L'Agro domano
preclaro clic insegnò in varie città d'Italia; P. Luigi Galletti, che illustrò con vario opere l'archeologia, la storia ecclesiastica e letteraria; F. Maria Reuazzi, criminalista, l'orientalista Assennali ; lo scrittore di storia romana Frangipani; l'autore di commedie e favole ben noto Gherardo de' Rossi ; il poeta traduttore del Paradiso Perduto ilei Milton; Paolo Rolli; il sommo 1'. Metastasio, il quale, comecché nato in Assisi, viene annoverato fra gli illustri romani, e finalmente il ciotto geologo Scipione lìreislak.
Nel secolo nostro poi fiorirono o fioriscono: Eugenio Quirino Visconti, sommo archeologo ed erudito; F. Maria lìicci, poeta gentile; Angelo Mai, prodigio di dottrina e scopritore dei paliinpsesti; il card. Mezzofanti, principe dei poliglotti, che parlava 70 lingue; il Cancellieri, cercator di memorie e costumi; i letterati Masi, Retti, Cugnani, Macari e Monti; i poeti Ciampi, Gnoli e Cossa; il I)e Rossi e il Rosa, archeologi sacri; il Visconti, archeologo classico; il geologo l'onzi; il giurista Abbrunili; il matematico Tortolini; il paleologista Corvisieri; l'astronomo Corvisieri; il medico Baccelli, ecc.
In Roma fu introdotta la stampa nel 14G7, dodici anni dopo le prime impressioni a Magonza, e in Roma, oltre la suddetta dei Lincei, fu fondato un gran numero di Accademie dette degli Arcadi, della Virtù, dello Sdegno, degli Intrepidi, degli Animosi, degli Illuminati, degli Umoristi, degli Ordinati, ecc.
Nelle belle arti, pretermettendo l'antichità in cui i Romani operarono prodigi che eccitano ancora, nei loro residui, la nostra ammirazione, gli eccellenti nei tre rami della pittura, scoltura ed architettura hanno nome legione, come abbiamo visto, a far capo da Raffaello e Michelangelo e venendo giù giù al divino Canova, al Finelli, al Coghetti, al rodesti, al Valadier, al Vespignani e tanti altri i quali, comecché non nati tutti in Roma, in Roma posero studio e condussero i loro immortali capolavori.
Uoll. elett. Roma (I-Y) — Dioc. Roma — P1 T. e Str. ferr. e trainv.
L'AGRO ROMANO
Con questa denominazione suolsi propriamente intendere quel vasto tratto di pianura, quasi deserto e pressoché incolto, che circonda Roma, e che è limitato, a nord dai laghi e dai monti Sabatini, a sud dai colli laziali, ad oriente dai monti della Sabina e ad occidente dal mare Tirreno.
Questo vasto territorio era attraversato, nell'antichità, come del resto anche oggi, dalle grandi strade consolari, molte delle quali mantengono ancora lo stesso nome e quasi la medesima direzione che avevano negli antichi tempi.
Le percorreremo rapidamente, attraversando così l'Agro romano e prendendo cognizione dei più importanti monumenti antichi e inedioevali che incontreremo sul loro percorso.
1. Da Porta Angelica. — La via che esce da questa porta è l'antica via Trium-phalis, che piega a sinistra poco dopo la porta e sale il monte Mario (ove nell'antichità fu il clivus Cinnae), la cima più elevata dei colli gianicolensi, dalla quale si gode una stupenda veduta dì quasi tutta la città. A mezza costa del monte è la celebre villa Madama, già descritta parlando delle ville. La già villa Mellini, sulla vetta del monte, è ora di proprietà del Genio militare, e ivi presso è stato costruito un forte, armato con 20 cannoni.
La via Trionfale passa innanzi al piccolo villaggio di Sant'Onofrio, poco dopo il monte Mario, e quindi oltrepassata la valle eli Acquatraversa, si congiunge colla via Cassia che incontreremo muovendo da porta del Popolo. La via a destra, fuori la porta Angelica, è moderna e va a terminare a ponte Molle.