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Parte Terza — Italia Centrale
quindi ai Borghese. Nel 11S9 questo castello fu distrutto ed arso dai Francesi. Sulla piazza detta della Peschiera è una fontana da cui vuoisi sgorgasse del mercurio. Grano, uva, patate e castagne sono i prodotti del paese.
Coli, elett Subiaco — Dioc. Tivoli — P2 T. ad Arsoli.
Mandamento di BRACCIANO (comprende 6 Comuni, popol. S44G ab.). — Territorio parte in piano, parte in colle, produce in copia grano, tiene, vino, olio e pascoli eccellenti; è bagnato dal lago omonimo e da varii corsi d'acqua, primo tra i quali YArrone ed il Galera.
Bracciano (3014 ab.). — Cenni storici. L'origine della città non rimonta al di là dei tempi medioevali, nei quali sostituì l'antico municipio di Foro C/otlio (Forum Clodii) che sorgeva a breve distanza dall'odierna Bracciano e precisamente nell'altura denominata San Liberalo, presso il lago. Quivi infatti tornano spesso in luce avanzi di costruzioni antiche, piedestalli, iscrizioni e pochi anni addietro si scoprì parte dell'antico foro di quel municipio, con grandi basi marmoree, ancora al posto, contenenti iscrizioni in onore di alcuni personaggi del municipio Foroclodiense.
Bracciano pare abbia avuto origine da una rocca della potente famiglia dei Vico de' Prefetti che la tennero sino a che nel secolo XIV divenne proprietà degli Orsini. Noi paese ammiratisi alcune case dei secoli XV e XVI, e porte e finestre decorate con tutto il gusto proprio dei tempi della Rinascenza,
Ma ciò che colpisce il visitatore è il grandioso ed imponente castello che domina il paese, e che sorge su ripida altura composta di lava basaltina e di sabbie vulcaniche, vomitate, nei tempi remotissimi, dal sottostante cratere sabatino, ora lago di Bracciano. Tre robusti recinti bastionati circondano la rocca. 11 primo comprende il borgo abitato. Nel secondo è la porta occidentale ove è scolpito, a grandi lettere, il nome di Paolo Giordano Orsini di Aragona. L'iscrizione attesta che e la porta e il secondo recinto sono opere di lui.
Nella seconda metà del XV secolo, Napoleone Orsini ampliava le opere di difesa della rocca di Bracciano, costruiva nuovi recinti, riedificava le torri, di guisa che può ritenersi lui come fondatore del castello attuale. La presenza allora, in Roma ed in Napoli, di architetti ed artisti toscani, primi tra i quali Baccio Pintelli e Giuliano da Maiano, e pili ancora la stretta analogia di stile che passa tra il Castelnuovo di Napoli, il palazzo di Venezia e la rocca di Bracciano, sono argomenti di certa gravità per ritenere che Napoleone Orsini si valesse, pei suoi lavori, e dell'opera e del consiglio dei medésimi artefici. La rocca di Bracciano ci dà il peculiar tipo del palazzo fortificato, che è proprio del periodo di transizione dalla forma dei castelli feudali dei secoli precedenti, ai semplici palazzi baronali (fig. 101).
Oltrepassata la seconda cinta, gìungesi alla porta di ingresso del castello, sul cui architrave leggesi il distico seguente:
Eccìesiae Ductor statuii Neapuleo Gcntis Ursinac, Sontes Arceo Servo Bunos.
È il castello clic parla e devesi tradurre: « Napoleone della gente Orsina, capitano della Chiesa, mi fondò. Respingo i colpevoli, difendo i buoni >.
Entrati, si volta a destra ed una breve e stretta via, tagliata attraverso il banco di tufo, mena ad un oscuro ed ampio androne. A sinistra, l'androne fa capo ad un portone a grandi bugne, aperto nelle mura castellane o da Paolo Giordano li, o da Flavio Orsini, ultimi ducili di Bracciano. Sopra all'androne veggonsi confuse vestigia di costruzioni spettanti al XIII secolo, certamente avanzi della primitiva rocca dei Vico de' Prefetti.
A destra, l'androne conduce nell'ampia corte del castello, di forma trapezoidale, oggi restaurata dall'attuale proprietario principe Baldassarre Odesealchi, che ha riaperto le