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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parie Terza — Italia ('entrale
   e di continuo battuta dalle acque. Anche gran parte della villa imperiale più non esiste e varie mine sono avvenute anche in questi ultimi anni. Il lusso e la magnificenza di questa villa sono attestati non solo da ciò che n'avanza; ma ancora dai famosi capolavori quivi rinvenuti, come ad esempio VApollo di Belvedere, scoperto ai tempi di Giulio II, ed il Gladiatore Borghese, che oggi conservasi al Louvre.
   Him.ionRAFiA. — Soffred ini, Storiti di Anzio, Stitrico, Astin-u e Nettuno, 1879. — Lombardi, Cenni storici di Anzio antico c moderno, Roma 1847. — Lippi, lettera e relazione del rim/i/io a Nettunn (22 aprite l'iij?) fatto da Innocenzo Xf7, con la notifica delle antichità dì Anzio (Codice Vaticano 8022). — Kibby. Vintomi dì Roma, I, 166-200. — Rasi, Siti porto e territorio dì Anzio. Pesaro 1832. — Fea Carlo, Ristabilimento della città dì Anzio c sito porto neroniuno. — Orili A., Anzio c Nettuno. Roma 1841. — Adeniollo A., Anzio e Nettuno dal secolo Xì'l ai XVU1. Roma 1886. — Matteucci, Di Anzio antico, Nettuno c Porto (VAnzio, ttoma 1872.
   Coli, elett. Albano Laziale — Dioe. Albano Laziale — I'2 T. e Str. ferr.
   Ariccia (234-9 ab.). — Cenni storici. Ariccia (anticamente Arida) che vuoisi fondata da un tale Archiloco od Ardua, fu città indipendente del vetusto Lazio e tale vien detta nella storia, a proposito della guerra tra Etruschi e Romani dell'a. 240 di R. Nel 410 gli Aricinì, Vinti dal console Maenio, ottennero la cittadinanza romana. In seguito ottennero da Roma il suffragio e molti Aricinì ottennero alte cariche, come onori curii li, il tribunato della plebe, ecc. Era la prima stazione sulla via Appia, per chi muoveva ila Roma, ed anche Orazio, nella famosa satira (lib. ì, 5) descrivendo il suo viaggio a
   Brindisi comincia: Egressum magna me excepit Arida L'orna
   Ilospitio modico.
   La prima menzione di essa trovasi nel regno di Tarquinio Superbo, quando il suo capo, Turno Erdonio, si pose a capo dell'opposizione alle pretensioni di Tarquinio alla supremazia sul Lazio in un modo che indica chiaramente che Ariccia era potente abbastanza da aspirare essa stessa a questa supremazia.
   Per la medesima ragione Porsenna rivolse le anni contro di essa dopo di aver umiliata Roma, ma gli Aricciani, appo®ali dagli ausiliarii delle altre città del Lazio, del pari che di Cunia, riuscirono vittoriosi. Arunte, figliuolo di Porsenna, che comandava l'esercito etrusco, fu ucciso in battaglia e il suo esercito pienamente sconfitto. L'asilo dato e il contegno tenuto dai Romani verso ì vinti Etruschi dicesi inducesse gli Aricciani a prendere una parte importante nella guerra contro Roma ch'ebbe fine con la loro sconfitta sul lago Regillo nel 498 av. C. Ma essi parteciparono indubbiamente al trattato conchiuso con Spurio Cassio nel 493 av. C., e da quel tempo il loro nome apparisce di rado separato dagli altri Latini.
   Nel 4-95 av. C. una grande battaglia fu combattuta presso Ariccia fra i Romani e gli Aurunci (Ausoni!) in cui questi ultimi furono pienamente sconfìtti (1). Nel 440 av. C. troviamo gli Aricciani in guerra coi loro vicini di Ardea pel possesso del territorio già diCorioli; ma la contesa fu rimessa da ultimo ai Romani i quali si appropriarono il territorio in questione (2).
   Non trovasi menzione successiva di Ariccia prima della gran guerra latina nel 340 av. C.; ma in quell'occasione i suoi abitanti unirono le loro armi a quelle dei Confederati e furono sconfitti in un con le forze d'Anzio, Lanuvio e Velletri sul fiume Astura. Nel successivo assetto generale del Lazio furono fortunati sì da ottenere i pieni diritti di cittadini romani.
   Da quel tempo Ariccia divenne una mera città municipale, ma par continuasse a fiorire. Nell'87 av. C. fu presa e saccheggiata da Mario, ma rifortificata poco appresso da Siila, e Cicerone (3) ne paria come di un municipio ricco e florido ai tempi suoi.
   (1) Lev., ii, 20; I)i0n. Alic.j vi,
   (2) Liv., ni, 71. 72.
   (3) l'hit. ni, 4.