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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   436 Parto Terza — Italia Centrale
   L'intiero territorio di Civita Lavinia è intersecato da strade antiche che conservano di frequente il loro lastricato originale e le rovine di antiche ville si presentano sopra ogni eminenza. Una di esse, detta Colle delle Crocette, a destra della ferrata, e a circa mezz'ora dalla stazione, appartiene all'inglese Strutt.
   Presentemente il vino che si raccoglie nel territorio di Civita Lavinia, sui pendii sud-ovest del gruppo vulcanico dei Laziali, è il migliore di tutti i vini della provincia
   m'1. Cell. elett. Albano Laziale — Dioc. Albano Laziale — P2 T. e Str. ferr.
   Nemi (935 ab.). — Cenni storici. Nemi derivò il nome dal Nemus Diunae, celebre bosco con tempio sacro a Diana, di cui toccheremo più Innanzi. Cessato il culto antico, il bosco divenne una massa, ossia una riunione di varii fondi, la quale apparteneva, nel secolo IX, alla basilica di San Giovanni Battista di Albano. Fu allora occupata dai conti Tusculani i quali vi formarono un Casirum, finché, nell'anno 1000, Agapito la diede in dote ad nna figlia la quale sposò un Frangipane. Passò quindi ai monaci Cisterciensi e successivamente agli Orsini, ai Capizucchi, agli Arcimboldi che, nel 1412, la restituirono ai suddetti monaci. Nel 1-128 questi la venderono, per 15,000 fiorini, ai Colonna. Nel 1482 fu incamerata da Sisto IV e donata poi da Alessandro VI, insieme ad altri feudi, a Lucrezia Borgia. Tornò quindi ai Colonna e i suoi signori feudali succederonsi rapidamente sino ai Brasebi che la tennero fino al 1870. I fondi circostanti appartengono ora al principe Filippo Orsini.
   11 paese giace in pittoresca situazione sul lago omonimo (fig. 198), in mezzo al verde di alberi svariali e di ima vaga corona ili colli, con l'Artemisio a est, il monte Cavo a nord, l'ampia Campagna romana sino al mare e i ìnonticelli di Civita Lavinia a sud. Notevole il palazzo baronale, con torre rotonda, fatta murare dai Colonna; nel-1 interno dipinti a tempera ili Liberio Coccetti ed alcuni frammenti d'iscrizioni al legato C. Salluvio Nasone, durante la guerra Mitridatica. Sopra un piedestallo quadrato, in marino, conservasi l'inventario, in 23 linee, degli oggetti preziosi consegnati ai due tempii, quelli apparentemente d'Iside e di Diana Egizia clic sorgevano probabilmente nel medesimo recinto quadrato in cui il precitato ambasciatore inglese lord Savile scopri, nel 1885, il tempio di Diana Nemorense.
   Col permesso del principe Orsini, proprietario, il Savile incominciò, nel marzo del 1885, le esplorazioni nel luogo detto Giardino, sotto Nemi, a nord-ovest. E un immenso terrazzo quadrangolare, chiuso ai tre lati da uu muro con nicchie gigantesche, nello stile primitivo di costruzione romana detto opus incertum.
   Gli scavi trassero tosto in luce la base del tempio di 25 per 15 in. in opera quadrata squisitissima, del pari che porzioni delle colonne doriche, formanti il peristilio ond'era cinto. Fu anche scoperto un altare circolare, od lleroon, presso il portico del tempio, con parecchie cappelle private ; una di esse, con bel pavimento in musaico ed una dedica a Diana; fu anche trovata una statua di una dama romana (Fundilia linfa) con nome inscritto. In altre cappelle si rinvennero frammenti di statuette marmoree, una statua semi-colossale dell'imperatore Tiberio, un'Ernia a due teste, parecchie Erme senza teste e molte iscrizioni interessanti.
   Altre trincee, aperte nei pressi del tempio, trassero in luce una copiosa collezione ili offerte votive in terracotta e frammenti di fregi e gruppi, del medesimo materiale; circa 1000 monete, in gran parte dei tempi della Repubblica; e molte statuette in bronzo, di Diana, identificando così pienamente codesto luogo wAY Artemisium descritto da Strabone.
   Lord Savile fece dono di questa collezione incomparabile alla città di Nottingham ili Inghilterra, per fondare un Museo archeologico nel castello di Nottingham.
   La limpida l'onte che sgorga a piò di Nemi a nord del lago (fonte detta ora Tempesta e di cui le acque danno forza motrice a' mulini) è la sorgente che si formò, secondo la