L'Agro Romano
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ostiensi e destinato alla capitale del inondo romano. Attiguo alla caserma, è il teatro, di l'orma semicircolare, innanzi al quale stondesi un'ampia area rettangolare al cui centro vedesi il basamento del tempio di Cerere. Queste, mine sono di un effetto e di un'importanza eccezionale. Ad occidente, del teatro Sono gli avanzi di ricche abitazioni private alle quali è. annesso un grazioso tempietto di Mitra, rinvenuto l'anno 188(5.
Non lungi, e sulla riva del Tevere, è la casa dell'Amministrazione governativa degli scavi, dietro la quale sono 1 magazzini in cui depositavasi, sino al 1870, il sale che ricavavasi dalle prossime saline, sopra mentovate.
K qui vicino è il gruppo pili monumentale ed importante, delle fabbriche sinora messe in luce; e cioè i vasti magazzini annonani, al cui centro sorge il maestoso tempio di Vulcano, l'edificio più alto e meglio conservato dell'antica Ostia.
Pittoresca ed insuperabile è la veduta di questi magazzini, costruiti in mattoni, ai quali il tempo e l'aria salmastra hanno data una tinta rossastra, e che specchia usi nelle acque del Tevere, in questo punto profondo e larghissimo.
Altri importanti ruderi esìstono nel tratto compreso tra il tempio di Vulcano e la torre mcdioevale di Bovacciano, e spettano a nobili e sontuose terme, impropriamente dette palazzo imperiale, a magazzini per deposito di liquidi, ed a vari altri edilizi di uso ignoto. La bellissima scena è chiusa, a sud, dalla folta e maestosa pineta di Castelfusano, dei prìncipi Chigi, ora affittata, per le caccie, alla Real Casa.
A Torre Bovacciano, una barca trasporta all'altra sponda del fiume, ove ha principio la sterile e, malinconica Isola Sacra, limitata dalla parte opposta, dal braccio del fiume, noto col nome di canale di Fiumicino.
Una buona ora occorre per attraversare a piedi l'Isola Sacra, e durante il tragitto incontransi numerose manda di buoi e di cavalli.
Passato il canale e piegatosi a sinistra, entrasi nel moderno villaggio di Fiumicino, al quale si giunge anche uscendo
10. Da Porta Portese. — La strada segue l'antica via Porhtense così detta perchè conduceva al porto Claudio-Trajaneo. L'antica via si percorre sino alla località appellata Pozzo Pantaleo, e da qui innanzi la via è moderna perchè fatta costruire da papa Paolo V, per porre in comunicazione Roma con Fiumicino.
Nulla incontrasi di notevole sino alla Magliana, località celebre negli antichi tempi, per la sede che vi aveva il vetusto collegio dei Fratelli Avvali (Fratres Amales, sacer-dotes Arvorum) che vi avevano un bosco sacro ed un tempietto dedicato alla Dea Dia, divinità antichissima, simbolo della feracità della terra.
Sino dal 1510 furono scoperte notevoli iscrizioni, nella vigna Ceccarelli, riferentisi al culto degli Arvali, ed il tempio della Dea pur si è riconosciuto sotto l'attuale casa colonica della vigna, i sacrifizi alla Dea Dia, nel bosco sacro, durarono lino all'impero di Costante e di Costantino, 340 di C.
Nella collina soprastante la detta vigna esistono le catacombe di Santa Generosa.
A destra della via ferrata di Civitavecchia, sorge il castello della Magliana, oggi ridotto a casa colonica, già celebre e sontuosa villa pontificia, fatta costruire, a (pianto pare, da Innocenzo Vili nel 1488 ed abbellita successivamente da Giulio II e da Leone X. Quest'ultimo papa si dilettava moltissimo del soggiorno della Magliana e vi spese ingenti somme per cangiarlo in luogo di caccie, alle quali prendeva parte la nobiltà romana. Per l'addietro la villa conservava ancora eccellenti affreschi dello Spagna e dello stesso Raffaello; Ina ora non vi si trovano più. L'edera cresce rigogliosa per le mura, e mercanti di campagna abitano la villa un dì tanto splendida e sontuosa. La campagna circostante la stazione di Ponte Galera (nome clic proviene dal torrente Galera, che discendo dal lago di Bracciano), nulla offre di interessante. Qui suolsi collocare dai topografi l'antica Silva Maesia, ricordata dagli storici.