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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Muiul.unenti e Comuni ilei Circondano di Roma
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   Il castello fu distrutto da papa Eugenio IV, per avere i Savelli dato ricetto nella terra ad Antonio l'outedera, nemico di esso papa. Nel 1147 Nicolò V lo restituì ai Savelli elio lo tennero sino a che Sisto IV lo die a quelli ili Velletri. Nuovamente tornato ai Savelli, nel 1575 questi lo cedettero in cambio pel feudo di Molitorio, l'asso anche ìu proprietà dei Farnese, che lo ebbero mediante pagamento di 15,000 scudi. Nel 1550 Federico Savelli riacquistò il fendo che da Sisto V fu poi eretto 111 ducato ; ma stante le poco buone condizioni finanziarie dei Savelli, fu acquistato dalla Camera Apostolica del 1596, per 150,000 scudi; e nel 1004 fece finalmente parte dei beni della Sede apostolica, alla quale ancor oggi appartiene.
   Credo non siavi paese del Lazio che possa competere con questo per salubrità e per posizione veramente incantevole e pittoresca.
   11 paese sorge su di una prominenza di lava e lapilli, sull'orlo del grande cratere o lago Albano (fig. 189). Dalla parte opposta al lago il terreno scende dolcemente alla pianura e le pendici sono ricoperte di vigne e di uliveti. Per ampio tratto l'occhio può scorgere la spiaggia tirrena.
   Entrando nel paese incontrasi, a sinistra, il palazzo pontificio fatto erigere da Urbano Vili e d'allora destinato a villeggiatura, del papa. L'architettura è di Carlo Maderno, Bartolomeo Braccioli e Domenico Castelli. Potendo entrare nel giardino circostante al palazzo, veggonsi le torri rotonde ed i muraglioiii di cinta del castello quivi eretto dai Savelli nel Nili secolo. Nel 1600 Alessandro VII fece ingrandire il palazzo, che poi fu di nuovo ridotto ed accresciuto sotto Clemente XIII. La cappella del palazzo ha bellissimi affreschi della scuola degli Zuecari ed una Deposizione, opera del Guercino.
   Innanzi al palazzo apresi una bella piazza ornata di una fontana, e dalla parte del lago sorge la chiesa dedicata a S. Tommaso da Villauova ed eretta da Alessandro VII, su disegno del Bernini. Vi si ammirano un quadro ili Pietro da Cortona, all'aitar maggiore, ed una Assunm del Maratta.
   Nel passato secolo parecchi nobili romani edificarono ville a Castel Gandolfo, e cioè le famiglie Albani, Lancellotti, Ludovisi e Barberini. La villa di quest'ultima famiglia occupa gran parte del suburbano di Domiziano.
   Ed in questi ultimi anni, specialmente dopo la costruzione della ferrovia che in un'ora trasporta da Roma a Castel Gandolfo, vi sono stati edificati graziosi e pittoreschi villini, primo tra i quali, per la posizione e per la veduta, quello dello scultore Monteverde, sull'altura di Montecucco.
   Sono famose le due strade, o viali, ombreggiati da stupendi lecci, noti sotto il nome di Galleria di sopra e Galleria di sotto. Quella conduce ad Albano, correndo sull'orlo del lago ed innanzi ai Cappuccini l'orina un grazioso piazzale, ombreggiato, dal quale godesi una vista incantevole. La Galleria di sotto conduce pure in Albano, passando in prossimità delle pendici dette il Pascolare di Castel Gandolfo, celebri per le scoperte avvenutevi, sul principio di questo secolo, di sepolcri antichissimi (la necropoli di Àlbalonga?) molti dei quali giacenti sotto gli strati di ceneri e lapilli; segno evidentissimo che le eruzioni vulcaniche durarono ancor dopo lo stabilimento di quelle prische popolazioni in questa parte del Lazio. La Galleria di sotto, mantiene l'andamento di un'antica strada, della quale riconoscesi, tratto tratto, il selciato a poligoni di lava basaltica.
   Olio, vino, frutta, erbaggi e la pesca nel lago sono i prodotti e le industrie nel Comune nel cui territorio coltivatisi varie cave di pozzolana e di peperino.
   Bibliografia. — Nibby, Dintorni di Roma, I, pagg. 4-25-428. — Lucidi, Storia di Ariccia. — Ratti, Storia di Gemano e Storia della famiglia Sforza.
   Coli, elett, Albano Laziale — Dioc, Albano Laziale — P T. e Str. ferr.