attribuiti ad uno degli Zuccari, 1111 quadro dei Ss. Filippo e Giacomo, protettori del paese,attribuito al Maratta. 1111 Purgatorio, del Domeniehino, secondo alcuni e, secondo altri, della sua scuola; e il deposito del cardinale Orsini, del 1483. Presso la