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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti o Comuni del Circondario di Korna
   4-1-5
   Aliticeli Corrado (13G3 ab.).— Cenni storici. Vuoisi si addimaiulasse anticamente Aule col Ics (donde poi Aat/coli) por la sua situazione quasi alle pendici di monte Rufo,
   0 Costasele, e davanti 1111 gruppo di monticciuoli detti Colli anche al dì d'oggi, e che raggiunta di Corrado derivasse da un conte Corrado di Antiochia che vi signoreggiò. Fu chiamato Castellimi Atitiailum nel 90(1 da Eugenio V, il quale lo confermo al monastero di Snliiaco.
   Nel 1000 \ enne in potere di certo Rainaldo francese che lo restituì al monastero. Verso il 1045 pervenne a signori laici che lo tennero 550 anni, tinche Gregorio VII lo diede al fratello Oddone, il cui figliuolo lo donò nel 1157, insieme ad altre terre, alla chiesa. Tornò quindi ai privati e nel 12G7 era m possesso di Corrado di Antiochia, il quale in una carta del 1301 è detto conte di Aliticeli, signore di Saracinesco. Avendo
   1 Tiburtiui mosso guerra ad Anticoli, lo sottomisero, passò in seguito agli Orsini, e nel secolo XVI agli Sciarra-Colonua. Pochi ruderi di un'antica villa supposta di Nerone.
   Sorge su di un colle isolato, incontro a Iloviano, sulla sponda sinistra dell'Anione. L'abitato è costruito sulla ripida falda del colle verso ovest ed ha l'orizzonte chiuso dai monti che lo circondano a breve distanza. Le case incominciano al basso e salgono poi, quasi sovrapposte le une alle altre, su per la ripida costa a piazza delle Ville, poco lungi dalla quale una spianata, detta YAva di Lucatelli, offre un panorama stupendo. I)a piazza delle Ville si passa ad altra più piccola, detta del Papa, la quale dà accesso, per un arco, al vecchio Anticoli con le case addossate l'uria all'altra e con vie. strette e ripide. La chiesa antichissima dì San Pietro, nella suddetta piazza delle Ville, è di stile gotico del 1100 circa, contiene avanzi di dipinti e graffiti interessanti ed mi pavimento ili pezzi variati di marmo a disegno, del genere detto alessandrino.
   Vino, grano, granoturco, canapa e pascoli. Nei dintorni sorgenti d'acqua minerale di cui ima soltanto d'acqua sulfurea è ora in uso. Vi traggono per bagni molte persone dai paesi couvicim ed anche da Roma.
   Stupendi sono i costumi degli abitanti molti dei quali vengono a Roma, durante l'inverno, in qualità di modelli, e oltremodo pittoreschi sono i dintorni del paese, di guisa che \ ari artisti risiedono quasi permanentemente in questo grazioso villaggio.
   Coli, elett. Suhiaco — Dioc. Tivoli — P3 T. a Roviano.
   Cineto Romano (32SS ab.). — E un piccolo villaggio posto sopra un dirupo del monte Sant'Elia, sulla sponda destra dell'Aniene, circa tre miglia distante dalla Osteria della Ferrata, così detta da una sorgente di acqua ferruginosa, e presso la quale vuoisi collocare l'antica stazione della via Valeria ad Laminas o ad Lainnas.
   Cenni storici. — Il villaggio non offre alcun monumento od oggetto degno di osservazione ; è al contrario rinomato un pozzo artificiale, di forma circolare, tagliato nel inasso del monte, che trovasi un mezzo miglio lungi da Cineto, verso Riofreddo. Per lo innanzi il paese chiamavasi Scarpa, nome che poi cangiò m quello di Cineto, dal nome della località in cui trovasi il mentovato pozzo. Ninna memoria di Scarpa esiste, anteriore all'anno 1183, allorché, secondo la cronaca sublaeense, Costo ed il suo tìglio De Scarpa ebbero in consegna la torre di Roiata. Pare che divenisse poi feudo degli Orsini.
   Il pozzo di Cineto, stando alla relazione del Venettìni, pubblicata dal Cassio (Corso delie acque, tomo I), ha 9 piedi di diametro e 1722 almeno di profondità, della quale gli ultimi 18 occupati dall'acqua,
   Coli, elett. Subisco — Dioc. Tivoli — P2 ad Arsoli, T. e Str. ferr. locali.
   Licenza (992 ab.). —La terra trae nome da un rivo omonimo (l'antico Diyentia), celebre pei versi di Orazio (Epist,, i, 18):
   Me ijiiotiens refieit gelidus Digen'ia rivus, Quein Mandila bibit rugosus frigare pcuftts Quid sentire putas?.....