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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   .'570
   Parte Terza — Italia Centrale
   sotto l'imperatore Ferva e Su cui transitava, l'antica via Valeria di cui veggonsi le traccie lungo la strada detta la Spiaggia. A sud-est monte Crocetta (809 111.) e a nord-ovest monte Aguzzo (1007 in.) assai scosceso. 11 territorio produce grani, vino, legumi, frutta e contiene sorgenti di acque solfuree e ferruginose.
   Coli, elett. Subiaco — Dioc. Tivoli — Ps ad Arsoli, T. locale.
   Rocca Giovane (439 ab.). — Cenni storici. È comune opinione aver esistito in questo territorio il famoso santuario della dea Vacuila, divinità sabina, di cui fa menzione Orazio, come esistente presso la sua villa e clie ai suoi dì trovavasi cadente in ruma
   (Kpist., X, 1): Ilaec libi dictabam post famim pulre Vncunac.
   Kd a questo santuario volle, pel primo, l'Olstenio riferire un'iscrizione commemorante i restauri fatti fare da Vespasiano ad un tempio della Vittoria. E come si volle identificare la dea Vacuila con la Vittoria dei Romani, così fu ritenuto che il tempio della Vittoria restaurato da Vespasiano, altro non fosse che quello di Vacuila, mentovato da Orazio. E veramente la località ove si rinvenne l'iscrizione, prossima cioè a Mandela, a Rigenza e Vicovaro, conviene egregiamente, senonchè non è certo che Vacuila fosse identificata con la dea Vittoria, inoltre fa meraviglia (osserva il compilatore del XIV volume del Corpus lnscriptioìium Latinarin», cf. n» 3485) come Vespasiano avesse sostituito al nome Vaeuna (divinità tanto venerata presso i Sabini, e che troviamo ricordata in varie iscrizioni) quello della Vittoria. Può pertanto ritenersi che il santuario desse origine ad un accentramento di popolazione, la quale fu poi causa del villaggio.
   Nel secolo XIV il castello era di proprietà degli Orsini, poiché v'ha un istruniento del 1351, col quale Ottaviano di Rocca e Cola Fuiccamazza vendono metà di esso castello a favore di Orso di Giacomo di Napoleone dei tìgli d'Orso. Nel 1591 il feudo apparteneva ai fratelli Ferrante* Flavio ed Ettore Orsini, signori di Licenza.
   In una delle navate della parrocchiale è un quadro ad olio, su tavola di noce in campo d'oro, con la Madonna, attribuito al Perugino. Sorge eziandio nel paese una colonna granitica con in vetta una croce e vuoisi eretta con avanzi del tempio suddetto, in ricordo della pestilenza del 1G55 che spense gran parte degli abitanti. Molti boschi di castagni nei dintorni e campi coltivati a grano e grano turco.
   Coli, elett. Subiaco — Dioc. Tivoli — P* a Vicovaro, T. a Mandela.
   Monte Gennaro,
   Da Rocca Giovane si ascende, in 4 ore, a monte Morisea, monte. Rotondo e su pel cosidetto Protone (vasto altipiano erboso) al monte Gennaro, detto anche monte Zappi nel suo punto culminante alto 1271 metri dal livello del mare, tutto in calcare e senza vegetazione. Come vetta più alta dei monti che cingono immediatamente la pianura di Roma, fu scelta dal Poscovich e dal Le Maire per le loro osservazioni astronomiche e trigonometriche per determinare la misura del grado del meridiano di Roma. Fu costruita allora la torricella che ergesi a ino' di piramide sulla vetta. Il lìoscovich determinò la distanza fra la punta di monte Gennaro e la croce della cupola di S. Pietro in 23 miglia, ossia circa 34 chilometri.
   Il panorama da quella punta è vastissimo e tutto l'Apeniiino centrale spiegasi maestoso allo sguardo principalmente nell'inverno. A uord-nord-est il Terminino, a nord-est. il Gran Sasso d'Italia, a est il Velino, indi \Agro Romano, Roma e al di là i Cimuii, il lago di Bracciano, il Soratte, il Mare e il promontorio Circeo. La Sabina boscosa ed azzurra si presenta incantevole allo sguardo, mentre i monti Cornicolani appariscono quali leggiadre colline, o piccole ondulazioni di terreno. I monti etruschi, sabini e latini ricordano la storia primitiva, la primitiva divisione del popola romano in Etruschi (Lueeres), in Sabini (Tatienses) e Latini (Ramnenses) nomi delle genti condotte da Tazio e da Romolo.