Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincia di Roma', Gustavo Strafforello

   

Pagina (483/750)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (483/750)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Mandamenti o Comuni del Circondario di Korna
   4-1-5
   Capei]a. la metropoli politica (lei federati Capeuati, ma il lucus Ferouiae, cioè il celebre bosco ed il tempio di quella Dea, attorno a cui si stabilirono in prima mercanti indigeni ed esteri, o poi uua dello coionio Giulie, la Julia felix lucoferoniensis, eli e divenne il capoluogo religioso del municipio dei Capeuati o dove si celebrarono ludi solenni e spettacoli anliteatrali, di cui il De llossi raccolse i frantumi dei fasti, scritti sulle pareti del tempio, come in quello di Giove Laziale pei confederati Latini. Il tempio di Feronia si diceva editicato, coH'aiuto dei Vejeuti, dai figli del re Properzio, mandati a Capena.
   Feronia, era un'antica dea dell'Italia centrale, venerata dai Sabini, dagli Etruschi, dai Latini e dai Volsci; e questo tempio, qui edificato, dopo il primo costruito da una colonia spartana, presso le paludi pontine, nel territorio dei Volsci, era molto ricco, tantoché Annibale ritirandosi da Roma lo saccheggiò. I Romani, dopo la sua partenza, sgombrando le macerie, trovarono grandi mucchi di bronzo. Anche Dionisio (lib. m, cap. xxxii) parla di questo celebre tempio e dico che Feronia, secondo alcuni, corrisponde ad Anteforo (porta fiori), secondo altri a FiloStefano (amante di corone), ed anche a Proserpina.
   Itur in agros, Divcs uhi ante, omnes colitur Feronia luco, Et sacer humectal fluì-t'alia rara Capcnas.
   bino, lib. XIII.
   Ora manusque tua lavimus Feronia lympha.
   Orazio, Satyr. V.
   Dopo il 394 il tempio magnifico dovè essere stato, non demolito; ma rinchiuso ed il luco diboscato.
   Vincenzo Monti aveva tolto a comporre un poemetto in versi sciolti, per celebrare i lavori grandiosi ordinati da Pio VI per bonificare e render colto il territorio pontino e lo aveva intitolato La Feroniade dalla suddetta dea Feronia, poemetto cospicuo per bellezza d'immagini e di stile, incominciato sotto l'auspicio dei Braschi, nella stagione piti serena della sua vita e che consolò poi gli ultimi giorni del vecchio e mesto poeta.
   Il paese trovasi sul pendio di un colle, esposto a sud, alle origini del Fosso delle Mole, con parrocchiale di San Giovanni, costruita nel 1593, sulla piazza del palazzo Orsini, che era l'antico castello restaurato nel XV secolo. Vino, grano, riso; sorgente di acqua acetosa e ferruginosa e fabbriche.
   Coli, elett, Tivoli — Dioc. Nepi — P- ivi, T, a Castelnuovo di Porto.
   Nazzano (856 ab.). — Cenni storici. Credè qualche archeologo che ov'è ora Suzzano sorgesse il tempio della suddetta dea Feronia ; ma il De Rossi esaminando i ruderi trovò il nome della dea ivi adorata, cioè Sepernas, di che scoprì quivi il luogo di Sepema, una delle 3 città confederate dei Capeuati. Sotto il nome di Seperna la Bona Dea ebbe qui uu tempio magnifico ed il suo culto vi fiorì nei secoli II e III dell'Impero. Xel medioevo Nazzano appartenne ai monaci di San Paolo fin dal secolo XI, sotto il nome di Castellimi Nazzani.
   In bella situazione con panorama esteso, a cavaliere di colline vignate, olivate e dominanti il Tevere. Parrocchiale di Santa Maria del 1410. Castello fabbricato dai monaci di San Paolo con tre torrioni di cui quello in mezzo merlato. Fuori del paese, su un colle a nord, sorge la basilica di Sant'Antimo, a tre navate, con crociera estesa e con colonne provenienti forse dall'antico tempio. Bellissimi, ma deturpati, i dipinti nell'abside. Granaglie, cereali, olio, vino; cave di pozzolana e pietra da costruzione.
   Coli, elett. Tivoli — Dioc. San Paolo fuori le mura — P ivi, T. a Poggio Mirteto (Stazione).
   Ponzano Romano (883 ab.). — Cenni storici. Il nome di Ponzano deriva, secondo alcuni, da un feudo della gente Pontia, che appartenne sino al secolo X, in parte, all'abbazia di Farfa e in parte ai Benedettini del vicino monastero di San Silvestro sul Soratte, i quali fondarono il suddescritto di Sant'Andrea. Ponzano appartenne al