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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Ilonui — Gerfri storici JJJjiJ
   Prima la Francia sceso in campo con buon successo contro il papato. Quando l'altiero Bonifacio Vili (1291 1303), nella bolla Unum Sancitoli, decretò quale articolo di fede la sottomissione della podestà politica e civile all'ecclesiastica e l'ubbidienza di tutte le creature al papa, trovò un avversario in Filippo il Bello e da Clemente V i successori dovettero trasportare la loro residenza in Avignone (130U-77) ove stavano intieramente sotto l'influenza francese.
   Nò solo contro la Francia ma 1 Papi avevano anello a contendere contro i baroni fra . quali i Frangipani, i Crescenzi, i Cenci, i Colonna, gli Annibaldi, i Galera, i Conti, i Savelli, gli Orsini, i Caetani, ecc. e iu mezzo alle contese baronali comparve nel 1347 durante la traslazione della S. Sede in Avignone, il famoso Cola di Rienzo a proporre d ]liane di iuta nuova costituzione di Roma. Fletto senatore di Roma, poco durò nella sua nuova autorità che, in un'insurrezione popolare, fu trucidato a pie del Campidoglio.
   Alla fine del secolo XIV i papi fecero ritorno da Avignone a Roma; ma, appetta tornati, scoppiò lo scisma d'Occidente a rinfocolare le gare civili che durarono per tutto il secolo XV insieme alle guerre, alle invasioni, ed allo scandalo di due e persili tre papi deposti dal Concilio di Costanza. Nel secolo XV pili della metà dei redditi ecclesiastici dell'Occidente affluivano a Roma sotto colore di esser impiegati per muover guerra ai Turchi, ina 111 realtà la più parte furono ingoiati dagli scialacqui di Corte, e dalle spese per corrompere i baroni romani ed arricchire i nepoti dei Papi.
   Innocenzo Vili (1484-92) aveva da pensare per molti figli e figliuole ed Alessandro VI (14&I-1503) non rifuggì da alcun delitto per portare in auge la sua famiglia. Dopo di aver atterrato col veleno e il pugnale la signoria dei nobili, il suo successore Giulio II (1503-13) restaurò il patrimonio di San Pietro e, più soldato che sacerdote, scese in lotta cavalleresca coi Francesi. Giulio II conquistò, nel 1513, Bologna e Clemente VII, nel 1532, Ancona. I Veneziani dovettero cedere Ravenna. Ferrara fu strappata, nel 1598, al retaggio modenese ed Urbino fu ceduto, nel 1626, dal suo ultimo duca, Francesco Maria della Rovere, alla Santa Sede.
   Frattanto ì Papi riperderono anche gran parte della loro influenza temporale e spirituale per la Riforma principalmente nel secolo deennosesto. E il vero che Sisto V ristabilì, sullo scorcio di codesto secolo, l'ordine interno, ma gli scialacqui e il nipotismo dei Papi successivi generarono nuovi mali. Nel 1783 Napoli si svincolò da'suoi obblighi feudali. Per la fortuna delle anni francesi in Italia il papa si vide costretto a cedere, nella pace di Tolentino del 13 febbraio. 1797, Avignone e il contado Venesino alla Francia, e la Romagna con Bologna e Ferrara alla Repubblica Cisalpina. Un'insurrezione in Roma del 28 dicembre 1797 contro i Francesi (in cui fu ucciso quell'Ugo Basville console francese che diede argomento alla celebre BasvUliana del Monti) addusse, il 1° febbraio 1798, la presa di Roma a cui tenne dietro, il 18, la proclamazione della Repubblica romana.
   Pio VI fu trasportato in Francia ove morì il 29 agosto 1799. Le vittorie dei Russi e degli Austriaci in Italia favorirono l'elezione, di l'io VII (14 marzo 1É00), il quale, sotto la protezione delle armi austriache, ripigliò possesso di Roma e degli Stati della Chiesa. Mediante il concordato da lui conchiuso, nel 1801, col primo console della Repubblica francese, il potere temporale parve assicurato. Ma quando il papa ricusò, nel 1807, d'introdurre ne' suoi Stati il Codice napoleonico e di dichiarar guerra all'Inghilterra la guerra fu dichiarata a lui stesso il 3 aprile dalla Francia.
   Le Provincie di Ancona, Urbino, Macerata e Camerino furono incorporate al regno d'Italia ed al papa non rimase del suo regno che la porzione di là delPApennino. Ma il 2 febbraio 1808 un corpo d'esercito francese di 8000 uomini occupò Roma. AI papa, di cui doveva continuare l'autorità spirituale, furono assegnati due annui milioni di lire ed un decreto imperiale del 17 maggio 1809 incorporò lo Stato della Chiesa all'Impero francese e Roma stessa fu dichiarata libera città imperiale. Il papa fu
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