350
Parie Terza — Italia Genirale
intorno. L'opera sua riparatrice fu compiuta con vigore da Aureliano (270-275) il quale espulse i Mai-conianni e gli Alemanni dall'Italia, sgombrò per sempre la Mesia dai Goti lasciando loro la Dacia, e pose line alla signoria di Tetrico nelle Gallio ed a quella di /enobia in Palmira da lui distrutta nel 27.'!. Roma, che in quo' tempi minacciosi non era più sicura abbastanza fu da lui dotata di una nuova cinta di mura.
Anche il suo successore eletto nel set,temi irò del 275 dal Senato, il vecchio Tacito, ucciso tosto nell'aprile del 276, fu un abile imperatore e I'robo, che abbattè dopo tre mesi Floriano, fratello di Tacito (276-282), uno de' più distillii. Vittorioso dei Germani e di altri nemici che minacciavano l'Impero, geloso del suo interno benessere e studioso ili romanizzare i Parbari Probo fu ucciso in un ammutinamento subitaneo dei soldati.
(ili succedette Caro che cadde nella, guerra contro i Persiani (283) ed a Caro il tìglio Nunieriano assassinato da Aper prefetto del pretorio e suo suocero nella ritirata dalla guerra contro i Parti (sott. :285 ). L'altro suo figlio Carino, che aveva il governo dell'Occidente, sconfisse presso Verona l'usurpatore (liuliano, che aveva preso la porpora in Paniiouia, e respinse dapprima con qualche successo Diocleziano, pretendente piu formidabile, ma fu vinto poi ila quest'ultimo india Mesia ed assassinato dopo la sconfitta da uno de' suoi tribuni (285),
Pioclezia.no nominò, nel 2(.)3, co imperatore Massimiano e nel 2'.)3 ambedue ammisero, col titolo di Cesari, Galerio e Costanzio Cloro nell'amministrazione dell'Impero elio fu dhiso in (piatirò parti. I Gei inani furono espulsi dalle provinne finitime; la P.ritannia, ove. prima Carausio e quindi Aletto avevano preso la porpora, fu di bel nuovo sottomessa da. Costanzio; e nel 2'J7 Calorie portò 1 confini contro ì Persiani sin oltre l'alto Tigri. Poma cessò allora d'essere il centro del governo; nella costituzione politica scomparve finalmente l'apparenza di repubblica conservata sinora ed anco nelle forme il potere supremo fu concentrato nelle mani di un solo.
Dopo che i due Augusti ebbero deposto nel 305 la signoria, Costanzio nell'ovest e Galerio nell'est, assunsero la dignità imperiale. Il primo morì sin dal 306 e suo figlio Costantino, sopranominato poi il Grande, gli succede come Cesare. Valerio Severo fu nominato ila Cab-rio, Augusto dell'Occidente; ma in Poma Massenzio e in pari tempo anche e, di boi nuovo suo padre Massimiano, si proclamò Augusto neH'ottobre del 306. Combattendo contro di essi Severo soggiacque nel 307 e Galerio nominò in sua vece Augusto Licinio: ma nel 308 suo nipote Massimino Daza e Costantino assunsero la. medesima dignità. Dopo la. morte di Massimiano (310) e di Galerio (311) Massenzio cadde in battaglia contro Costantino (312) e Massimino in guerra contro Licinio (313). Contro quest'ultimo combattè, nel 311-, Costantino: e in una seconda guerra (323) Licinio fu sconlìl to, fatto prigioniero e finalmente ucciso nel 321-.
Costantino rimase così unico imperatore (324-337). Come tale ei trasferì, nel 330, la residenza Imperiale in Bisanzio, che da lui prese il nome di Costantinopoli; la monarchia divenne intieramente assoluta, e rainininistrazione civile e militare furono rigorosamente separate.
L'Impero era ora diviso in 120 provincie aggruppate in l i diocesi, e le diocesi in 4 prefetture e il tutto governato da una gerarchia burocratica. Rispetto alla religione già nell'editto di Milano del 313 era stata proclamata una tolleranza assoluta ma fu quindi preferito il Cristianesimo, sebbene non ancor dichiarato religione di Stato, non essendosi Costantino fatto battezzare che poco prima della sua morte.
Dopo la quale i suoi tre figli Costantino, Costanzio e Costante si divisero come Augusti l'Impero. Il primo cadde in Aqnileia in una guerra contro Costante (340) il quale, fu ucciso alla sua volta dai soldati di Magnenzio proclamato imperatore nelle Gallio (350). Costanzio II, dopo terminata una guerra contro i Persiani costrinse Vetranio, fattosi imperatore nell'Ulula, a svestire la porpora e nel 351 sconfisse, a Mursa, Magnenzio, il quale si suicidò nel 353 a Lione.