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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   436
   Parto Terza — Italia Centrale
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   Fig. 197. — Rocca di Papa: Veduta del paese (da fotografia).
   Rocca di Papa (30G3 ab.). — Ceniti storici. Assai oscura è l'origine di questo interessante e pittoresco paese. Certamente la sua posizione forte, inespugnabile e dominante gran parte dell'alto Lazio, non potè essere negletta dagli anticlii popoli latini, ft opinione degli storici ed archeologi moderni die, ad un dipresso, avesse quivi esistito la vetusta città di Cahum, i cui sacerdoti troviamo nominati nei fasti delle ferie latine, clic celebravansi sul monte Albano, come più sotto diremo. Da Cabum, antichissimo ed il più importante centro politico-religioso, tolse nome l'attiguo monte, ancor oggi detto monte Cavo. Altri vuole che la moderna Rocca di Papa occupi il sito dell'acropoli di Alba Longa (Arx albana); ma ciò non può essere per la troppa distanza da questa metropoli, che sappiamo naturalmente e fortemente difesa e protetta e dal lago e dal monte le cui pendici, tagliate a picco, formavano munizioni assai valide.
   Rocca di Papa trovasi menzionata per la prima volta nella cronaca di Fossannova ove è detto che papa Lucio III (a. 1181) inviò il conte Bertoldo, luogotenente imperiale, a difendere il Tu sculo contro i Romani ed a riconquistare Rocca di Papa.
   Nel secolo XIII divenne, come Marino, fendo degli Orsini che la tennero sino al pontificato di Martino V, allorché passò ai Colonna, alla quai famiglia apparteneva questo papa. Fu una formidabile fortezza di questa famiglia, per vanì secoli, e quindi di frequente contrastata dalle potenti famiglie dei nobili romani, sempre in lotta tra loro.
   Nel 1482 fu conquistata dal Duca di Calabria, due anni dopo l'ebbero gli Orsini e uel 1557, durante le lotte tra i Caraffa e il Duca d'Alba (la famosa guerra di Paolo IV), fu assediata dal popolo di Velletri e costretta dalla fame ad arrendersi.
   L'abitato giace sull'orlo meridionale del monte Albano, appollaiato sopra una ripida china di aspetto tetro, ma con ampio panorama (tìg. 197). All'ingresso del paese alcune case nuove o restaurate formano il borgo e a destra è un palazzotto in cui trovansi alcuni dipinti notabili. Piegando a sinistra si presenta una larga e lunga salita detta