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Parte Terza — Italia Centrale
Oltrepassato il rio di Galera, dopo 5 miglia entrasi in
PORTO, proprietà della casa Torlonia che vi ha una 1 iella villa ed alcune fattorie. 11 nome deriva dal Porto costruito in questo luogo da Trajano, presso quello di Claudio che frovavasi alquanto più a nord-est,. Dicemmo già, parlando di Ostia, che la navigazione del Tevere e l'uso del porto ostiense erano difficilissimi a causa dei continui interramenti prodotti dai banchi di sabbie depositate dalle correnti del filane. Allora Claudio fece aprire un canale che cominciava nel punto detto oggi Capo due rami, ed allo sbocco di questo canale navigabile costruì un porto. E rapatura del canale servì anche per creare un nuovo sbocco alle acque del Tevere, scongiurandosi così, in parte, le innondazioni di Roma. Tutto ciò e chiaramente indicato nella grande iscrizione, in onore di Claudio, che vedesi ancor oggi lungo la strada che da l'orto conduce a Fiumicino, poco dopo di aver oltrepassato il casino Torlonia.
Ma l'incremento continuo della navigazione e del commercio, faceva sì che il porto Claudio, per la sua piccolezza, divenisse ogni di più inadeguato e non corrispondente ai bisogni di Roma. Fu pertanto Trajano che ideò la costruzione di un \asto e nuovo porto. Era questo di forma esagonale ed ancor oggi veggonsene gli avanzi monumentali, tutto attorno allo stagno dei Torlonia, il quale rappresenta appunto il bacino del porto. 11 porto di Traj ino, secondo le memorie lasciate dagli scrittori, fu di grande magnificenza, come fu anche provato dagli scavi eseguitisi nel periodo corso tra il 1804 ed il 1870, per ordine dello stesso prìncipe proprietario.
Intorno al bacino, andarono costruendosi man mano vasti magazzini pel deposito delle merci, ed in progresso di tempo il Porto divenne una vera e propria città, con strade, portici, templi, un teatro, il foro, il palazzo imperiale] Quanto fu scavato nel periodo di tempo su mentovato, oggi è ricoperto, e solo qua e là spuntano dal snolo le vestigia di muri laterizii. A nord del casino Torlonia, è visibile, in buona conservazione, un edificio di forma circolare, creduto il tempio di I'ortuno.
L'imperatore Costantino cinse la piccola, città di alte e robuste mura delle quali ancor oggi buona parte ne avanza, specialmente a sud del bacino, presso l'epigrafe di Claudio, nel luogo detto Arco di Nostra Donna, da nii'iunnagine della Vergine che è dipinta in una nicchia. A sud del porto, è il palazzo vescovile e la rocca, assai deturpata dalle fabbriche aggiuntevi posteriormente. Vari stemmi di papi attestano dei lavori eseguitivi in diversi tempi. Sulla, porta, dalla parte di Fiumicino, è lo stemma di Alessandro VI, l'orgia.
Incontro all'episcopio, al di là del canale, è la chiesa (li Sant'Ippolito, nell'Isola Sacra, della quale poco ora rimane. Interessante invece, e dì pittoresco effetto, è il campanile, costruzione del IX o del X secolo. Circa due miglia pili oltre trovasi
FIUMICINO —• Il nome deriva dal canale o piccolo fiume (l'antica Fossa trajana). Il villaggio, del tutto moderno, non contiene alcun che di notevole dal lato artistico o monumentale; è abitato da circa 500 persone, di stabile dimora, poiché la popolazione è composta in gran parte ili marinai (lei bastimenti che trasportano i vini a Roma, dalle Calabrie, dalle Puglie e dalla Sicilia.
Fiumicino è popolato di romani nel mese di maggio, durante la. stagione delle quaglie, 1 bagni di mare non sono buoni a cagione delle acque del Tevere portatevi (lai canale. A nord del villaggio è una bella e massiccia torre costiera, fatta erigere nel 1773 da Clemente XIV, e che oggi serve per dimora delle guardie doganali. I na apposita linea ferroviaria conginnge Fiumicino colla stazione di Ponte Galera, sulla linea Roma-Civitavecchia.
A nord (li Fiumicino è lo Stagno di Ponente, o Palude di Maeearese o Campo Salino ; vasta regione sommersa dalle acque e quindi perniciosissima per la salute durante i mesi caldi. Nel 1884 vi furono cominciati dal II. Corpo del Genio ci\ile, per conto del Governo, grandi lavori di bonifica, mediante hicanalazioiic delle acque stagnanti