.Mandamenti e Comuni del Circondario di Hoina
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di 1111 tempio circola 1*0, elio può bellissimo essere quello di Diana, celebrato dal Veno-sino. Di là di esso, allo schiudersi della valle del Sacco, giace Valiuontoue. L'ultima e la maggior veduta è Roma stessa, die si presenta da quel punto in tutta la sua gloria.
Qluitjue iter est Latiìs ad »um»unn faseibns Albano Kxeeha de rupe procul jam conspicd Urbeni.
Lucano, v.
I lettori non ignorano the Virgilio (nel 12 dell' Eneide) fa assistere Giunone dalla vetta di monte Cavo, o mante Albano, all'ultima battaglia, descritta nel suo poema:
At Inno e suiiuiw (i/ui nane Albanus habetur
Tutu neque nonten erat, nec houos, aut gloria inoliti) l'rospiciins tumulo, cu infumi adspectabat et amlxis Laurentina Troumque acies, urbeiwjue Latini.
E non dal campo luage Nè i sacrifici. In quésto monte assiso
Sftdea Giuno in un colle, Albano or dotto, Vedea do' Laurenti e de' Troiani Clfallor nò d'Alba il nome avea, nò '1 pregio, L'accolte genti, e ili Latino il seggio.
Tra /uz. di A. Cako.
Anche lord l'yron, nel IV del suo poema Gfiilé Ilarold, ha descritto leggiadramente
10 stupendo panorama che godesi da monte Cavo.
RiRLtOfìlum. — Nibby, Analisi della Carta dei dintorni di Roma, voi. li. — Clara Wells, Tite Alban llills. — Diì Rossi, Ricerche archeologiche e topografiche del Monte Albano ricali Annali dell''Istituto, 1873, p. Riti segg. — Piraneti, Antichità di Albano. — Riccy, Memorie di Alba Lunga. — Michele Stefano De Rossi, negli Annali dell' Istituto, 1&7G, p. 329 segg. — Moinmsen, noi Ballettino dell'Istituto, 1861, p. 20(5 segg.
Rocca Priora (2057 ab.). — Cenni storici. Fu così chiamata probabilmente per essere stata la prima a sorgere dopo la distrazione di Tusculo. Secondo l'Holstenio,
11 Nibby e il Canina, occupa il luogo dell'antica Gorbia, città del Lazio che ebbe una parte importante nelle guerre fra i Romani e gli Equi nei primi tempi della Repubblica. Non par dubbio ch'ella fosse in origine una città latina che cadde in potere degli Equi, e, ili un periodo alquanto posteriore, nelle mani del dittatore Cincinnato, dopo la sua grande vittoria di monte Algido, nel 458 av. C. Eli; ripresa dagli Equi l'anno successivo e ricuperata dal console romano Orazio Pulvillo. il quale dicesi la distruggesse intieramente (Ltv., m, 28, 30; Dionis., vili, 19). Nei tempi imperiali pare vi fosse una villa di qualche patrizio.
Nel secolo NIV fu occupata dai Savelli i quali la tennero col titolo di marchesato, conferito loro ila Sisto V, sino al 1597; fu quindi venduta, insieme a Castel Gandolfo, alla Camera Apostolica e elei Savelli rimane ancora lo stemma sulla porta, ad arco acuto, del paese.
È il Connine più elevato del Lazio, a nord dell'orlo del grande cratere centrale, rappresentato iu parte dai Campi d'Annibale. La veduta che vi si gode è oltremodo incantevole. Il paese è sudicio e di aspetto triste, pel colore oscuro delle case e delle vie. La chiesa è piccola, a tre navate, sorrette da colonne ottagonali con capitelli dei bassi tempi e conserva affreschi non spregevoli. Alcune case mantengono il tipo di costruzione detta Saracena, del secolo XIII. Il castello in alto e dominante il paese, fu interamente restaurato anni or sono e serve ora di residenza municipale. S ino, cereali, fieno, legname e cave di pietra silicea, formano la ricchezza del paese. Nella valle sono numerose ghiacciaie, che riempionsi di neve nell'inverno, per trasportarla poi a Roma durante la stagione estiva.
Coli, elett. Albano Laziale — Dioc. Frascati — P2 T.
Mandamento di GENAZZANG (comprende 3 Comuni, popol. 12,142 ab.). — Territorio tutto in collina, eccetto una piccola parte, a mezzodì, in pianura. Nella collina si raccolgono vini rinomati, olio e frutta, grano nella pianura ed ortaggi vicino al paese.