Roma Cenni storici
1510-157!). fluylinlino Della Torta, ftor., S. 1511 IMI Hart. Ammanati, fior., A. e S. 1511 157-1 (fioraio Vasari, aretino, A. e V, 1MX-15SS. Paolo Veronese, venez., 1'. 15S8-IS-H. Poti Haroccio, rolli,, I'. 1529 15(10. Taddeo Zucchero, fior,, P.
in:;0. (lerol,- Mnzi.-mo, bresciano, P. 154:'.- IUO',1. Pederico Zucchero, lior., 1'. 15i:ì-ISSO Sei-moneta, romano P» 15 KM lì 11 I Ioni eli. Fontana, loinliardo, A. 1552-1600. Scipione Gaetano, roin., 1'. 15511-1Clfti Paolo Itrill, olaml., P. 1555- It'.ltl, Ludov, Caracci, bologn., T, 15riG-Hi2'.l. Carlo federila, rom., 1*. 1558-1001. Agostino Caracci, bologn., I'. 1560 1G40. Cavalier d'Arpino, rom., P. 15(10 lUOSl, Annibale Caracci, bologn. P. 156!) KiO'J. Caravaggio (Ami'viyhi), lomb., P. 1571 103C>. Stefano Maderno, rom., fi. 1571-101-2. Guido Reni, bologn., P. 1577-1610. Pietro Paolo Rubens, (daini., P. 157N 1(500. Frane. Albani, bologn., P. 158t»Ì0«, Giov. Lanfranco, rom., P. lóSI IGll. Doinenicbino (Zam/iicri), bologn., P,
15S5. Carlo Saraceni, venez. e rom., 1'. l'i!)0-1660. Guercino (OtirOinri), bologn., P. 15N8-1656. Spagnoletto (lìihera), napol., P. 1504-1665. Niccolò Poussin, francese, P. 15!)'.)-10tl. Antonio Van Dyck, fiammingo, P. 1596 1661). l'ietro da Cnilona, rom., P. e A. 15111)-11180. Lorenzo Bernini, napol. rom.. S. e A.
15!)!)-I(i(i7 Frane, lìorroinini, lomb. rom., A.
15'.)!)-1(U;(). Velasquez, spagn, 1.
151)1) lfifil. Andrea Sacchi, rom., P.
1COO-1(182. Claudio Lorena lorenese, P.
IODI RISI. Cagnacci, bologn., P.
11)05-1085. Sassoferrato (Salci), rom., 1'.
1602-105!). Aless. Algardi, liplogn., S.
1012-1(160. Francesco Mola, rom. I'.
It;i5-1(;7:!. Salvator Uosa, napol., 1'.
IO 10-1080. Carlo Dolci, fior., I'.
1G17-10S2. MuriHo, spagli., P.
1025-1713, Carlo Mara Ita. rom., P.
1037-1701. Cav. Tempesta, rom., P.
1058-1740. Orizonte (Blotmvn), Unum, P.
1097-1708. Canaletto, venez., P.
10!)!)-17-1-0. Subleyras, frane., P.
1700-1774. Vanvitelli. rom., P.
1728-1770. Raffaele Mengs, tedesco, P.
1737-1807. Filippo Stackert. tedesco, P.
1741-1801. Angelica Kaufmann, tedesca, 1'.
1757-1832. Canova, venez. e rom., S.
1770-1844. A. I!. Thonvaldsen, danese, S.
1768-1830. Giuseppe Kocli, tedesco, P.
1783-18(17. Pietro Cornelius, tedesco, P.
1789-1800. Federico Overbeek, tedesco, P.
1793-1877. Filippo Veil, ted., P.
1838-1808. Fracassai, rom., I'.
1804-1875. Frane. Coeletti, berg., P.
1782-1853. Carlo Finelli, carrarese, S.
Fra i pittori viventi che ornarono Roma dei loro dipinti} primeggia il vecchio l'odesti.
UOMINI ILLUSTRI
Tanti ne annovera l'antica e la moderna Roma che occorrerebbero troppe pagine a pur numerarli; ci restringeremo perciò ai principali.
Nell'antichità. Le lettere romane furon figlie delle greche e greci eziandio i primi scrittori. Fiorirono prima i poeti e cioè Livio Andronico, schiavo greco, Nevio Campano, Ennio della Magna Grecia; e migliori fra tutti furono i comici : Plauto, umbro, Terenzio, schiavo cartaginese, ì quali tutti fiorirono dal 230 al 150 av. C.
1 primi prosatori e storici furon romani : Fabio Pictor e Catone il Vecchio. Negli ultimi anni della Repubblica fiorirono Lucrezio Caro e Catullo, poeti; Vairone, Sallustio, Cesare, storici e prosatori; Scevola, Iiruto, Rufo, Ortensio e Cicerone, oratori ed uomini di Stato. Seguirono subito appresso: Tito Livio, Cornelio Nepote, Orazio, \ irgilio, Tibullo, Properzio, Ovidio, Fedro. Furono sommi allora e tali continuarono ad essere i giureconsulti romani, la cui sapienza giuridica sopravvive nelle legislazioni e liei Codici del mondo incivilito.
La filosofia fu importata come le lettere dalla Grecia e vi ebbero seguaci gli stoici principalmente, gli epicurei e gli accademici. Ma durante la Repubblica nò scienze naturali ne arti fiorirono, tranne l'architettura nella quale furon grandi ed ammirandi i Romani come attestano tuttora la Cloaca Massima del tempo dei Re, l'emissario d'Albano del 350 av. C., gii acquedotti colossali di cui furon gli inventori secondo Strabene e le vie Consolari che abbiamo annoverate nel Lazio.
Nello stesso aureo secolo d'Augusto incominciala decadenza e l'eloquenza degenera tu retorica, e la poesia in concetti vani. Agii aurei scrittori tengono dietro gii argentei,