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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   .'570
   Parte Terza — Italia Centrale
   e territorio a Giovanni Orsini. Nel 1407 troviamo in possesso di Trevignano Gentile Orsini e nel 1423 Poncello Orsini, il quale ebbe a sostenere inni causa contro Giovanni di Vico, prefetto di Roma, per riconoscimento di diritti feudali.
   Nel 1433 Francesco Orsini donò il feudo al cardinale Giordano Orsini, suo parente. 1 Colonna vi assediarono gli Orsini nel XV secolo e Cesare Iìorgia si impadronì del castello e ne saccheggiò il borgo, che più non si riebbe. Nel 15(10 Trevignano fece parte del ducato di lìracciano e nel 1G15 vi comandava Paolo Giordano li Orsini, che nel 1G34 ebbe a sostenere grandi cause con la Comunità, per questioni di contini. Sul finire del XVII secolo passò alla famiglia del Grillo e sotto Gregorio XVI fu eretto in principato a favore di Cosimo Conti. Alla famiglia Conti succedette la famiglia Ginori e quindi quella del Drago.
   Trevignano sorge pittorescamente sopra una balza di lava basaltica sulla sponda del lago di Bracciano dominato da un castello feudale in rovina del secolo XIII, fondato sui ruderi di una villa romana dei tempi d'Augusto, detta villa Treboniana, di cui vedutisi ruderi di opera reticolata in un vicolo a destra di chi va verso Anguillara. Nella parrocchiale, fra roccie basaltiche, son due quadri pregiati della scuola di Raffaello: VAssunzione della Vergine e la Vergine, S. Gerolamo e S. Antonio da Padova, il quale presenta alla Madre di Dio un figliuolo di un duca Orsini, in abito francescano e genuflesso, in atto di chieder grazia. Un'antica via romana, ili cui rimangono avanzi, coperti in parte dalle acque, costeggiava da questa parte il lago di Bracciano e riuniva le vie Cassia, Clodia ed Aurelio. Cereali, olio, uva, erbaggi, paglia per sedie e pesca abbondante nel lago.
   Culi, elett. Civitavecchia — Diuc. Nepi — P2 T. a Bracciano.
   Bagni di Vicarello
   A circa 6 chilometri da Bracciano è il casale di Vicarello, (li proprietà del Collegio Germanico, del padri Gesuiti. Presso il casale conservatisi tronchi di colonne, lastre di marmo e varii altri avanzi architettonici indubbiamente provenienti dalle grandi e celebri terme che vi avevano costruite i Romani. Le sorgenti dell'acqua, solfureo-ferruginosa, della temperatura di 39 gradi, trovatisi a breve distanza dal casale, nel territorio spettante al Comune di Trevignano.
   Già sino dal XV secolo si scopri presso le sorgenti una iscrizione dedicata ad Apollo Silvano, ad Asclepio, alle Ninfe. Ma le più importanti scoperte avvennero nell'anno 1852, e gli oggetti che allora si rinvennero dettero a conoscere come queste acque fùssero in uso presso gli antichi, sino dagli antichissimi tempi della repubblica. Nel gennaio di detto anno, facendosi alcuni lavori al condotto delle acque, si rinvennero varie monete di bronzo, fuse, e vasi d'oro, di argento e (li bronzo, alcuni de' quali scritti, ed altre antichità.
   Di grande pregio storico sono quattro di tali vasi, di argento, che hanno inciso gli itinerari da Gades, nella Spagna, a Roma e che oggi, noti sotto il nome di vasi di Vicarello, conservatisi nel museo Kircheriano, al Collegio Romano. Altri frammenti di vasi trovati ni quell'occasione contengono invocazioni e dediche ad Apollo, alle Ninfe. Dopo queste insigni scoperte si potè stabilire con tutta certezza, che quello sorgenti corrispondevano alle antiche Aquae Apollinares, menzionate negli itinerari Peutingeriano ed Antoiiiniano e che i dotti, precedentemente avevano confuso coi bagni di Stigliano, presso Corneto-Tarquinia.
   Bibliografia. — G. Marchi, La stipe tributata alle divinità dette acque Apulìinari, ecc. Roma 1852. — Marchi, nella Civiltà Cattolica, 1852, 21 feijW'ttia. — Garrutii, Vi»sertustvHÌ urcheoloyiche; I. Desjardins (Itevue des Sociétés Savuntes, 1s5s, p. 221). Rullili Paolo, j/c morie Monche sulla città Sabazia .., sulla oriyine di Trevignano, ecc. Firenze lòolì.