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Parte Terza — Italia Centrale
cura del Governo che fece eseguire gli studi necessarii dal R. Corpo del Genio Civile (vedi Tavola: Planimetria generale). Lavorarono a queste bonifiche migliaia di operai venuti espressamente dal territorio di Ravenna, ed oggi vedesi già, in parte, il terreno (prima ricoperto dalle acque e da canne e piante palustri) ridotto a vigneti e seminato di grani e di biade. Anzi vi è stata di recente impiantata la colonia agricola ravennate.
OSTIA. — Ad Ostia, situata presso lo sbocco del Tevere, a 15 miglia da Roma, può andarsi o per fiume, gita divertentissima, o per la via Ostiense, della quale abbiamo ora fatto cenno.
Il sito dell'attuale villaggio di Ostia è uno dei più pittoreschi e nell'istesso tempo malinconici di Roma. La popolazione che nell'inverno è di circa 500 abitanti, l'estate abbandona il villaggio, a cagione della malaria, la quale è però notevolmente diminuita in seguito alla bonifica degli stagni o saline circostanti. L'odierno villaggio, detto comunemente Ostia moderna, può dirsi sorto nella prima metà del XV secolo, sotto Martino V, che riparò la rocca quivi esistente, danneggiata per l'assalto che vi dette nel 1413 Stanislao re di Napoli. Il cardinale d'Ks tonte ville ricostruì la cinta fortificata, come ne fanno fede gli stemmi marmorei che ancora veggonsi di tratto in tratto lungo le mura. L'attuale e splendida rocca è dovuta alla munificenza del card. Giuliano Della Rovere — poi papa Giulio II — il quale si servì del Sangallo per architetto. La rocca consta di un elegante e solido maschio circolare, circondato ila bastioni. Varìi stemmi pontifici quali ad esempio quelli dei Della Rovere, di Paolo III e di Pio IX, attestano dei restauri eseguitivi in varie epoche. Le piccole e scarse casette, racchiuse entro le mura, non hanno alcun che di interessante. L'unico edificio ragguardevole del villaggio, è la chiesetta di S. Aurea, dovuta anch'essa alla munificenza di Giuliano Della Rovere, il quale la fece erigere da Baccio Pintelli.
Ad occidente del villaggio, ed a breve distanza, incominciano ad apparire i ruderi interessantissimi dell'antica Ostia, fondata, secondo la leggenda, da Anco Marzio, quale porto di Roma.
Grandi difficoltà incontrarono sempre gli antichi per mantenere spurgato e libero, dalle sabbie alluvionali trascinate dalla corrente del fiume, questo porto. Fu Claudio che pel primo ideò l'apertura di un nuovo porto, come vedremo più innanzi, e d'allora in poi Ostia andò man mano perdendo ili importanza, spopolandosi gradatamente, di guisa che ai tempi di Procopio, era già affatto deserta. Le incursioni dei Saraceni dettero l'ultimo crollo alla già florida e potente colonia che nei tempi più felici conteneva circa 80,000 abitanti.
Durante il medioevo Ostia fu riguardata unicamente quale miniera di pietre e di marmi, per impiegarli come materiale da costruzione o per fame calce.
Scavi regolari non vi si cominciarono se non alla fine del passato secolo; ma scavi veramente metodici, a scopo scientifico, furon eseguiti solamente sotto il pontificato di Pio IX, continuati dal 1870 in poi a cura del Governo italiano.
E in grazia di questi scavi che il visitatore può ora ammirare i templi, le case, le strade, i magazzini dell'antica città, la quale e per l'alto interesse storico — ben maggiore di quello di Pompei — e per la vicinanza della capitale, meriterebbe di essere meno trascurata, ma pian piano interamente scavata, nell'interesse del nostro paese e per soddisfare la curiosità dei forestieri i quali accorrerebbero in maggior numero a visitarla, come oggi appunto avviene della dissepolta Pompei.
Chi viene dalla moderna Ostia, incontra anzitutto la via romana, ben conservata, coi sepolcri che la fiancheggiano. La strada ad un certo punto non è più scavata.
Prendendo a destra, ed oltrepassata la fattoria del principe Aldobrandim e poche capanne in cui vivono vani contadini dagli abiti pittoreschi, incontrasi la sede o caserma dei vigili che distaccavansi dalla VII coorte di Roma, alla scopo ili proteggere dagli incendi le svariate ed immense mercanzie e le granaglie depositate nei magazzini