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l'arte Terza — Italia Centrale
fra cui Lucano, Persio, Stazio, Marziale, Seneca, tutti del primo secolo dell'Impero; nel secondo secolo: Quintiliano, i due Pillili, Giovenale, tuttoché grande e Tacito, ingegno grandissimo e solitario.
A costoro succedono: Svetonio, Frontino, Frontone, Petronio, e, decadenti vieppiù sempre nei secoli III, IV e V: Ausonio, Claudiano, Eutropio, Apuleio, Giustino, Macrobio. Sotto Teodosio si rese illustre un Simmaco, senatore romano.
Alla cadente coltura pagana sottentrò la cristiana e nel primo e secondo secolo fiorirono 1 padri ed apologisti come S. Clemente, Vlessandrino; nel terzo e quarto, scrittori insigni ed oratori come S. Atanasio, i due S. Gregorii, il Crisostomo, Lattanzio e S. Ambrogio e nel quinto 1 due sommi S. Gerolamo e S. Agostino.
Sotto i Barbari le lettere tacciono in Roma come in tutta Italia, che vanta appetta un Boezio, un Cassiodoro, qualche cronista come Paolo Diacono, e più tardi qualche altro cronista o storico, come Anastasio Bibliotecario e Liutprando. Ma anche nel sesto secolo il gran nome di Gregorio Magno (590-654) fuga le tenebre dell'ignoranza, e nei secoli XII e XIII fiorirono nominalisti, realisti e scolastici di gran rinomanza, come un Pier Damiano, un Lanfranco, un S. Anselmo, un S. Tommaso, principe dei filosofi cattolici, e il gran papa Ildebrando.
Nel secolo XIII ebbero grillo in Roma Annibale ed Egidio Colonna, professori di teologia a Parigi, e il celebre giurista Ubertino Bonaccorso. Nel secolo XIV Ludovico Colonna, che scrisse un Compendio storico universale ; Giovanni Colonna, lodato dal Petrarca per la sua dottrina, del pari che il famoso Cola di Rienzo, valente negli studi classici ed archeologici, ma più rinomato come tribuno e senatore.
Nel grande rinascimento letterario dei secoli XV-XVI molti letterati ebbe Roma, fra cui il celebre Giulio de' Conti, giurista e poeta, autore del canzoniere che intitolò Bella Mano, composto ad imitazione del famoso del Petrarca; Lorenzo Valle, latinista e grecista valente, morto nel 1457, e G. Pomponio Leto, antiquario, storico e letterato, primo fondatore di un'accademia in casa propria.
Nel secolo XVI fiorirono in Roma: Prospero Farinaccio, giureconsulto infaticabile; Jacopo Castiglione, valentissimo idraulico; Latino Orsini, autore ili un metodo per la misura della terra e degli astri; Luigi Anguilla», naturalista e botanico; il cardinale Bernardino Malici, autore della Storia delle iscrizioni ed immagini degli antichi nummi; Camillo Porzio, il noto autore della Congiura ilei lluronidi Napoli, ecc., ecc. Ne vi ebbe mancanza di donile illustri, come Anna 'Spina, d'ingegno miracoloso che a 15 anni già disputava in tìsica e componeva bei versi, si che fu detta la Terza Corinna; quella Virginia Accoramboiii non men rinomata pel suo valore poetico che per le sue lacrimevoli peripezie; e somma fra tutte, quella Vittoria Colonna per cui sospiro Michelangiolo.
Nè men fiorito corse per Roma il secolo XVII nel quali vissero, fra gli altri, Prospero Tagliarli, dotto commentatore delle Decretali; Paolo Zacchia, scrittore originale, delle Quislioni medico-legali; molti medici, anatomici, botanici, il principe Federico Cesi, fondatore de' Lincei, ripristinata a dì nostri per opera principal-
mente di Quintino Sella ed or floridissima; Giovanni Compiili, che istituì, nel 1077, un'Accademia di scienze naturali, fisiche e matematiche! l'antiquario Pietro Belloni lo storico e scrittore elegantissimo Famiano Strada; l'illustre card. Sforza Pallavicino, autore della Storia del Concilio di Trento; il principe (lei sacri oratori Paolo Segnen, che quantunque nato a Nettuno può annoverarsi fra i Romani; Giovanni Baglistie e G. B, Passeri che scrisse le vite dei pittori e letterati di grido; il celebre navigatore Pietro (lidia Valle, ecc.
Nel secolo XVIII ebbero fama principalmente Andrea Missirini, valente anatomico e chirurgo; G. Maria Lancisi, fisico, medico ed anatomico rinomatissimo, arcbialro di Clemente XI, autore di un Corso di anatomia; il Della Torre, matematico e tìsico