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Parte Terza — Italia Centrale
Anzio (1562 al».). — Cenni storici. Oscure sono le origini di Anzio (Ant'nnn) e specialmente la parte clie riguarda le colonie dei Volsci. Certo è, che nell'anno 377 dì Roma, gli Anziati si sottomisero ai Romani ed alla line del IV secolo furono annoverati tra i popoli latini. Dopo alquanto però si ribellarono ed unitamente ai Latini mossero guerra ai Romani. Questi rimasero vittoriosi e ad Anzio fu mandata una colonia romana. Fu sottomessa da Camillo e C. Mario Nepote; ed i rostri o prue delle sue navi furono portati a Roma e collocati nel suggesto degli oratori, nel Foro Romano, donde il nome di rustra a quella tribuna. Divenuta colonia marittima romana, in breve tempo rifiorì, in grazia specialmente della sua incantevole e comoda posizione, a breve distanza da Roma. La città fu presa dai soldati del partito mariano, durante la guerra civile. Negli ultimi anni della repubblica, alcuni patrizi romani vi costrussero ville, e tra «[iresti Cicerone stesso che di frequente, come egli attesta, profittò delle delizie e degli ozi della spiaggia anziate. Anche varii imperatori predilessero grandemente il soggiorno di Anzio. Ma dopo la morte di Nerone, il quale, come dopo diremo, fece costruire in Anzio una magnifica villa, pare che la spiaggia di Bali divenisse più 111 moda e fosse preferita ad Anzio. Frtr tuttavia, in grazia della vicinanza da Roma, costruirono sontuosi edilizi in Anzio, anche gli imperatori Domiziano, Adriano, Antonino Pio.
Gravi danni ebbe a patire Anzio per le scorrerie dei Saraceni ed il porto rimase quasi deserto ed inservibile. Nel 1594 Porto d'Anzio fu venduto dai Colonnesi alla R. Camera Apostolica per 400,000 scudi e da questa nel 1S31 fu rivenduto, unitamente a Nettuno, alla famiglia Borghese.
Clemente Vili ideò di ripristinare il porto anziate; ma ciò fu effettuato invece da Innocenzo XII, ed il 21 aprile 1G9S questo pontefice si recò in Anzio per esaminare i lavori progettati Ma invece di seguire il consiglio dell'architetto Carlo Fontana, di usufruire cioè dell'antico porto neroniano, Innocenzo XII accettò quello di Alessandro Zinaglii che proponeva di costruire il nuovo porto sull'antico nudo orientale. Ma il preventivo della spesa fu tosto superato del decuplo ed 1 lavori furouo sì mal diretti, che il nuovo porto fu proprio opera perduta, poiché i venti meridionali e di libeccio lo colmavano, di continuo, di sabbie.
Costruitosi il porto, si andò man mano formando incontro ad esso 1111 nucleo di abitazioni le quali dettero origine alla moderna Anzio, accresciutasi ed abbellitasi di nuovi edifizi sotto il cessato Governo pontificio, e specialmente 111 questi ultimi ai:ni, dopo che la Società Veneta delle ferrovie costruì la linea Albano-Cecchina-Porto d'Anzio.
Varii e pittoreschi ?0ìini anttuiransi su questa deliziosa spiaggia, frequentatissima dai Romani e dagli altri abitanti della provincia, durante la stagione dei bagni.
La moderna Anzio 11011 occupa precisamente il luogo in cui sorgeva l'antica ÀMiitni e che deve ricercarsi più a nord-est, nelle colline sovrastanti la villa Aldobramlìni. Lungo la spiaggia erano iinece frequenti ville patrizia tra le quali, come ci attestano gli storici, voglionsi annoverare quelle del pretore Caio Lucrezio, di Lepido, di Attico, di Bruto, di Cozzio e di Agrippina. E le traccio di coteste a ille, consistenti in muri di opera laterizia 0 reticolata, veggonsi tra le moderne fabbriche e lungo la costa, sino al di là del castello di Nettuno.
Belle e sontuose sono le ville Aldobrandini, costruita presso il circo dell'antica Ani inni; Costaguti, ora Borghese, (piasi a mezza strada tra Anzio e Nettuno, ove furon trovate varie e pregevoli antichità, tra le quali il vaso d'argento Corsini ed il famoso vaso di bronzo, detto di Mitridate, che ora conservasi nel Museo di Campidoglio. Anche i Corsini vi edificarono una bella villa, ora Mencacci, presso i ruderi di 1111 tempio dedicato a Nettuno, secondo vuoisi desumere dai tridenti e dai delfini che ornano alcuni capitelli marmorei quivi rinvenuti. Stupenda è la veduta che godesi dalla costa di Anzio e l'occhio può spaziare libero per tutto il vasto tratto compreso tra il capo Circeo ed il lontano lido ostiense, presso la foce del Tevere.