Mandamenti e Comuni ilei Circondario di Roma
Fino il qualche anno fa fu in esercizio presso Canale una miniera il» zolfo con lavoro sotterraneo e con annessa olficiiia per l'estrazione dello zolfo, mediante i forni detti doppioni. Questa miniera priuiuccva in media non più ili 50 tonnellate annue di zolfo di doppione, del valore di lire 6000.
A mezza strada fra Canale e Ilota e a 15 chilometri a ovest da Bracciano, nel fondo di una stretta valle, sono i Bugni di Stigliano (le antiche Aquae Stygianae) assai frequentati dai Keniani nei mesi ili maggio e ili giugno. Sono 5 sorgenti: 2 per bagni o 3 per bibita. La temperatura del Bagno grande è di 35° a 40 centigr., del liagnareUo di 00 a 70. Le acque contengono solfato di calce, magnesia, soda, ferro e gas idrogeno solforato; e sono valevoli contro le malattie nervose, scrofolose, reumatiche e la paralisi. Oltre un edilizio antico, ve n'ha uno eretto dal principe Altieri. Quantunque il luogo sorga a 150 metri sul livello del mare vi dominano, dopo la metà del luglio, le febbri malariche.
Colt dell. Civitavecchia — Dioc. Nepi — P a Manziana, T. a Bracciano.
Mauziana (1384 ab.).— Cenni storici. La fondazione di Manziana pare risalga al XVI secolo, allorché il luogo fu scelto dai Fiorentini, condottivi dagli Orsini, duchi ili Bracciano, a lavorarvi il zolfo ili cui vi sono miniere, ora non più coltivate. l'arte della terra doveva allora essere dei Santacroce, attestandoci un documento che quei signori affittarono alcuni terreni di Manziana. Per alcune sorgenti che scaturiscono in questo territorio, sorsero liti, nel 10o0, tra l'arcispedale di Santo Spirito e Paolo Giordano II Orsini. Le notizie dei tempi posteriori mancano, o sono assai incerte.
Manziana trovasi in situazione amenissima, sopra un dolce e ben coltivato declivio, alle falde del monte Calvario. Vie larghe e pulite, case sparse e circondate da giardini e vigneti. La via principale, detta la Lungara, è ampia e in mezzo alla piazza sorge una fontana contornata ili belli alberi. Una selva d'alberi d'alto fusto, di 600 ettari circa, ripara il paese dai venti ili mezzogiorno, rendendo l'aria fresca e salubre nell'estate. Veduta della campagna di Roma e di porzione del lago di Bracciano con la suddescritta Anguilla™. Grano, vino, pascoli, ghiande e fieno. Cave di gesso, di pozzolana e cave ili trachite, detta pietra Manziana, della quale si fa uso per la costruzione dei forili, stante le sue proprietà mediocremente refrattarie.
Coli, elett. Civitavecchia — Diuc. Sutri — P- ivi, T. a Bracciano.
Oriolo Romano (1208 ab.). — Cenni storici. Nel XV secolo Oriolo era già in potere degli Orsini, i quali nel secolo seguente, e precisamente l'anno 1571 addì 1° novembre, ne promulgarono lo statuto municipale, da estendersi anche alla vicina terra di Viano. Nel 1615 ne era signore Paolo Giordano II, duca di Bracciano, e dagli Orsini passò ai principi Altieri che ancora lo ritengono.
Come dicemmo, Oriolo fu feudo degli Orsini e dei Santa Croce, passato poi agli Altieri, ha ili notabile un castello ed una villa di detti Altieri, ili mezzo ad un parco di abeti e larici assai rari nella provincia di Roma. Il castello contiene una collezione di ritratti papali donata ila Clemente X ai nipoti e da essi continuata. Grano, legumi, lana, vino e formaggi. Cave ili pietra, brecciame e pozzolana.
Coli, elett. Civitavecchia — Dioc. Viterbo —« P3 ivi, T. a Bracciano.
Trevignauo Romano (679 ab.). — Cenni storici. La prima menzione trovasi in un documento deiranno 1227, ove è detto di una donazione di lire 200 dì provisini del Senato, ipotecati sulla metà della rocca di Trevignano, fatta da Landolfo di Giordano, a sicurtà della dote di lire 400 di provisini che Amadore del fu Tebaldo de I'refecto dava a Fozia sua figlia, la quale doveva sposare detto Pandolfo. Nel 1293 dalla potente famiglia di Vico, il feudo passò a Giacomo e Nicolò degli Stinchi che lo tennero sino a che nel 1393 i Conservatori della Camera Apostolica, venderono rocca