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Parto Terza — Italia Centrale
soprattutto viti che danno un vino squisito e ricercato. Cave di peperino e di lava basaltica. Acque copiose.
Marino (6136 ab.). — Cenni storici. La scoperta d'iscrizioni presso Marino, riferite dal Grutero (Inscript., p. 3(J7) e dall'Ovili (lnscript., 1399), rende quasi certo ch'essa occupa il sito di Castrimocnium, antica città (lei Lazio, appiè dei colli Albani, con grado municipale sotto l'Impero romano. Non pare fosse anticamente un luogo d'importanza; ma dal Libcr Coloniarum (p. 233) si ritrae ch'essa ricevè una colonia sotto Siila e che il suo territorio fu di nuovo assegnato da Nerone a coloni militari. Plinio altresì annovera i Castriuieniensi fra le città latine esistenti a' dì snoi; ma par probabile che i Munienses, annoverati da lui fra i populi estinti del Lazio sieno identici, e che abbiasi a leggere Moenienses. Se così è, il nome fu cambiato probabilmente quando vi fu stabilita la colonia di Siila, nel qua! tempo, come si legge nel suddetto Lib. Colon., la città era fortificata (Oppidum lege Sulhtnit est munitimi).
Scomparsa, dopo Antonino Pio, la colonia, solo nei secoli X e XI incominciasi a trovar nominato Marino del cui nome incerta è l'origine, derivandolo alcuni dalla famiglia Murena che possedeva tutto il pendìo settentrionale del monte, fra la via Appia e la Latina, ed altri, da una villa di Caio Mario, detta Mariana.
Nel medio evo fu una fortezza degli Orsini, i quali fanno la loro prima comparsa nel secolo XIII col loro castello di Marino. Nel 1317 fu assalito da Cola di Rienzo e difesa valorosamente ila Giordano Orsini, espulso da Roma dal celebre tribuno.
Nel secolo successivo divenne proprietà dei Colonna che lo tengono ancora. Fu residenza (li Martino V, nel 1424. Durante le contese dei Colonna con Eugenio IV, fu assediata e presa da Giuliano Ricci, arcivescovo di Pisa, comandante delle truppe papali. 1 Colonna riebbero però la città e la rifortificarono, nel 1480, contro Sisto IV, erigendo le mura e le torri che ancor la circondano e tanto accrescono la sua pittoresca bellezza.
Siede il paese a circa 20 chilom. da Roma in alta fidentissima posizione con ampie vedute ed aria saluberrima. Sulla porta, dalla strada che viene da Roma, sta scritto:
UIC Tini TUTA Ql'IES ET QUAE CUPIT OT1A VlltTUS DEF1C.IETQUE NI1UL SI MENS NON DEFICIT AEQUA
Marino fu da poco tempo generalmente restaurata e ripulita. Meritevoli di particolar menzione il Corso che attraversa tutta la città, la piazza, il Duomo, il palazzo baronale, quello edificato dal cardinal Castagna e le chiese. Il Corso, fiancheggiato da edilizi regolari, alcuni dei quali del secolo XVI, mette in una piazzi con una bella fontana, alimentata da un acqnidotto di stupenda costruzione e lungo quasi G chilometri. La fontana, del 1642, è ornata di una colonna con quattro schiavi mori di marmo, rappresentanti lo stemma dei Colonnesi. Grande lavatoio quadrato, nella parte sud della città.
In via Garibaldi ergesi il Duomo, dedicato a San Barnaba, fatto costruire nel secolo XVII dal cardinale Gerolamo Colonna che vi ha un monumento. Lo stile è barocco e il Martirio di San Bartolomeo del Guerrino, nell'altare a sinistra, entrando, fu malamente restaurato. Un altro quadro pregevolissimo della Trinità, di Guido Reni, ammirasi nella chiesa di questo nome, alla sinistra del Corso. La chiesa poi di Santa Maria delle Grazie contiene il Sun Rocco del Domenii bino.
11 palazzo baronale, attribuito in parte al Bramante, fu fabbricato sulle rovine dell'antico castello e va ornato di freschi degli Zuccari, di ninsaici, di quadri pregevoli, di una serie cronologica dei ritratti dei papi da San Pietro a Pio IX e di ima colonna di cipollino, entro una cancellata iu ferro, col motto dei Colonnesi: Mole sua stat. L'altro palazzo fatto edificare dal cardinale Castagna (che divenne poi papa Urbano VII) è situato lungo il corso e nella facciata è ricco di musaici. Ospedale, collegio; frutta squisite, vini prelibati, cereali, ortaggi, cipolle.