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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mnihlumcnli o Comuni del Circondano di (toma
   887
   Ma ciò elio principato finto attrae l'ammirazione ilei visitatori sono le imponenti mino della villa imperiale, a sud-est di Anzio, nella località conosciuta sotto il nomo di Arco muto. La villa fn costruita da Nerone, il quale, come è noto, nacque in Anzio a volle quindi ornare la sua città nativa con sontuosi èdifizi.
   Questo imperatore costruì anzitutto il porto, del quale veggonsi ancor oggi, a fior d'acqua, dalla parte di nord, gli avanzi. II porto venne forse costruito sui disegni dei celebri architetti Severo e Celere. Lo costruzioni sono a blocchi di tufo uniti con calce e pozzolana.
   Le fabbriche noroniane cominciano subito all'estremità nord del paese e sono costruite con larghi mattoni e strati di tufi. Nel punto ove il braccio o molo settentrionale del porto si conginngo alla spiaggia, ammiransi parte dei magazzini annonari, consistenti in serie di camere rettangolari, coperte da vòlte, costruite con mattoni e ricoperte da intonaco. Al di là dei magazzini annonari aveva cominciainento la villa imperiale, del tipo solito delle ville romano, cioè a grandi terrazze, sorrette da colossali sostrnzioiii. Oggi solo una parte di queste sostruzioni rimase conservata e consta di un maestoso ed imponente miiraglione, lungo circa 120 metri, pur troppo destinato a scomparii e per l'azione distruttrice delle onde che vi sbattono contro. L'altezza del muragliene è di 14 metri; la costruzione è (li opera reticolata, di tufo, con legamenti laterizi.
   Grandi nicchie decorano il muro, nelle quali, nel 187(J, furon trovate, ancora al posto, le statue marmoree. Una di tali statue, che conservasi nella villa Aldobrandino rappresenta una sacerdotessa della Fortuna, coinè si giudicò dagli attributi seguenti; una corona di olivo, il leone ed un piccolo bacile.
   Queste sostruzioni sono costruite alla maniera propria dei tempi di Adriano, il quale, come è noto, amando il soggiorno di Anzio a preferenza di qualunque altro, dovè certamente riparare ecl ingrandire le costruzioni neroniane.
   Avanzando verso il promontorio dell'arco inaio, riconoscesi assai bene il luogo occupato già dal teatro annesso alla villa imperiale, teatro reso celebre per avervi cantato lo stesso Nerone. E ora interamente ricoperto di terra; ma se ne conosce perfettamenle la forma e la pianta, poiché fu scoperto nel 1712 e descritto dal Bianchini nel suo libro (Dei liberti della casa di Augusta, ecc.). La cavea era rivolta al mare, di guisa che gli spettatori potevano ammirare, al di dietro della scena, l'estesa e bella veduta del mare.
   Ben poco però può dirsi delle pittoresche ruine che veggonsi tra il luogo del teatro e la punta dell'aro muto, poiché le fabbriche sono ricoperte dalla terra e dalle sabbie. Alcune stanze, rivestite di grosso e tenace intonaco, sembrano esser state piscine o conserve di acqua, alimentate dall'acquedotto anziatino, restaurato poi sotto di Antonino Pio.
   Curiose da visitarsi sono varie grotte o cripte tagliate nella marna o puddinga. Furono certamente scavate per abbellimento della villa imperiale e per procurare una fresca temperatura durante l'estiva stagione. Queste caverne trovansi a livello del mare, ed offrono punti di vista incantevoli specialmente (piando le onde, agitate dal vento, vi entrano spumeggianti.
   Sul promontorio dell' Arco mulo, prossimo al palazzo imperiale, deve fissarsi la posizione del famoso tempio della Fortuna, del quale Orazio (Cann., i, 115) cantò:
   0 Diva gratuiti quae regia Antium.
   Questa posizione ben si accorda anche con ciò che anche Marziale scrisse, descrivendo il tempio, come fuori della città, su di un promontorio che dominava il mare e quindi visibilissimo dai naviganti. Potrà forse congetturarsi che le caverne su mentovate abbiano servito quali luoghi misteriosi, occulti, ove traevansi le sorti (antiutinae sortes), nell'istessa guisa che costuinavasi nel tempio della Fortuna a Preneste. 11 tempio poi certamente deve esser scomparso in seguito alle corrosioni della spiaggia, violentemente