11,Hill.cumuli o Culmini del Circondano ili Koina
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e In nvo labicane, ricordate da Ateneo o dal biografo dì Clodio Alliino. Ai tempi di Strabene la città era quasi spopolata c cadente in mina. Tuttavia si mantenne a municipio sino alla fino od al coniineianiento del secolo terzo. Dicevansi anche LabictOfi (JiuUltiiicnxctt, o dal nonio di una possessione, o da un centro abitato che appellavasi Quintana?, menzionato anche negli Itinerari.
Nel medioevo fu feudo degli Aiuiibaldi e Cola di Rienzo fu signore di Monte de li Con/patri. Tassò quindi ai Colonna e poi agli Altemps e da ultimo alla Casa Borghese-ì, (ama che San Francesco d'Assisi predicasse in questa terra, dimorando in una grotta l'atta ad arte, sotto il paese, la quale fanno vedere tuttora laddove il monte è tagliato a picco, dalla parte dì Roma, in un luogo appellato Romitorio. Vuoisi anche ch'ei fabbricasse un convento, ora distrutto, e che alcuni confondono con quello di San Silvestro di cui ora diremo.
11 paese giace in bella situazione sopra una punta del giogo tnsculano, cinto di mura, ma con la maggior parte degli abitanti sparsi ni giro. Le vie strette e tortuose si vanno allargando e se ne costruiscono delle nuove. Palazzo baronale dei Borghese. Vino, olio, legname: cava di sperone giallastro e cenerino.
Ter una salita di 100 in. circa si ascende al convento e alla chiesa di San Silvestro, costruita sotto Clemente Vili che la diede nel 1665 ai Carmelitani Scalzi i quali vi risiedono tuttora. Il convento fu fabbricato sotto Paolo V e nel chiostro è un cisternone con acqua squisita. Vi si conservano: il cadavere, disseccato e vestito di seta, del venerabile Giovanni di Gesù e Maria, morto nel 1615, ed un quadro attribuito a Gherardo dalle Notti. Nella sagrestia è un'antica urna sepolcrale con un'iscrizione greca a Flavia Ubimi. In questo convento visse 12 anni, componendo il poema la Cristiude, Girolamo Vida, che fu poi vescovo d'Alba e che, al dire del poeta inglese Pope, fu con Ratfaelli la maggior gloria di questa terra.
Bibliografia. — Ficoroni, J1 Ternarie di Labico. — Rosa Pietro, nel Ball, dell'Tstituto Archeologico Germanico, 1S56, p. 151. — lierlarelli, Intorno l'antico e nuovo Lahico. Homa 1815.
Coli, elett. Albano Laziale — Dioc. Frascati — F2 T.
Monte Porzio Catone (1725 ab.). — Cenni storici. Nell'antichità la terra pare formasse parte del territorio labicauo. Verso la fine dei tempi repubblicani vi si cominciarono ad edificare ville dei patrizi; anzi il nome vuoisi derivare dal sontuoso suburbano di Catone di Utica, della gente Porzia, le cui rovine soglionsi volgarmente indicare nella località detta le Cuppellette, tra Colonna e Monte Porzio. I ruderi, imponenti, delle ville romane, in questo territorio, sono quasi tutte di opera reticolata, a prismi di lava basaltina.
Il borgo odierno fu costruito da Gregorio XIII (Boncoinpagni), il cui stemma vedesi sopra la porta principale; ma vi sono documenti relativi a Monte Porzio, che risalgono sino al 1078, quando Gregorio, console di Roma, concesse la chiesa di Sant'Antonino ai monaci di Montecassino. 11 paese dieevasi per Paddictro Monte Porzio e l'altro nome di Catone gli fu aggiunto soltanto nel 1872 per distinguerlo dal Comune di Monte Porzio nella provincia di Pesaro e Urbino.
Giace il paese in amena situazione, sopra uu colle vulcanico, sul versante nord dei monti laziali e che domina tutta la pittoresca ed ubertosa valle del Sacco. Lo sguardo spazia sui colli prenestini e sui colli tusciilaiii. La chiesa principale, dedicata a San Gregorio Magno, fu costruita sotto Gregorio XIII e riedificata per intero nel 16GG, su disegno del Rinaldi ed ingrandita in seguito. Contiene vari quadri pregevoli e tra gli altri, quello del Salvatore, all'altare maggiore. Nell'altare della navata, a sinistra entrando, conservasi il corpo di Santa Lacoiiilla, rinvenuto nel 1783 nelle catacombe di Ciriaca. Il territorio produce olio e vini assai rinomati e squisiti.
Coli, elett. Albano Laziale — Dioc. Frascati — P2 T.