Mandamenti e domimi del Circondario ili Roma
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Fig. 1SS. — Ariccia: Sbocco del viadotto e panorama del paese (da fotografia).
Azia, madre d'Augusto, e il padre di lui M. Azio Balbo, eran nativi d'Ariccia, donde anche la famiglia Voconiana derivava l'origine. La sua situazione sulla via Appia, a breve distanza da Roma, molto contribuì, non ha dubbio, alla sua prosperità che pare continuasse sotto l'impero romano ; ma la stessa circostanza pare l'esponesse 111 un periodo posteriore alle incursioni dei Barbari, dai quali sembra ricevesse gravi danni, e andò in decadenza nei grimi tempi dell'evo medio.
Nel medio-evo la troviamo in potere dei conti Tusculani, dai quali passò, dopo la distruzione dì Tusculo, ai Malabranca che la venderono nel 1223 alla S. Sede; essendo papa Onorio III (Savelli), Cristofaro Savelli s'impadronì di A riccia, ridotta allora in villaggio. Uno dei tanti rami dei Savelli prese il nome dell'Aricela dopo che un Piero Giovanni l'ebbe riedificata e formata la lìnea della sua famiglia. Passata nel 1534 ad altri rami, fu venduta nel 1GG1 ai Chigi.
Le grandi calamità che travagliarono Ariccia hanno disperso gli avanzi della sua antica grandezza; è però notabile nella Yallericcia o Valle Riccia ( l'allis Aricinu) il muro in pietra albana a grossi massi fatto costruire da Appio Claudio nella via che porta il suo nome per esser troppo basso il terreno. Son tanti ordini (fino a 21) sovrapposti dì detti massi sino all'altezza di 11 metri.