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Parte Tetza — Italia Centrale
condotto in Francia c fu costretto a rimanervi finché gli eventi ilei 1814 gli permisero di far ritorno il 24 maggio a Roma, ov'egli ripigliò possesso de'suoi Stati nella loro primitiva estensione.
Dopo la ristorazione Pio VII e il suo successore Leone XII (1823-20), Pio Vili (1829-30), ma principalmente Gregario XVI (183040) sforzaronsi di ristabilire, tanto all'interno quanto all'estero, il potere papale col solito mezzo dell'assolutismo, ma il risveglio politico e nazionale prodotto dall'occupazione francese si propagò nella popolazione degli Stati pontificii. Furono chieste riforme politiche, cessazione deU'infliienza straniera e le società segrete, le cospirazioni e le ribellioni si contrapposero alla riazione assolutistica.
La storia dello Stato della Chiesa si collegò strettamente con quella dell'intiera Italia. Una sollevazione a Modena, nella notte dal 3 al 4 febbraio 1831 ne cagionò immediatamente ulia seconda in Bologna, la quale si dilatò rapidamente nell'intiera Legazione ed addusse la l'orinazione di mi governo provvisorio. La maggior parte dello Stato pontificio andò, in breve, in fiamme e il 20 febbraio un'adunanza di deputati decretò l'abolizione del poter temporale del papa e la costituzione di uno Stato unitario. Ma gli Austriaci invasero la legazione, di Bologna e il governo provvisorio fn costretto a trasferirsi, il 20 marzo, in Ancona, la quale, dopo il combattimento del 25 marzo a Panini, cadde, il 29, in poter degli Austriaci e il rimanente degli insorti deposero, dopo alcuni giorni, le armi.
11 mal governo papale occasionò, nel gennaio 1832, un nuovo intervento austriaco in Bologna, pel che ne seguì che i Francesi occuparono alla lor volta, nel 1S32, Ancona per controbilanciare l'intervento degli Austriaci, i quali sgombrarono poi, nel 1838, gli Stati papali mentre i Francesi ntiravansi contemporaneamente da Ancona. Ma il sordo fermento perdurò nelle proùncie papali sotto il governo dispotico di Gregorio XVI e scoppiò in moti isolati nel 1843 in Romagna e, nel 1845, a Riiuini, descritti da Massimo d'Azeglio nell'opuscolo i Moti di Hi mini.
Tanto più grande fu l'entusiasmo onde fu accolto, nel giugno 1840, il nuovo papa Pio IX quando promulgò l'amnistia, varie riforme neirainininistrazione e, nell'aprile del 1847, l'istituzione di una Consulta di Stato composta di deputati provinciali. Ma a breve andare Pio IX si trovò spinto a maggiori larghezze per effetto della rivoluzione di febbraio 1848 in Francia. Ei fu costretto a largire, il 14 marzo, una costituzione, a formare il ministero liberale Maniiani èd a convocare le Camere.
Dopo il ritiro del Mamiani nel settembre del 1848, chiamò a capo del ministero il conte Rossi, il quale fu però pugnalato il li novembre, e il papa si vide costretto ad accettare un ministero democratico ed a licenziare i soldati. Ei fuggì allora (25 novembre) segretamente da Roma a Gaeta, pel che fu tosto formato un governo provvisorio il quale, alla fine del dicembre, convocò un'assemblea costituente, il cui primo decreto fu l'abolizione della signoria papale e la proclamazione della Repubblica (febbraio 1849).
I triumviri Armellini, Saliceti e Montecclii furono posti a capo del governo, ma i due ultimi, surrogati in breve dal Mazzini e da Aurelio Saffi. Frattanto le potenze cattoliche avevano risoluto d'intervenire per ristabilire la podestà .papale, e, mentre l'Austria entrava nelle Legazioni, e truppe napoletane e spaglinole erano in marcia contro Roma repubblicana, un esercito francese sbarcava sotto Oudinot nell'aprile lei 1S49. Roma si difese con grande valore e respinse con successo per molte settimane gli assalti dei Francesi, finché fu costretta ad arrendersi il 3 luglio. Fu proclamato il ristabilimento del dominio papale, ma Pio IX non tornò a Roma che il 4 aprile 185U, ed allora incominciò una completa restaurazione sotto i Francesi e la persecuzione di tutti i compromessi e i sospetti. In pari tempo gii Austriaci esercitavano un arbitrano potere militare nelle Legazioni.